Lochte si scusa: “Sono responsabile, ho imparato la lezione”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

Lochte
Dopo qualche giorno arrivano le dichiarazioni di colpevolezza da parte di Ryan Lochte per la vicenda della falsa rapina subita a Rio con altri tre nuotatori del team Usa. Lochte si serve del social Instagram per chiedere scusa, in primis a se stesso e poi ai compagni di squadra, a tutta l’America e a tutto il Brasile, senza dimenticare gli sponsor che gli garantiscono cospicue entrate economiche.
Il post di dichiarazione è molto lungo, spiega in modo dettagliato tutto l’episodio e la sua linea difensiva sia nei suoi confronti che quella dei suoi amici/colleghi: “Mi voglio scusare – e’ l’inizio del lungo post pubblicato da Lochte – per il mio comportamento dell’ultimo fine settimana. Per non essere stato piu’ attento e trasparente nella ricostruzione di quanto e’ accaduto quella mattina presto, e per il mio ruolo nel distogliere l’attenzione da tanti atleti che inseguono il loro sogno olimpico. Ho atteso a condividere questi miei pensieri che la situazione legale fosse consolidata e che fosse chiaro che i miei compagni sarebbero tornati a casa”. E’ traumatico – e’ la giustificazione che Lochte adduce – trovarsi in un paese straniero con i tuoi amici, con l’ostacolo della lingua, e trovarsi di fronte uno straniero che ti punta l’arma e ti chiede soldi per lasciarti andare: ma a prescindere dal comportamento di chiunque, avrei dovuto essere molto più responsabile nella mia condotta e per questo mi scuso con i miei compagni di squadra, i miei tifosi, i miei rivali, i miei sponsor e chi ospita questo grande evento: sono molto orgoglioso di rappresentare il mio paese alle Olimpiadi, e quella era una situazione che poteva e doveva essere evitata.”
Confermata la teoria della rapina da parte del nuotatore, nonostante il capo della polizia Fernando Veloso nel corso di una conferenza abbia dichiarato il contrario: “Nessuna rapina è stata commessa nei confronti di questi atleti. Non erano le vittime dei crimini che hanno sostenuto”. A conferma delle parole del capo della Polizia, ci sarebbe un video delle telecamere a circuito chiuso del distributore di benzina. Nel video sono presenti Lochte e amici che prima vandalizzano in parte un distributore di benzina della città Barra de Tijuca, successivamente cercano di aprire la porta dei bagni esterni, chiusa a chiave.
Nel post arrivano le dichiarazioni di responsabilità da parte di Lochte: “Per questo mi prendo la responsabilità per il ruolo che ho ricoperto, ho imparato diverse lezioni importanti. Sono grato – conclude Lochte – ai compagni della nazionale di nuoto, al comitato olimpico statunitense, e ho apprezzato gli sforzi del Cio, del comitato Rio 2016 e di tutto il Brasile che ci ha accolti e ha lavorato sodo per garantire un evento a futura memoria. Gia’ troppe parole sono state spese, e troppe risorse, sui fatti degli ultimi giorni: ora spero che impiegheremo il nostro tempo a celebrare le grandi storie e prestazioni di questi Giochi”.
Nonostante il brutto episodio che l’ha reso protagonista, Lochte torna a casa con un’esperienza altalenante dal punto di vista sportivo. Ha vinto l’Oro nella staffetta 4×200 metri ma a livello singolo si è dovuto accontentare del quinto posto nella finale dei 200 metri misti.

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