Caos Federnuoto: “Barelli ineleggibile”

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

nuoto“Barelli ineleggibile”. Lo ha riferito il presidente del CONI Giovanni Malagò, ma lo ha stabilito l’ufficio legale del governo dello sport italiano che ha così stoppato le velleità del presidente uscente, dimessosi dalla carica durante i Giochi Olimpici di Rio. E ora? Barelli ineleggibile apre scenari non esattamente simpatici con i quali, purtroppo, occorre ora fare i conti. L’ipotesi più probabile è che le elezioni della Fin del 10 settembre a Roma, in cui Barelli si è ricandidato alla presidenza, si svolgano sub judice, non proprio il massimo per ciò che concerne la futura gestione della Federazione. Ma tant’è. Le carte parlano chiaro e la conseguenza del contenzioso in atto non lascia spazio a dubbi: Barelli ineleggibile. Negli statuti di Coni e Federnuoto è specificato con estrema chiarezza l’impossibilità di accedere a cariche elettive per soggetti con cui è in atto un “contenzioso” con il Coni. In parole povere, Barelli ineleggibile nonostante la sua rinuncia al ricorso al Tar, che non fa decadere il contenzioso stesso, in quanto la giustizia amministrativa dovrà comunque accogliere la “rinuncia al ricorso” l’11 ottobre. Inoltre, ha fatto notare il presidente Giovanni Malagò, tale contenzioso ha aperto una strada pericolosa sul piano della delegittimazione della giustizia sportiva, citando come esempio il caso Chatbi, l’atleta italo-marocchino che aveva fatto ricorso al Tar contro la decisione della Fidal di non portarlo a Rio per i tre “missed test” nei controlli antidoping. Un ricorso in cui il tribunale amministrativo aveva dato ragione all’atleta, prima che intervenisse la decisione del Tribunale Nazionale Antidoping di sospendere lo stesso Chatbi.
Barelli ineleggibile dunque, c’è poco da discutere. Occorre semmai trovare al più presto le opportune contromisure, anche se, il diretto interessato, non ha mancato di manifestare tutto il suo disappunto per un’uscita, quella del presidente Malagò, che gli è andata di traverso: Non usa mezzi termini per definirla: “Violazione palese dell’autonomia delle federazioni e dimostrano ancora una volta l’ostilità, quasi maniacale, di carattere chiaramente personale, con cui è stata trattata la vicenda. I pareri dei legali del Coni hanno lo stesso valore di quei documenti che avevano portato il Coni, all’inizio della vicenda,a denunciare la Fin con accuse pretestuose, poi archiviate dalla magistratura“. Insomma, un Barelli ineleggibile e furioso, che ha poi specificato di parlare in prima persona e senza nessun coinvolgimento della struttura federale. Lui andrà comunque avanti per la sua strada. Sabato mattina si candiderà comunque alla presidenza. Avrà un solo avversario, Alessandro Valentini, il quale ha immediatamente fatto ricorso alla Corte federale della Fin per denunciare come sia Barelli ineleggibile. La Corte non si è però pronunciata e quindi la situazione resta di stallo. Barelli conta di andare fino in fondo per riappropriarsi della poltrone, mentre Valentini, dal canto suo, confida negli statuti dai quali emerge una realtà inconfutabile, che parla con assoluta chiarezza di Barelli ineleggibile. In attesa di capire come finirà, il Consiglio nazionale del Coni, preso atto delle dimissioni di Barelli, ha proceduto alla nomina di Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo, come suo sostituito in Giunta come primo dei non eletti nel 2013.

  •   
  •  
  •  
  •