Rio 2016 nuoto: flop Pellegrini nei 200 stile, solo quarta

Pubblicato il autore: Michele D. Segui
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Niente podio per Federica Pellegrini, solo quarta nei 200 stile

Doveva essere la gara che la innalzava alla leggenda del nuoto, la prima donna a vincere una medaglia in tre olimpiadi a distanza di 12 anni, e invece si è trasformata in una cocente delusione la finale dei 200 stile libero per la nostra portabandiera Federica Pellegrini.
Un flop ingiustificabile per la Divina, autrice di una stagione favolosa che proprio sul più bello porta un quarto posto che vanifica tutti gli sforzi. Gli squilli allarmanti a dire il vero erano già partiti in staffetta, con due tempi (53.18 e 53.89 lanciati) lontanissimi da quanto fatto al settecolli dal blocco, ma le batterie avevano invece mostrato una Federica sicura di se, oltre ad avversarie, a parte ovviamente i due motoscafi li davanti, Ledecky e Sjostrom, non all’altezza. La finale invece si è trasformata in un “incubo”, come lei stessa l’ha definita. Partita piano, ma come ha sempre fatto, ma forse troppo, la Pellegrini ha virato ai 100 metri in ultima posizione ( 56.65), con l’australiana McKeon ha forzare il primo 100 in 55.37 davanti alla Ledecky in 55.43.  Leggera risalita nella terza vasca fino alla quinta posizione, mentre la Ledecky mette il turbo trascinandosi dietro la Sjostrom, mentre l’australiana non crolla come ci si aspettava. L’ultima vasca è un continuo recupero per la nostra portabandiera ma non come ci si aspettava, la McKeon resiste e batte Federica per 26 centesimi ( 1:54.92 contro 1:55.18). Davanti la Sjostrom si avvicina alla Ledecky fino agli 80 metri, ma poi la ragazza americana ha un sussulto e porta a casa la vittoria con 1:53.73, contro l’1:54.08 della svedese. Ok le prime due , tempi oggettivamente irraggiungibili, ma il terzo posto era assolutamente alla portata: avrà si 28 anni ed è già molto essere qui, si dirà, ma bisogna pure dire che non ci voleva un miracolo, bastava nuotare almeno vicino al migliore stagionale e non è stato fatto. Ovviamente non sappiamo se vi è qualcos’altro sotto per questa controprestazione, ma L’1:54.55 nuotato al sette colli grida vendetta: perchè andare così forte li , in presunto carico, e nuotare più di mezzo secondo peggio qui?
Non se lo spiega Federica, molto contrariata, nel dopo gara: ” E’ un incubo. Ho avuto sensazioni completamente diverse da quelle di ieri pomeriggio. Sono proprio morta, sono arrivata all’ultimo 50 che non ne avevo più. Non so spiegarmelo perchè ieri mi sembrava di aver nuotato in facilità, sopratutto nella seconda parte di gara. Molto strano. Sapevo di non poter vincere, ma almeno di lottare per il terzo posto. Peccato per il tempo, negli ultimi 50 ho chiuso gli occhi e ho detto diamo tutto quello che c’è. Dalla stanchezza che avevo mi sembrava di stare nuotando molto più veloce. Mi dispiace, vivo in un piccolo incubo,  la medaglia era a due decimi “

Veramente un grosso peccato, quindi. Per la Pellegrini l’olimpiade non finirà qui: c’è la 4×200, speranza di medaglia della vigilia, che però visti i tempi delle compagne, farà fatica pure a entrare in finale.

La veneziana non è stata l’unico flop di questa giornata della spedizione azzurra: infatti Luca Dotto, che si presentava qui col terzo tempo dell’anno, è fuori dalla finale dei 100 stile, ampiamente alla portata, e conferma di soffrire particolarmente le grandi manifestazioni. Dopo una batteria nuotata a fatica in 48.49, lontana dallo stagionale di 47.98, ma comunque passata ( non si può dire cosi per il francese Stravius e l’argentino bronzo mondiale Grabich, clamorosamente eliminati, con Nathan Adrian dentro col 16 tempo), la semifinale è stata sottotono: dopo un buon passaggio ai 50 (22.80) grossa fatica nella seconda vasca, per un 48.49 finale troppo brutto per essere vero. Ai microfoni l’azzurro si lamenta di una preparazione troppo pesante. Quello che è certo che dopo due olimpiadi così negative, i nostri tecnici devono cominciare a ragionare sui loro metodi.

Nelle altre gare, due azzurri presenti in semifinale: Alessia Polieri è ultima nei 200 farfalla con un brutto 2:09.35, dopo il 2:08.93 si stamattina. Miglio tempo per l’australiana Groves in 2:05.66. Luca Pizzini lontano dal suo personale nei 200 rana con 2:11.51, con il giapponese Watanabe in testa con 2:07.22

Nei 200 farfalla uomini, Michael Phelps centra il suo primo oro individuale di questa rassegna, vincendo una gara pazza per appena 4 centesimi sulla sorpresa giapponese Sakai. Phelps imposta un ritmo sostenuto, passa in 53.35 ai 100, si porta dietro cseh e Le Clos, ma anche il giapponese e l’ungherese Kenderesi: si decide tutto negli ultimi 50 che vedono Cseh incredibilmente naufragare, Le Clos quasi e Phelps che con grande fatica resiste al ritorno di Sakai e Kenderesi, i migliori dell’ultima vasca. 1.53.36, contro 1.53.40 e 1.53.62.  Le Clos quarto, Cseh addirittura settimo oltre l’1:56. Nota a margine per questa gara: mentre gli atleti azzurri convocati qui peggiorano di secondi i loro tempi, il giovane Giacomo Carini, protagonista già di una finale agli europei di quest’anno, ma incredibilemte lasciato a casa per non avere il tempo limite per meno di un secondo, nonostante sia un ’98, a Roma fa segnare il record italiano con 1:55.48, tempo che li sarebbe valso una traquilla finale olimpica. Come si suol dire puntare sui giovani.

Altra finale di giornata la 4×200 uomini, che ha visto la mattina l’eliminazione di una buona italia per soli 4 centesimi. Phelps , parte del quartetto Usa vincitore con 7:00.66, porta a casa il suo terzo oro. Seconda la Gran Bretagna, terzo il sorprendente giappone.

Nei 200 misti donne, infine, terzo oro per Katinka Hosszu che ha la meglio con 2:06.55 di una spettacolare inglese O’Connor, seconda con 2:06.85.

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