Paltrinieri e il “mental coach” Marchsio: Gestione della pressione

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

gregorio-paltrinieri-4.12.2015
Non si smette mai di imparare.

Nella vita il tempo per migliorarsi e per crescere non finisce mai.

Nemmeno per un campione olimpico, per un fuoriclasse capace di arrivare all’apice, capace di toccare con mano, di vivere il sogno di milioni di atleti, raggiungendo quell’oro olimpico che solo pochi eletti hanno la possibilità di ammirare, ogni giorno, ripercorrendo con la mente il tortuoso percorso che lo ha portato sul gradino più alto del podio, nella competizione di maggiore prestigio.

Gregorio Paltrinieri, nuotatore italiano classe 1994, nonché campione olimpico dei 1500 stile libero, che a Rio è andato vicino a scrivere ancor di più la storia, avvicinando il record del mondo, si dice tranquillo e per nulla ossessionato dal raggiungimento di questo obbiettivo.

Sicuramente “Greg” ci proverà, darà il massimo, come sempre ma senza fretta e con maggiore tranquillità, senza quella pressione di chi deve per forza arrivare: “Per vincere tutto sino a Rio ho speso tante energie nervose. Non posso pensare già al record mondiale, partire a bomba, se a dicembre non migliorerò il mio primato in vasca corta pazienza. Gli obiettivi fino al 2020 voglio raggiungerli senza più foga, ma ragionando. Non sono una macchina da resettare. Voglio vivere il quadriennio senza stressarmi troppo. Da adesso non dovrò avere più obbligo dentro di me. “

Sulla lista delle cose da fare nel futuro prossimo di Paltrinieri, è presente anche il debutto nel fondo, l’unica preoccupazione per il nuotatore italiano non è data dal lauto dispiego di energie necessarie per affrontare una gara del genere ma bensì, dal freddo: “Soffro il freddo perché non ho grosse masse muscolari, voglio il fondo perché mi piace, mi stimola al contrario dei 400. Cercherò di qualificarmi a Tokyo ai Mondiali in Corea 2019, l’anno per provare è il 2018 e non il 2017: vorrei la doppietta 800-1500 a Budapest. Ma Horton, Sun e Detti sono avversari durissimi. “

Dopo un oro olimpico, inevitabile che su Paltrinieri vengano riversate tante aspettative, che le attese ogni qualvolta il ragazzo nato a Carpi si immergerà in vasca saranno grandissime e, di conseguenza, le pressioni su di lui saranno tante da poterlo condizionare nelle prestazioni, specialmente se non particolarmente abituato a reggere sulle sue spalle larghe il peso della critica.

In soccorso, a tal proposito è arrivato Claudio Marchisio, campione della Nazionale e della Juventus, uno a cui certamente la pressione non può spaventare, questione anche e soprattuto di sport, calcio e nuovo mediatamente si trovano su due pianeti diversi: “I calciatori hanno molto da insegnare riguardo alla reazione di certi giudizi o alla gestione della delusione ci sanno fare”.

“Frequentare altri sport è importantissimo – Spiega Paltrinieri alla Gazzetta dello Sport – La chiacchierata con Claudio mi ha aiuto a capire: è impressionante, quanto i calciatori siano diversi dagli altri atleti. Lui è rimasto sorpreso dei miei allenamenti, io ho imparato come reagiscono, fregandosene di certi giudizi, al contrario di me che voglio sempre fare bella figura. Sì, devo essere più libero mentalmente se c’è una delusione. I calciatori in questo ci sanno fare. Pensate a quante perdono i vari Phelps, Lochte, quante controprestazioni durante la stagione ma tirano dritti senza dar peso a ciò che la gente dice: credono in quello che fanno. A me dicono cosa dovrei fare, come nuotare: se fossi un calciatore non dovrei dare troppe spiegazioni. E’ un ottima autodifesa. ” 

Unione e collaborazione, anche in discipline diverse, aiutarsi e aiutare per crescere, uniti, da Italiani.

  •   
  •  
  •  
  •