Rio 2016: il bilancio dell’Italnuoto

Pubblicato il autore: Michele D. Segui

rio 2016
Si sono concluse le gare in vasca per l’olimpiade di Rio , ed è tempo di tracciare un bilancio per l’Italnuoto.
Il saldo è senz’altro positivo rispetto allo zero di Londra: sono infatti arrivate tre medaglie, ossia l‘oro di Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile e i due bronzi di Gabriele Detti nei 400 e 1500 stile. Nonostante ciò, il successo dei due ragazzi allenati da Stefano Morini non deve nascondere quella che, per buona parte del resto della squadra, è stata un’olimpiade piuttosto incolore.
Il CT Butini, intercettato dai microfoni della Rai prima della prestazione di Paltrinieri, era rimasto sul vago:
“Inanzitutto bisogna parlare delle cose positive, cioè il Detti del primo giorno che ha dato una buona spinta iniziale e la ottima 4×100 stile donne, e poi Federica, nuotatrice immensa alla sua consacrazione definitiva nonostante abbia mancato la medaglia. Si ci sono state cose negative, ma ci vuole tempo per ragionare e non commenti a caldo, faremo un’analisi più approfondita e verticale. La Federazione ha fatto tutto bene, e questo è dimostrato dal fatto che Detti e Paltrinieri si allenano al centro federale di Ostia, in ambiente di alto livello, e la Pellegrini in quello di Verona. A livello organizzativo la federazione ha fatto tutto bene, con il centro di Santos dove tutti gli atleti erano uniti. Le troppe controprestazioni? Qui non è come al mondiale, qui ci si distrae facilmente nel villaggio e le tensioni sono diverse, forse gli atleti non sono abituati a queste tensioni e a queste manifestazioni. Siamo abituati un po’ a coccolare i ragazzi, se così si può dire. Ma l’Olimpiade è un ambiente dispersivo, con poche occasioni di aggregazione, lasciato più alla determinazione dei singoli .Bisogna capire il perchè. Poi certo si possono cambiare i criteri di selezione, ma noi non siamo una grande nazione e non possiamo avere certi tipi di selezioni che hanno gli altri (trials). Molti li vogliono e poi vogliono i correttivi. Tra l’altro quelli che hanno più deluso erano qualificati da aprile. Anche altre nazioni sono andate male, vedi l’australia, capita nella grande manifestazione. Ridurre il numero? 20 o 40 , non sarebbe cambiato molto. Semmai vogliamo che ci venga permesso di portare più gente magari giovani, indipendentemente dai tempi. Un ct con più potere discrezionale potrebbe essere la soluzione”
Insomma una sorta di scarica-barile sugli atleti, proprio quelli che venivano osannati dopo le prestazioni di Kazan e Londra, senza un minimo mea-culpa.

Per gli azzurri, 35 presenti, solo in 7 hanno passato le batterie, ossia Detti, Pellegrini, Dotto, Paltrinieri, Codia, Pizzini e Polieri. Sfortunate Panziera e Di Pietro, rimaste fuori per una sola posizione. Tra le staffette passano solo la 4×100 stile e mista femminile, che hanno ottenuto gli unici record italiani della manifestazione. Malissimo le due staffette a medaglia a Kazan, la 4×100 stile uomini e la 4×200 donne: se per la prima i problemi di salute di Marco Orsi sono stati purtroppo decisivi, la seconda è naufragata senza un vero perchè e in modo dilettantesco.
Sono stati stabiliti tre record personali, ossia Luca Dotto nei 50 stile e Gabriele Detti nei 400-1500 stile, più aggiungiamo Aglaia Pezzato che ha abbassato notevolmente con la sua frazione lanciata il suo personale al via: era 55.03, la sua frazione è stata 53.86, più di un secondo meno. Se si aggiunge uno stacco medio di 0.7, si ottiene un 54.58. Record stagionale oltre per i su citati per Silvia di Pietro nei 50 stile, per Mitch D’Arrigo nei 200 stile, e per Michele Santucci e Marco Belotti che seppur in staffetta lanciati hanno nuotato tempi nettamente migliori dei loro stagionali dal blocco. Il resto della squadra ha peggiorato abbastanza nettamente i tempi stagionali: alcuni, come Carli , Sabbioni e Orsi, hanno avuto problemi di salute e fisici, altri invece hanno peggiorato notevolmente i tempi, persino chi era già qualificato da Aprile.Certo è impossibile che si vada bene tutti, ma che si vada da male a malissimo per gran parte della squadra è ugualmente difficile, nonostante bisogna dire che l’olimpiade è una gara a se per tutto ciò che la circonda. I personali stagionali ripetuti o anche avvicinati sarebbero bastati per Turrini per entrare nella finale dei 400 misti, alla Carraro per i 100 rana, alla Bianchi per i 100 farfalla, a Sabbioni nei 100 dorso, a Codia e Rivolta nei 100 farfalla, a Dotto nei 100 stile. Pure Federica Pellegrini con il tempo dei sette colli sarebbe stata a medaglia tranquillamente. Qualcosa nella preparazione è stato sicuramente sbagliato, ma anche nella testa degli atleti. Troppi senz’altro i “sono contento di essere qui, va bene le stesso” o i “ sono stanco” degli atleti nelle interviste dopo gara. Bisogna però dire che i tecnici e gli atleti sono gli stessi di Londra e Kazan, quindi se erano bravi allora non possono essere scarsi ora. La federazione deve senz’altro fare qualche riflessione.
Va cambiato sicuramente qualcosa anche in fase di programmazione: una selezione spalmata su 4 mesi che parte ad Aprile e finisce a Luglio con atleti che scaricano 3-4 volte per rincorrere il tempo ormai è appurato che è da cambiare. Non funzionò a Londra, si era detto che sarebbe cambiato tutto e poi si è ripetuta uguale, con risultati che, se non fosse per le medaglie dei ragazzi di Morini, sarebbero ancora peggiori di quelli di 4 anni fa come livello medio.
Queste le prestazioni degli azzurri presenti a Rio, con i tempi segnati nei 4 maggiori appuntamenti stagionali ( in grasseto il miglior tempo)

gara Camp.italiani europei sette colli olimpiadi differenza tempo migliore- tempo olimpiade
Luca Dotto 50 stile 21.91 22.07 22.16 21.84 -0,07
100 stile 47.96 48.03 49.18 48.47 +0,51
Federico Bocchia 50 stile 22.06 22.31 22.66 22.54 +0,48
Filippo Magnini 100 stile 49.31 49.18 49.51 49.40 +0,22
Andrea Mitchell D’Arrigo 200 stile 1:48.36 1:47.56 assente 1:47.46 -0,1
Marco Belotti 200stile assente assente 1:47.81 1:48.71 +0.91
1:47.01 lanciato -0.1
Alex di Giorgio 200 stile 1:48.67 assente 1:48.06 1:47.74 lanciato +0.3
Gabriele Detti 400 stile 3:43.97 3:44.01 3:44.21 3:43.49  -0.48
1500 stile 14:46.48 14:48.75 assente  14:40.86  -5.82
Gregorio Paltrinieri 1500 stile 14:42.95 14:34.04 14:51.62  14.34.57  +0.53
Simone Sabbioni 100 dorso 53.34 53.86 55.61 54.91  +1.57
Andrea Toniato 100 rana 1:00.72 1:00.41 1:00.94 1:00.45  +0.04
Piero Codia 100 delfino 51.42 51.82 assente 51.72  +0.30
Matteo Rivolta 100 delfino 51.54 51.96 53.20 52.67  +1.13
Luca Pizzini 2:10.62 2:10.31 2:11.70 2:11.53  +0.91
Federico Turrini 400 misti  4:11.95 4:14.74 4:15.90 4:18.39 +6.44
Luca Marin 400 misti 4:14.65 4:20.99 assente 4:17.88  +3.23
Luca Leonardi 100 stile 49.04 4847 lanciato 5033 4871 lanciato  +0.3
Michele Santucci 100 stile assente 4948 4842 lanciato  -0.3
Marco Orsi 100 stile assente assente assente 4858 lanciato
Silvia Di Pietro 50stile 25.05 25.08 25.23 24.89  -0.16
4×100 stile 55.10 54.77 55.40 53.63 lanciato  -0.3
Erika Ferraioli 50 stile 25.51 25.21 25.42 25.41  +0.2
100 stile 54.87 54.70 55.20 54.91  +0.21
Federica Pellegrini 200 stile 1:55.30 1:55.93 1:54.55 1:55.18  +0.63
Alice Mizzau 200 stile 1:58.71 1:59.02 1:59.39 1:59.16  +0.45
400 stile 4:07.26 4:14.79 4:09.63 4:14.20  +6.96
Diletta Carli 400 stile 4:08.66 4:09.51 4:07.32 4:17.15  +9.77
Margerita Panziera 200 dorso 2:10.91 2:11.45 2:10.21 2:10.98  +0.77
Arianna Castiglioni 100 rana 1:08.69 1:08.29 1:07.15 1:07.32  +0.17
Martina Carraro 100 rana 1:06.41 1:07.53 1:07.90 1:07.56  +1.15
Ilaria Bianchi 100 delfino 57.87 57.47 58.36 58.48  +1.01
Alessia Polieri 200 delfino 2:09.16 2:07.49 2:13.89 2:08.95  +1.46
Stefania Pirozzi 200 delfino 2:08.98 2:09.92 2:09.66 2:09.40  +0.42
Luisa Trombetti 200 misti 2:12.95 2:14.70 2:13.51 2:14.66  +1.71
400 misti 4:38.54 4:41.03 04:40.06 4:45.52  +6.98
Sara Franceschi 200 misti 2:14.16 2:12.59 2:14.51 2:15.61  +3.02
400 misti 4:40.03 4:44.28 4:40.39 4:48.68  +8.65
Aglaia Pezzato 4×100 stile 55.03 55.79 55.11 53.86 lanciato  -0.5
Martina De memme 4×200 stile 1:59.33 1:59.31 1:59.88 2:00.54 lanciato  +1.30
Chiara Masini-Luccetti 4×200 stile 2:00.28 assente 1:59.65 2:00.98 lanciato  +1.7
Carlotta Zofkova 100 dorso 1:00.91 1:00.81 1:00.70  1:01.29  +0.69

Come si evince sono pochissimi i season best nell’appuntamento che doveva essere il clou della stagione, per bocca degli stessi atleti.
Poi va notata un’altra cosa. Contemporaneamente all’olimpiade si è svolto il campionato italiano di categoria, dove abbiamo visto cadere il record italiano dei 200 farfalla: Giacomo Carini, già in finale agli europei, è sceso a 1:55.48, tempo che sarebbe valso la finale olimpica. Ebbene, Carini è del 1997, era a meno di un secondo dal tempo limite italiano, ma sotto il tempo A della FINA, quindi convocabile. Non è stato convocato perchè lontano dal limite, ma se non convochi un giovane a 19 anni, peraltro campione e miglior tempo italiano dell’anno, in crescita continua e esponenziale, che da trend registrabili nelle scorse stagioni nella stagione estiva abbassa spesso i suoi tempi, quando lo dovresti convocare? Butini a questo non ha risposto, dicendo che “non aveva il tempo e che avrebbe fatto peggio perchè l’olimpiade è una cosa diversa”.
Li sono andati benissimo anche Izzo nei 50 stile (22.11) , Cusinato nei 200 misti donne (2:12.97), Miressi nei 100 stile (49.07), senza dimenticare Martinenghi, tutti protagonisti agli eurojunior che con una programmazione un po’ più oculata avrebbero potuto ambire a qualcose di più grande invece di puntare alla manifestazione giovanile in cui avevano già vinto tutto l’anno prima. Facendo così la canadese Oleksiak , classe 2000 e oro nei 100 stile donne non ci sarebbe stata, cosi come le giapponese Ikee e varie altre nuotatrici e nuotatori che bene hanno fatto qui a Rio. Ma questi naturalmente sono discorsi difficili e sta all’allenatore e all’atleta seguire le proprie aspirazioni.
Vedremo comunque, se la federazione a boccie ferme farà le riflessioni, o si nasconderà dietro le medaglie anche stavolta.

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