Le pagelle del Nuoto a Rio 2016

Pubblicato il autore: Lorenzo Iuso Segui


Con le staffette miste si è concluso il programma di gare del nuoto in vasca e per l’Italia il bilancio è agrodolce. Ecco le pagelle della spedizione azzurra a Rio 2016:

Gregorio Paltrinieri VOTO 9.5 : L’azzurro non ha deluso le attese della vigilia e nonostante una grossa pressione entra in vasca l’ultimo giorno e nella sua gara, i 1500 sl, batte la concorrenza e vince l’oro. Gregorio ha la stoffa da campione ed ora dopo il titolo iridato dello scorso anno a Kazan entra nella storia del nuoto italiano con una prestazione fantastica. Nei 1500 stile libero ha vinto tutto e a soli 22 anni è il presente e futuro di questa nazionale. Il voto non è un 10 perché l’unica cosa che gli è mancata è il record del mondo del cinese Sun Yang. Per quello però c’è tempo.

Gabriele Detti VOTO 9: Dopo un 2015 caratterizzato da guai fisici e che gli hanno fatto saltare buona parte della stagione (compresi i mondiali), Detti arriva a queste Olimpiadi come campione europeo nei 400 sl. Nella prima giornata impressiona e conquista subito il bronzo nei 400. Una speranza alla vigilia che diventa realtà. Il percorso di Detti si chiude in modo perfetto con un altro bronzo in una gara, i 1500 sl, meno affine alle sue caratteristiche dove la concorrenza era alta. Lui non delude, però, e conclude con 2 bronzi in questa Olimpiade.

Luca Dotto VOTO 7: Forse uno dei pochi italiani, dopo i due fenomeni, a disputare una Olimpiade di buon livello. Nei 100 stile libero manca la finale, dove avrebbe avuto possibilità pressoché nulle di medaglia, e si riscatta parzialmente nei 50 stile libero dove stampa il suo record personale. Nonostante non ottenga grossi risultati si mantiene sui livelli stagionali.

Federica Pellegrini VOTO 5.5: La divina arriva alla sua quarta Olimpiade con la speranza di cercare una medaglia nella sua gara preferita, i 200 stile libero.
Dopo una buona prestazione nella staffetta 4×200 stile,nuovo record italiano, delude le attese arrivando ai piedi dal podio nei 200. Solo 20 centesimi da un’altra medaglia olimpica. La delusione sta nel vedere una campionessa, la più grande nuotatrice del nuoto italiano, terminare la sua (forse) ultima Olimpiade in questo modo. Il rammarico di non aver chiuso in bellezza. E ora ? Il futuro è in dubbio. Il ritiro annunciato prima dei Giochi è in bilico e la sensazione generale è che possa continuare a nuotare fino a Tokyo 2020 (a 32 anni)

Le staffette VOTO 4: La vera delusione di questa rassegna olimpica sono le staffette. Dopo un mondiale di Kazan con un bronzo nella 4×100 maschile e un argento nella 4×200 femminile ci aspettava delle ottime prestazioni. Invece, le staffette deludono non raggiungendo neanche la finale mostrando una netta involuzione rispetto allo scorso anno. L’unica nota positiva tra le staffette a livello cronometrico sono la 4×100 mista e 4×100 sl femminile che hanno migliorato il record italiano. Urge a breve da parte dei tecnici della nazionale fare delle considerazioni sulle staffette e sul futuro di queste sopratutto in campo femminile dove senza Federica Pellegrini (trascinatrice e capitana) la situazione è delicata.

I giovani e i veterani VOTO 5: Molti dei giovani e dei veterani impegnati a questa Olimpiade deludono con prestazioni mediocri. La sensazione è che non ci sia nella nazionale una forza mentale tale da consentire di affrontare grandi manifestazioni al meglio. I giovani vengono spesso “coccolati” senza ancora aver dimostrato molto e i veterani deludono con prestazioni sotto la media stagionale. Ciò che inquieta è che quasi nessuno tra gli azzurri impegnati ha migliorato i propri personali stagionali.

Nazionale VOTO 6.5: Il voto di questa nazionale è positivo ma non deve lasciar soddisfatti. Senza i due fenomeni e unici medagliati a Rio, Detti e Paltrinieri, il voto sarebbe sotto il 5. Nonostante la situazione sia migliore rispetto a Londra 2012 (zero medaglie) il livello medio della nazionale, esclusi i migliori, non è stato alto. Le medaglie sono 3 e probabilmente il bilancio alla vigilia era quello odierno ciò che però delude sono le prestazioni. Per il futuro servirà più programmazione e una crescita sia nella prestazioni sia a livello mentale.

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