Katinka Hosszú, nata per vincere, come Lebron James

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui
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“Il mio limite è forse nel cielo…”, no, non è uno scontato e banale aforisma ma la convinzione di un atleta incredibile, sono parole che mai, come in questo caso, trovano riscontro con il vero, sono parole di Katinka Hosszú, nuotatrice ventisettenne ungherese.

Tre ori e un argento ai giochi olimpici di Rio, 73 vittorie in coppa del Mondo, 5 titoli già ottenuti nel mondiale Canadese, oltre un milione di dollari raccolti in premi, insomma, una macchina costruita per vincere. Fin qui, nulla di nuovo, che la Hosszú, non fosse una qualunque, era cosa già nota a tanti, lei, come se no n bastasse ha voluto sottolinearlo una volta di più, mai nessuno aveva risposto presente a tutte le gare dei mondiali.

Allenata dal marito, Shane Tusup, Katinka Hosszú dedica al nuoto e all’allenamento tutta la sua vita, e questo, non le pesa affatto, anzi: ” Faccio allenamenti di 8 o 9 ore al giorno. Ma per me la durata dell’allenamento non è importante, rispetto al piano di lavoro deciso prima e discusso dopo. Mi piace tanto la palestra: ci resto 2-3 ore al giorno. Adoro allenarmi, e non mi sembra che le giornate siano lunghe, dedicandomi al nuoto non meno di 9 ore al giorno, anche perché per vincere in ogni stile devo fare lavori specifici. Io amo vincere, voglio vincere ed ogni meeting mi fornisce più esperienza. Ne esco più esperta. Per me fare lo sport è qualcosa di normale. Sono cresciuta così. Io amo il ritmo della mia vita. Se non facessi sport, non saprei che cosa fare. Sono veramente fortunata nel poter fare qualcosa che mi piace, dove sono brava e riesco anche a guadagnare e vincere, a fare qualcosa di nuovo e diverso”.

L’ungherese, una che sa quel che vale, non si nasconde, paragonandosi ad un altra grande stella mondiale dello sport, uno sport a cui lei, fin da bambina è sempre stata molto legata: “Sono come Lebron James. E’ il mio eroe, il mio idolo, un esempio: perché ha una personalità forte, è professionale e si pone grandi obiettivi. Lui non ha paura di dire che è grande e bravo. Io ho quasi 200 paia di sneakers di Lebron James. Sono appassionata di basket, sono cresciuta in una famiglia di cestisti: mio padre István fa parte dell’Hungarian Basketball Hall of Fame”, ora è allenatore di basket. Anche i miei fratelli giocano a basket: Gergely e Adam. Anche io ho provato, ma non sono brava negli sport di squadra. Voglio fare tutto da sola: non ho passato mai la palla…”.

La nuotatrice poi, racconta il curioso rapporto con l’allenatore prima che con il marito, Shane è uno che sa come spronarla, come spingerla a dare sempre di più e a non accontentarsi, usando, quando serve anche le maniere forti, lo definisce un perfezionista, una persona con cui costruire anche un futuro, fuori dalla vasca, proprio perché “con Shane le cose vanno sempre meglio”.

Quando le chiedono quando ha intenzione di uscire di scena, di ritirarsi dalle competizioni, non sembra avere le idee chiare, forse nel 2021 dice, ma di una cosa è certa, il nuoto, quello, non lo lascerà mai.

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