Olimpiadi Rio 2016: scopriamo i protagonisti delle gare di nuoto

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
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Cameron McEvoy

Vediamo i nomi che dovrebbero far parlare di se in questa olimpiade di Rio, tra campioni affermati, nuotatori in cerca della massima affermazione e eventuali sorprese.

Cameron McEvoy – L’australiano , 22 anni, vuole essere grande protagonista: il suo 47.04 nella gara regina dei 100 stile ottenuto ad Adelaide durante e trials è un tempo spaziale, e fare il record del mondo vincendo all’olimpiade passerebbe alla storia. Questo è il suo obbiettivo quindi, tanto che il ragazzo di Gold Coast ha rinunciato ai 200 stile per meglio preservare le energie, e concentrasi su 5o, 100 e staffette. Naturalmente non la pensa cosi Nathan Adrian, il vincitore di Londra, che vuole fare un’altro scherzetto a un australiano dopo quello fatto allo strafavoritissimo Magnussen all’ultima olimpiade per vincere i 100.

Michael Phelps – Del Kid di Baltimora si è già detto tutto e più di tutto, con tutti i suoi record. Qui cercherà di aggiungerne altri, come il quarto trionfo consecutivo sia nei 200 misti che nei 100 farfalla, e cercherà di rimpinguare il suo bottino di medaglie olimpiche, di cui è già recordman assoluto con 22. Vederlo raggiungere quota 27-28, staffette comprese, non è utopia.

Kosuke Hagino – Il 21enne Giapponese era venuto fuori in campo internazionale a 18 anni, proprio alle scorse olimpiadi di Londra.Un bronzo nei 400 misti, precedendo al tocco un tale Michael Phelps, che lasciava presagire una carriera da dominatore. Poi la sua generosità , con la ricerca di un numero enorme di gare l’ha spesso frenato: ai mondiali 2013 si presenta in 6 eventi più le staffette, perdendo energie preziose.Riesce a vincere due argenti, 200 misti e 400 stile, ma giunge senza forze alla sua gara, i 400 misti, in cui ha il miglior tempo: finisce quinto nella gara vinta dal connazionale Seto. Nel 2014 ai pan pacifici di Irvine vince 5 medaglie, infilando Phelps nei 200 misti in una delle rare sconfitte del cannibale in quella gara, mentre salta i mondiali 2015 per infortunio. Quest’anno si presenta con il secondo tempo nei 400 misti e il secondo nei 200, e nella mischia pure nei 200 stile. Nei 400 misti è parso il più continuo in stagione e parte favorito, nei 200 è l’unico che può inserirsi tra Phelps e Lochte. Ridotto a 3 il numero di gare individuali, sarà sicuramente tra i protagonisti.

Laszlo Cseh – Per il campione magiaro parla la carriera, lunga ormai 14 anni: 2 titoli mondiali, 5 medaglie olimpiche, 10 mondiali, 32 titoli europei. Manca l’oro olimpico, clamoroso per un ‘atleta della sua classe che si è ritrovato però davanti due mostri sacri come Michael Phelps e Ryan Lochte lungo tutta la sua carriera. E ancora una volta sarà Michael Phelps a contenderli la medaglia, non più nei misti come in passato, ma stavolta nella farfalla. Il buon Laszlo, re-inventandosi per rincorrere l’oro che gli manca, ha individuato nello stile delfino la via. Dopo essersi laureato campione del mondo lo scorso anno a Kazan, ha definitivamente scoperto le carte agli europei, dove ha rinunciato ai 200 misti per lanciare il suo segnale nei 200 farfalla in 1.52.91, miglior tempo degli ultimi 2 anni. Anche nei 100 le sue carte sono buone, ma non quanto la distanza lunga. Phelps e Le Clos sono avvisati, Laszlo Cseh vuole che questa sia finalmente la volta buona per far risuonare l’inno ungherese all’olimpiade.

Mitch Larkin – Il 23enne Australiano è stato la grossa sorpresa della scorsa stagione , in cui si è assistito alla sua esplosione definitiva dopo le prime avvisaglie del 2014. I due titoli mondiali nei 100 e 200 dorso si sono sommati a un finale di stagione straordinario in coppa del mondo, dove è arrivato a 52.11 nei 100 e 1:53.17 nei 200, oltre al record del mondo nei 200 in vasca corta. Andava talmente forte in ogni gara che è arrivato a chiedere al suo allenatore “perchè vado sempre cosi forte?”. Il suo 2016 è partito con la buona vittoria ai trials con tempo di 52.54 e 1:53.90, ma nel mentre gli americani si sono fatti sotto, sopratutto nella distanza breve. Dovrà per lo meno ripetersi sui suoi migliori per coronare il sogno olimpico.

Adam Peaty – Il ragazzo di Uttoxeter, 21 anni, è la più grossa speranza d’oro del nuoto inglese: imbattuto da 3 anni nei 100 rana, vanta due titoli mondiali a Kazan nei 50 e nei 100, oltre che due titoli europei e dei giochi del Commonwealth. Lo scorso anno ha stabilito il record del mondo nei 100, con uno strepitoso 57.91, ai campionati inglesi. Quest’anno ha portato a casa il titolo europeo nella piscina di casa in 58.36, e nuota costantemente sotto i 59 secondi anche in carico. L’unico che può dargli grattacapi può essere il campione olimpico in carica Van Der Burgh, che però è parso indietro di condizione per tutta la stagione. Paiono lontani gli americani Cordes e Miller e i brasiliani.

Sun Yang – Il discusso cinese, quando scende in acqua, è sempre una furia, piaccia o no. Campione in carica di 400 e 1500 stile, ha fatto chiaramente capire che punta a ripetersi, aggiungendo pure i 200. Ha nuotato solo una volta quest’anno, facendo il secondo tempo dell’anno nei 400 e il primo nei 200.

Chad Le Clos – Dopo l’oro a sorpresa di Londra nei 200 farfalla sverniciando Phelps negli ultimi 5 metri, il sudafricano punta al bis  nella sua gara, cosi come punta alla vittoria pure nei 100 farfalla. Sarà una gran lotta tra lui, Phelps e Cseh.

Marco Koch – Il nuotatore tedesco è il campione del mondo in carica dei 200 rana, e insieme a Paul Biedermann l’unica speranza di medaglia tedesca. Dapprima criticato per un fisico non proprio da atleta, è salito sul podio mondiale con l’argento nel 2013 per poi salire due anni dopo sul gradino più alto: ora punta a confermarsi pure sul palcoscenico olimpico, anche se nel frattempo il mondo si è mosso con l’americano Prenot a un passo dal record mondiale.

Gregorio Paltrinieri – Il nostro Greg si presenta con il grado di favorito assoluto nella gara più lunga, i 1500 stile, imparando a farla amare anche ai non appassionati di nuoto. Il suo passo martellante mostrato agli europei, dove a colpi di 28 alto-29 a 50 ha fatto registrare il secondo miglior tempo di sempre, è difficilente sopportabile per tutti i suoi avversari. Nella gara pesa la grossa incognita di Sun Yang, l’unico che potrebbe impensierirlo. Ma una cosa è importante, inanzitutto: ripetersi su quel tempo, o perchè no migliorarlo, per non far rientrare pure gli altri in gioco, dal canadese Ryan Cochrane all’americano Conor Jaeger, fino a Horton.

Mack Horton – Proprio il giovane australiano, che sembrava già un paio di anni fa poter spaccare il mondo, è arrivato quest’anno ai trials a uno stratosferico 3:41.65 nei 400 stile. Non sempre è riuscito a ripetersi a buon livello in campo internazionale, sia per mancanza di forma sia per  infortuni, questa è una grande occasione.

Ryan Murphy, Josh Prenot, Caeleb Dressel, l’onda verde americana – I giovani americani hanno attuato un grosso ricambio generazionale ai trials, lasciando fuori mostri sacri come Clary, Grevers e compagnia. Murphy sarà una dei rivali di Larkin nel dorso, Prenot come detto è il favorito numero 1 nei 200 rana, Dressel mina vagante nei 100 stile libero. Da vedere anche l’esordio di Townley Haas nei 200 stile.

Joseph Schooling – Si può candidare al ruolo di sorpresa il nuotatore di Singapore, 21 anni, che si allena in america. Già medaglia di bronzo ai mondiali dello scorso anno nei 100 farfalla e forte pure sui 200, è stato velocissimo agli NCAA, campionati di college americani in piscina di yarde.

Bruno Fratus – il velocista brasiliano dovrà non far rimpiangere Cesar Cielo, escluso dopo il terzo posto ai trials. La medaglia è alla portata, e con una grande gara pure l’oro, certo la migliore chance di medaglia per la squadra di casa insieme ai ranisti Silva e Gomes e al mistista Thiago Pereira.

Florent Manadou e Camille Lacourt – Il velocista francese sarà favorito per il bis nei 50 stile, dove è imbattuto da diversi anni. Il dorsista cerca la prima medaglia olimpica della sua carriera nei 100 dorso.

Non ci siamo dimenticati del buon Ryan Lochte, relegato ai soli 200 misti e alle steffette. Possibile sorprese possono arrivare dal serbo Stjepanovic nei 200 stile, ma anche dall’argentino Federico Grabich e dal canadese Santo Condorelli nei 100 stile,  l’australiano David McKeon nei 200-400 stile,il norvegerse Christiensen e l’egiziano Akhram nei 1500

Italia – i nostri azzurri Gabriele Detti e Luca Dotto hanno tutto per poter dare fastidio ai grandi, nelle loro gare dei 400 stile e 100 stile. Pure Simone Sabbioni può centrare la finale dei 100 dorso, Matteo Rivolta e Piero Codia nei 100 farfalla. e tutte e tre le steffette sono potenzialmente da finale.

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