Wu Minxia, la più grande tuffatrice di sempre esce dalla vasca: si ritira!

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Si chiude un era, adesso è certo. Olimpiadi, mondiali, tutti tifosi, anche chi, e sono tanti, questo sport non lo ha mai seguito, ma è così, ai giochi, quando è in  gara il proprio paese diventiamo tutti romantici patrioti, incurabili appassionati. Soprattutto quando a rappresentarti è qualcuno in grado di darti speranza di potercela fare, di poter vincere, di renderti orgoglioso del tuo paese, per noi, un nome a caso: Tania Cagnotto, 41 podi in carriera, 20 volte agli europei sul gradino più alto e due medaglie conquistate alle recenti Olimpiadi brasiliane, l’ultima della sua carriera.

La più grande tuffatrice d’Italia e d’Europa ha scelto di dire basta, di cambiare vita, lo ha fatto senza rinunciare al sorriso, con serenità, a differenza di Wu Minxia, la 31 enne cinese, la più grande di tutti i tempi, che in lacrime ha annunciato il suo ritiro.

Dopo aver conquistato cinque ori, un argento e un bronzo olimpico in 4 edizioni dei Giochi, la tuffatrice asiatica, in diretta tv su CCTV, emittente nazionale cinese ha voluto fare chiarezza e spiegare, con tanta tristezza i motivi che l’hanno portata a prendere questa decisione: “Mi spiace davvero tanto, ma il mio fisico non mi consente più di continuare ad allenarmi, ho davvero temuto l’arrivo di questo giorno. Mi tuffo da quando avevo sei anni, è la mia vita, sono entrata in nazionale a 13 ed è 25 anni che faccio questa vita”

Un epopea iniziata nel 2004, ai giochi olimpici di Atene dove Wu Minxia, a 19 anni, fece il suo esordio e instaurò la sua “dittatura” sportiva, l’oro dei 3 metri sincro è sempre stata roba sua: anche in Brasile dove ha vinto in coppia con Shi Tingmao, superando le nostre azzurre Cagnotto-Dallapé.

Non è stata una vita facile la sua, interamente dedicata alla piscina, ai tuffi, sacrificando tutto per i successi sportivi, anche la famiglia, le decine di medaglie, di ori, sono costate carissimo all’atleta cinese che per prepararsi alle gare si si allenava in un centro sportivo del governo dove ha ricevuto raramente le visite dei suoi familiari. Proprio questo aspetto ha dato il via ad un acceso dibattito tra i suoi connazionali, a far discutere, l’inflessibilità del sistema sportivo nazionale cinese, basato su regole di allenamento rigidissime, che indubbiamente, numeri alla mano, funzionano, permettendo alla Cina di essere costantemente in lotta per le prime posizioni del medagliere, ad ogni competizione internazionale.

I risultati non si discutono, i successi arrivano uno dopo l’altro, ma le parole del padre della fuoriclasse Wu Minxia permettono di vedere oltre, di guardare al di la del podio, della medaglia, lasciando un velo di tristezza attorno ad una carriera incredibile, straordinaria, felice. Dopo le Olimpiadi di Londra 2012, il papà della tuffatrice ha svelato un incredibile retroscena: “Le nascosi due terribili drammi familiari: il cancro della madre e la morte dei nonni. Il tutto per permetterle di allenarsi serenamente. Un giorno, ci ha chiamato al telefono poco dopo la morte della nonna e io, stringendo i denti, le ho detto che tutto andava bene. Sappiamo ormai da tempo che nostra figlia non ci appartiene più”.

Wu Minxia esce dalla vasca, dice addio al trampolino, chissà che la vita le possa restituire altro, qualcosa di più importante, la sua famiglia, senza allenamenti, senza palestra, senza governo di mezzo…

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