Paltrinieri:”Ammiro Rosberg ma io ho sempre fame”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

paltrinieri
Gregorio Paltrinieri ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, tanti i punti toccati dal campione di nuoto, dal ritiro di Rosberg al suo cammino verso le Olimpiadi di Tokyo 2020.

 

Paltrinieri-Rosberg

Gregorio Paltrinieri ama di più Hamilton ma ha apprezzato tantissimo il coraggio di Nico Rosberg:“Io stravedo per Hamilton, ma Rosberg mi è piaciuto. Quest’anno è stato durissimo per lui, sarebbe da premiare per questo: non credo sia il più talentuoso, da anni ci provava, ed era sempre lì, finalmente ce l’ha fatta. Se lo meritava il titolo: un vero combattente, ma ora vuole provare nuove cose nella vita, in altri campi. Ammiro il coraggio per la decisione presa: secondo me quando ci si sente soddisfatti e si vogliono provare nuove emozioni, è giusto cambiare”.

 

Paltrinieri e il nuoto mondiale

Il nuotatore, nato a Carpi, è in partenza per Windsor (Canada) dove affronterà i Mondiali di vasca corta. In terra nordamericana, ritroverà il connazionale Detti e non lo statunitense Jaeger:“Anche l’americano vuole provare altro nella vita: mi ha detto che è stato un piacere provare a battermi, solo in vasca corta ci riuscì un anno fa a Indianapolis. L’ultimo a battermi fu proprio Ryan Cochrane nei 1500 ai Mondiali 2013 di Barcellona: il canadese è un bel cagnaccio, c’è sempre sul podio. Non ci sarà neanche l’ucraino Romanchuk che ha nuotato 14’15”, ma io ho ripreso tardi. Devo pensare a ripartire come se non fosse successo niente: ho 22 anni, e mi voglio mettere di nuovo in gioco. Spero di avere rivali, di vivere grandi battaglie: ne ho voglia. Io continuo a nuotare per il piacere della competizione. Più c’è gara, più mi diverto. Per tutti sono un riferimento da battere”.
Paltrinieri ricorda anche l’episodio dell’australiano Horton che grazie ad un fan ha scoperto di avere un tumore maligno, riuscendo a curarlo in tempo:“In vacanza quest’estate avevo notato che era pieno di nei. In Australia sono fissati, e lì il sole picchia. Mi diceva, i 30 gradi di Sorrento non sono niente. Ha dovuto operarsi perché rischiava, era maligno e non se n’era accorto. Quel fan che lo ha visto gli ha salvato la vita”.

 

Paltrinieri e il nuoto nazionale

Gregorio Paltrinieri grazie alle sue vittorie, ha fatto riavvicinare tanti bambini al mondo del nuoto:“A Carpi mio padre mi ha detto che non sa più dove mettere i ragazzi in piscina!”. Nonostante le tante vittorie di Gregorio, il nuoto italiano alle ultime Olimpiadi non ha regalato tante soddisfazioni:“Molti compagni sbagliano: arrivano all’Olimpiade e si sentono arrivati, soddisfatti, prendono il kit, fanno le foto nel Villaggio, dove bisognerebbe arrivare con una mentalità diversa. Magari non vinci, ma provaci. Sembra che lo strano sia io. Nel 2012 avevo 17 anni,c’erano altri giovani. Io mi dicevo è il massimo della vita l’Olimpiade, lasciamela giocare anche se ho 17 anni. Ci si adagia, invece: nazionale? Un punto d’arrivo. Penso a Chalmers che a 17 anni ha vinto l’Olimpiade nei 100 sl. Io sono andato via a 16 anni da Carpi a Ostia senza sapere se avrei vinto qualcosa, ma volevo provarci. Sembra quasi che scusiamo le prestazioni di alcuni ragazzi perché hanno bisogno di crescere. Da noi dicono: 17-18 anni? Ma è giovane, va ancora a scuola. Io a 17 anni ero già campione europeo, a 18 anni sul podio mondiale. Può essere un caso, ma anche Detti ha fatto come me. E prima Federica Pellegrini: a 16 anni era a Milano, sarà un altro caso? Sembra che non ci si voglia mettere in gioco, che si abbia paura. Che aspettino i 20 anni per spostarsi di casa o cambiare. Le opportunità te le devi creare com’è successo a me e Gabriele.”
Nella testa di Gregorio Paltrinieri cosa è rimasto di Rio 2016? “Mi sveglio con gli incubi come se fossi prima della finale. Nel sonno penso di essere in camera a Rio e il giorno dopo ho la finale. Non riesco a stare fermo. Ho ancora l’adrenalina. La tensione che avevo all’Olimpiade è indescrivibile.”

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