Olimpiadi Rio 2016: scopriamo le protagoniste delle gare di nuoto

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
Gian Mattia D'Alberto / lapresse 23-08-2014 Berlino sport 32mi Campionati Europei LEN di nuoto nella foto: Sarah Sjoestroem SWE Gian Mattia D'Alberto / lapresse 23-08-2014 Berlin 32rd LEN European Swimming In the photo:Sarah Sjoestroem SWE

Sarah Sjostrom

A pochi giorni dell’inizio dell’olimpiade, scopriamo quali saranno le protagoniste delle gare in piscina alla prossima olimpiade di Rio

Katy Ledecky – L’aliena statunitense si presenta a Rio con l’etichetta di donna dei campionati già quasi attaccata addosso: è imbattuta da quattro anni nelle sue due gare di eccellenza, 400 e 800 stile, gare in cui non si vede nessuna in grado di avvicinarla. Nei 200 stile è campionessa del mondo in carica, ma qui le rivali sono molto più vicine, se non avanti come la Sjostrom, e dovrà faticare parecchio per confermarsi. Quasi sicuro l’oro nella 4×200 stile con le compagne.

Cate Campbell – La forte velocista Australiana va in cerca dell’oro olimpico individuale, l’unico che manca nella sua bacheca, dopo due titoli mondiali, un bronzo olimpico nei 50 stile a Pechino e l’oro a Londra 2012 nella 4×100. E’ la netta favorita di entrambe le gare veloci femminili: nei 50 stile è l’unica ad essere scesa sotto i 24 secondi (23.86), e nei 100 ha stabilito il record del mondo tre settimane fa (52.07). Le sue rivali saranno sua sorella Bronte, anche lei sicuramente protagonista, che l’ha battuta due volte agli scorsi mondiali, la bi-campionessa di Londra 2012 Ranomi Kromowidjojo e la svedese Sarah Sjostrom. Per lei possibili 4 medaglie, se si mettono pure la staffetta 4×100 stile, ultrafavorita, e la 4×100 mista, in lotta con Usa e Cina.

Sarah Sjostrom – Una carriera iniziata giovanissima, un baby prodigio che a 15 anni vinceva il titolo europeo di Heindhoven 2008 nei 100 farfalla, si qualificava senza fortune all’olimpiade cinese e dopo un anno trionfava nel festival del “costumone in poliuretano” dei mondiali di Roma 2009, con tanto di doppio record del mondo. I passi falsi del 2011, quarto posto al mondiale, la portano a un 2012 in cui vince il suo terzo titolo europeo nei 100 farfalla e sembra tornare ai suoi livelli, prima del flop di Londra ( ancora quarta a mezzo secondo dal primato stagionale). Dopo, però , non si è più fermata: due mondiali, quattro titoli europei e il record del mondo nei suoi 100 delfino e medaglie anche nello stile libero. 8 medaglie mondiali e 16 europee, ma zero alle olimpiadi. Ora quel brutto numero è destinato a cadere: non si vede chi possa batterla nella sua gara, dove sarà lei contro il cronometro. Nei 50-100 stile può andare a podio, nei 200 stile , se li farà, ha il miglior tempo dell’anno, anche se in molti sperano che bypassi. Per lei concrete possibilità di podio pure con la 4×200 stile e con la 4×100 mista

Katinka Hosszu – La Iron Lady, così si fa chiamare per i kilometri di gare consecutive che il suo marito e allenatore, Shane Tusup, le fa sopportare, è un’altra del club dello zero olimpico. La magiara di Pecs è stata campionessa mondiale a Roma 2009 nei 400 misti a 20 anni, dopo aver già partecipato a due olimpiadi nel 2004 e nel 2008, ma è dal 2013 in poi che , con un cambiamento di allenatore e regime di allenamento, ha decisamente messo la freccia. Da li in poi 4 titoli mondiali e diversi titoli europei, e record del mondo spaziali come quello dei 200 misti. Sarà la favorita in entrambe le gare dei misti, a meno che non ricompaia la Ye Shiwen di Londra (li si che sarebbero dolori, con le sue chiusure a stile da uomo). Competerà anche nei 100-200 dorso, da medaglia, e nei 200 farfalla, oltreche la 4×200 stile.

Emily Seebhom – La dorsista d’oro d’australia, dopo un intera carriera a ricorrere, ora sta davanti. Fatti suoi i titoli mondiali in 100 e 200 dorso a Kazan, si presenta con il migliore tempo dell’anno nei 100 con 58.73, mentre è stata battuta dalla connazionale Belinda Hocking nei 200 ai trials australiani, ma probilmente il suo focus era su Rio, visto il vantaggio sulla concorrenza. A darli filo da torcere ci penserà Mie Nielsen, la fortissima danese, mentre le americane Smoliga e Baker sono da testare ad alti livelli.

Kanako Watanabe – Non una grande stagione finora per la Giapponese, che era stata sorpresa dello scorso mondiale di Kazan con tre medaglie tra cui l’oro nei 200 rana. Ha perso il titolo giapponese in questa gara da Rie Kaneto, che ha fatto il miglior tempo dell’anno e si presenta come favorita, e ha fallito la qualificazione nei 200 misti,l’ha presa al pelo nei 100 rana. Ma la talentuosa ranista probilmente si è tenuta qualcosa per la gara più importante.

Alia Atkinson – E’ stata la prima nuotatrice di colore a riuscire nell’intento di vincere un titolo mondiale, seppure in vasca corta, nei 100 rana. Pure in lunga non demerita, quarta agli scorsi mondiali nei 100 e a medaglia d’argento nei 50. Già 4°nella sua seconda olimpiade a Londra, punta a migliorare quel piazzamento magari portando la prima medaglia al nuoto giamaicano. Certo la sua avventura non è iniziata nel migliore dei modi: i brasiliani gli hanno negato l’accredito , e lei si è dovuta arrangiare nella piscina di un hotel.

le giovanissime 2000 volanti, Rikako Ikee e Penny Oleksiak – E’stato l’anno in cui alcune giovanissime si sono affacciate con grandi tempi al nuoto che conta, ed è il caso di Penny Oleksiak(Canada) e Rikako Ikee, giapponese. Parevano indietro rispetto alle coetanee Marritt Steenbergen (Olandese) e Taylor Ruck ( altra Canadese), che l’anno scorso avevano fatto benissimo tra mondiali giovanili e giochi europei, e che sono comunque qui presenti come staffettiste. Invece hanno avuto una crescita vorticosa: la canadese è ai vertici mondiali sia dei 100 stile che dei 100 farfalla, la Ikee poco dietro nelle stesse gare. Possono essere delle sorprese

Ruta Meilutyte e Missy Franklin – Nascoste, fuori forma o in difficoltà, questo non si è mai capito. Eppure nell’ultima annata hanno dato impressioni non buonissime, le due campionesse olimpiche, apparse appesantite. La Lituana ha perso il titolo mondiale dei 100 rana dalla Efimova dopo 2 anni da imbattuta, e ha vinto l’europeo questa primavera senza destare una grande impressione. La Franklin è già due stagioni che pare trascinarsi in acqua senza forze e senza propulsione. Ai Trials ha dovuto abdicare nei 100 dorso e stile, è riuscita per il rotto nei 200 dorso, gara che la vedeva imbattibile fino al 2014, mentre la migliore impressione l’ha data nei 200 stile, lontana comunque dai suoi migliori. Vediamo se il clima olimpico le esalterà.

Federica Pellegrini – I 200 stile saranno una delle gare più incerte e avvincenti dell’olimpiade, e lei per la quarta olimpiade di fila sarà nella mischia, e non come comparsa. Terzo tempo dell’anno e posizione di “underdog”, pronta a mangiarsi le avversarie con la sua proverbiale ultima vasca, se queste sono ancora a tiro. Sarà certamente molto difficile. Il lavoro di velocita con Matteo Giunta ha pagato, vediamo se ne coglierà i frutti, con la terza meritata medaglia olimpica.

Therese Alshammar – Non sarà sicuramente tra le favorite, ma il suo lo ha già fatto, riuscendo a partecipare alla sua sesta olimpiade a 39 anni. Sarà in gara nei 50 stile e punta alla finale.

Possibili sorprese – L’australiana Emma McKeon ha avuto una stagione brillante, ed è pure lei in lotta per la medaglia nei 200 stile, oltre che nei 100 farfalla e nella 4×100 stile. L’ungherese Boglarka Kapas sarà protagonista delle gare lunghe a stile, cosi come la neozelandese Lauren Boyle, e l’altra australiana Jessica Ashwood. Sempre tra le contendenti nello stile libero l’olandese Femke Heemskerk .Da guardare pure la bielorussa Herasimenia, già due volte medagliata a Londra, la Brasiliana Etiene Medeiros, l’islandese Luthersdottir , protagonista agli ultimi europei nella rana, e il trio danese Jeanette Ottessen, Mie Nielsen e Rikke Pedersen, e la turco-ucraina Victoria Zeymep Gunes nella rana. Tra le americane esordio tra i big per la regina delle yards Kelsi Worell, nei 100 farfalla, e per la giovane Abby Weitzel nelle gare a stile libero, insieme alla più nota Simone Manuel

Italia – Oltre alla Pellegrini, la migliore speranza italiana è la 4×200 stile. Possibilità di finale per Ilaria Bianchi nei 100 farfalla, la 4×100 stile donne e perchè no la Carraro e la Castiglioni nei 100 rana.

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