Mondiali di Nuoto: Pellegrini e Paltrinieri sul podio. Dotto resta fuori

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
greg e fedeL’Italia sul podio. Non poteva essere altrimenti visto lo spessore che ricopre la squadra di nuoto sia maschile che femminile. Una straordinaria notte, quella di Windsor dei campionati di nuoto vasca corta, che ha portato alla vittoria della 4×50 sl delle ragazze italiane. Apre Silvia Di Pietro con il record italiano in 23″92 (24″03 il precedente), chiude Federica Pellegrini (24″11), in mezzo Erika Ferraioli (23″52) ed Aglaia Pezzato (24″06) per un 1’35″61 che vale il bronzo in 1’35″61, con il quale l’Italia lascia giù dal podio le americane. Agli uomini va meglio con Gregorio Paltrinieri che per pochi secondi riesce a conquistare solo l’argento e non il massimo l’oro.
Un’impresa che sa di clamoroso e che certifica anche il nuovo primato italiano da 1’35″78 di due anni fa a Doha. Il Canada trionfa in 1’35″00 e batte col record dei campionati il Canada di Penny Oleksiak. Federica: “Sapevamo di far bene, che orgoglio: mai 3 medaglie femminili tutte per noi”. Argento all’Olanda (1’35″37) e giù dal podio Usa e Danimarca.
Il quartetto di bronzo ha ridato spessore ad un settore, la velocità rosa, cui pochi davvero credevano. Ora con una Federica a fare sempre più da chioccia al gruppo stanno maturando quei risultati che per contrapasso sono mancati nella stagione olimpica alla 4×200. Soprattutto in vasca corta, con le due romane super motivate (entrambe protagoniste dei due argenti precedenti con la 4×100 sl e 4×50 mista) e preparate arrivate sino in finale anche a livello individuale, con la padovana che resta l’ultimo talento sbocciato nel serbatoio veneto, e una Pellegrini leader, i risultati stanno confermando una tendenza in crescita costante, rapida. Per Fede si tratta della settima medaglia mondiale nella rassegna, a distanza di 10 anni dalle prime di Shanghai, quando era ancora una ragazzina e non la Divina di oggi, anche se solo adesso in Canada ha colmato l’ultimo oro che le mancava nella bacheca straordinarie dei suoi raccolti.
E’ stata una lunghissima, snervante, battaglia nei 1500 sl fra Gregorio Paltrinieri e il rivale più atteso, il coreano Park Tae-hwan. Niente bis d’oro per il campione azzurro, che ai 1200 si è staccato e si è arreso portando comunque a casa una preziosa medaglia d’argento, col polacco Wojdak di bronzo. Niente da fare per Gabriele Detti, senza speranze di podio già agli 800 metri e alla fine ultimo. Solo Federica Pellegrini, in Italia, era riuscita a bissare un titolo mondiale a distanza di due anni: da Roma 2009 a Shanghai 2011 nei 200 e 400 sl, in vasca corta. Gregorio non è riuscito ad agganciare la Divina in questa impresa. L’ultima volta che Greg perse una gara risaliva ad un Europeo in vasca corta ad Herning nel dicembre 2013, e sempre da 25 metri al Duel in the pool ad Indianapolis dall’americano Connor Jaeger al rientro dagli Europei di un anno fa in Isarele a Netanya.
Infine nei 50 farfalla sia Marco Dotto che Silvia Di Pietro non sono arrivati al podio. Il primo sesto, mentre la seconda quinta. Anche Martina Carraro ha toccato col sedicesimo crono delle semifinali nei 100 rana, con un tenpo che sarebbe ottimo da vasca lunga, mentre 1’06″09 è anche peggiore di quello nuotato al mattino (1’05″93) per non dire del personale di 1’05″48. Una Carraro che ha bisogno di fortificarsi ulteriormente dopo il record italiano in vasca lunga che l’ha proiettata ai Giochi e alla finale olimpica con la staffetta mista. E a Rio s’è accesa la stella di Lilly King, l’americana del 1997 che chiude col primo tempo le semifinale in 1’04″06, insidiata dalla connazionale ventitreenne Molly Hannis da 1’04″50, entrambe seguite dall’iridata uscente Alia Atkinson (1’04″72), che rischia di essere detronizzata in finale.

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