Rio 2016 nuoto: il diciottenne Kyle Chalmers trionfa nei 100 stile

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
Kyle chalmers

Kyle Chalmers

I 100 stile libero si confermano la gara più bella e imprevedibile, e anche qui a Rio non fanno eccezione: l’oro va incredibilmente al diciottenne australiano Kyle Chalmers, che con un finale da urlo brucia gli avversari e si mette al collo l’oro olimpico, con tempo finale di 47.58, riuscendo al primo tentativo nell’impresa non riuscita ai connazionali Magnussen a Londra e neppure a Cameron McEvoy qui. Gara lanciata a ritmi infernali dal canadese Santo Condorelli, che passa in 22.22 portandosi dietro Adrian e Dressel. Il favorito della vigilia McEvoy , autore di un 47.04 quest’anno, rimane indietro e non risalirà più (per lui solo settimo posto in un orrendo 48.12), chi sale è invece l’australiano meno atteso, il detentore del record mondiale juniores che negli ultimi 50 metri vola (24.44), riprendendo un Condorelli che cede ( quarto in 47.88) e un Nathan Adrian, campione in carica, che riesce a inserirsi al bronzo(47.85). Tra i due un’altra sorpresa gigante,il belga Pieter Timmers, che azzecca la gara della vita e si piazza sul secondo gradino del podio in 47.80. Peccato per Dotto, che qui poteva davvero esserci, e viste le sorprese dire la sua.

Nei 200 farfalla finalmente primo oro olimpico in carriera, dopo un argento e due bronzi, per la spagnola Mireia Belmonte Garcia , che vince in 2:04.85 precedendo di 3 centesimi l’australiana Madelin Groves , con la giapponese Hoshi terza (2:05.20). Gara intelligente della spagnola, che snatura il suo modo di gareggiare partendo forte e andando a riprendere subito l’australiana, che passa in 59.54 ai 50 ma si vede passata nella terza vasca. Le due sembrano cedere al ritorno della giapponese nel finale, ma hanno un sussulto con la spagnola che mette la mano avanti.

Sorpresissima nei 200 rana uomini, dove il Kazako Dimitri Balandin sorprende tutti dalla corsia 8 e va a vincere in 2:07.46, portando la prima storica medaglia d’oro nel nuoto al suo paese. Secondo l’americano Prenot , lontano dalla forma dei trials dove sfiorò il record del mondo, terzo il russo Anton Chupkov, in una gara di livello altissimo, con 6 atleti sotto 2:08, ma in cui il tempo per vincere non è trascendentale come ci si aspettava. Non si ripete dopo il 2:07.22 di ieri che sarebbe bastato per la vittoria il giapponese Watanabe, mentre il campione del mondo Marco Koch è solo settimo.

Staffetta 4×200 donne che va agli Stati Uniti in 7:43.03, ma con più fatica del previsto ad arginare una combattiva Australia, in testa sino ai 600 metri prima di turbo-Ledecky, e al Canada.

Nelle semifinali dei 100 stile donne, miglior tempo con facilità per Cate Campbell, che tocca in 52.71 precedendo di un centesimo la canadese Oleksiak. Dentro tutte le favorite, con una Bronte Campbell (53,18)che non sembra al meglio e una Kromowidjojo irriconoscibile (53.49), mentre bene l’americana Manuel che sfiora il record nazionale con 53.11

Nei 200 dorso, semifinali tranquille con tutti big dentro: miglior tempo in 1:54.45 per il russo Rylov, dietro di lui Larkin, Pebley e Murphy, che è parso il più controllato. Fuori clamorosamente in batteria il polacco Kawecki.

Semifinali dei 200 rana donne infine con diverse sorprese: a casa la campionessa del mondo Kanako Watanabe, la turca Gunes (2:19 lo scorso anno, quasi record del mondo) e la medaglia di bronzo di Kazan, la Vall Montero. Passa col miglior tempo l’australiana McKeown con 2:21.69, nascoste Kaneto e Efimova che scopriranno le loro carte in finale

Nei 200 misti uomini, Michael Phelps (1:55.78) e Ryan Lochte davanti in semifinale, con Hagino pronto a inserirsi e il brasiliano Pereira outsider.

Altra mattinata poco felice per i colori italiani. Se ne va infatti anche la 4×200 femminile, autrice di una prestazione imbarazzante. Le ragazze, Alice Mizzau (1.59.74), Martina de Memme (2:00.54), Chiara Masini-Luccetti (2:00.98), Federica Pellegrini(1:56.48), nuotano la peggiore 4×200 degli ultimi 8 anni, chiudendo mestamente tredicesime. Pensare che questa staffetta era sul podio mondiale al secondo posto un anno fa, ma sembra passata un’eternità con un regresso di ben 9 secondi:incredibile presentarsi a un’olimpiade con frazioni da quasi 2:01 lanciato. La rincorsa alla qualificazione con 3/4 possibilità per ottenerla ormai è evidente che non funzioni, è inconcepibile come si sia riuscito a sprecare questo patrimonio in un solo anno, quello più importante.Fuori nei 100 stile anche Erika Ferraioli, che chiude in 55.20

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