Nuoto, Mondiali Budapest: Peaty e Hosszu leggendari, Sjostrom nella storia

Pubblicato il autore: valeria93 Segui


Al via la seconda, intensa giornata dei Mondiali di Nuoto a Budapest: anche oggi la Duna Arena fa da splendida cornice allo spettacolo degli atleti in acqua pronti a gareggiare e regalare emozioni e divertimento a tutti gli appassionati di questo sport.

RISULTATI DEL MATTINO IN CASA ITALIA – La capitale magiara si tinge d’incanto già dal mattino che vede subito impegnate in un ricco programma di gare, anche i nostri azzurri: Simona Quadarella, Margherita Panziera, Matteo Milli, Martina Carraro e Filippo Megli.
Qualche amarezza di troppo per la spedizione azzurra che conferma ancora una volta il valore assoluto dei suoi pezzi da novanta senza riuscire però ad evidenziare le proprie caratteristiche migliori nelle gare che contano. Nella gara dalla lunga distanza gli occhi (e le speranze italiane) sono tutte riposte nel talento di Simona Quadarella che già dal mattino mette in mostra le sue doti migliori e si conquista il pass per la finale dei 1500 sl con il quarto tempo dopo una nuotata in scioltezza da 16’07”08 in una specialità che può offrire ben poche sorprese ai vertici e dominata come sempre da una leggendaria Katye Ledecky.
L’atleta romana, che ha dato prova del suo valore anche al Torneo Internazionale Settecolli di Roma, cercherà di completare nel migliore dei modi un trend stagionale davvero positivo che potrebbe regalarle un’inaspettata (ma forse nemmeno troppo) medaglia e consacrarla finalmente su scala mondiale. Soddisfazione in casa Italia anche per Arianna Castiglioni che fa segnare un 1’07”43 che le permette di accedere alle semifinali dei 100 rana, e per Matteo Milli, new entry di questi Mondiali, che riesce a strappare l’accesso alla semifinale dopo una prestazione da 54’17 in una gara dei 100 dorso altamente competitiva già in fase eliminatorie.
Amaro in bocca per Martina Carraro: la nuotatrice classe 93′ fiore all’occhiello della rana italiana, si ferma, complice l’influenza, ad un irriconoscibile 1’08”11 che la costringe a restare fuori dalla gara dei 100 rana. Fuori anche Filippo Megli che non impressiona nei 200 sl: il suo 1’47”94 non basta assolutamente per entrare nella competitiva semifinale accanto a colossi del calibro di Sun Yang e James Guy. Stessa sorte tocca a Margherita Panziera (1’01”03) nei 100 dorso.

RISULTATI GARE DEL POMERIGGIO

Semifinali 100 dorso uomini – Si accende già la sfida nei 100 dorso in una finale che promette emozioni e duelli fino all’ultima bracciata. A gettare il guanto di sfida agli statunitensi Murphy (52’95) e Greevers (52’97), il cinese Jiayu Xu che tocca il blocchetto facendo registrare un 52’44 quasi da record stravincendo la seconda batteria. Fuori dalla finale il nostro Matteo Milli che peggiora quanto fatto questa mattina: un passaggio da 26’44 lo porta a chiudere in 54’44 ben al di sotto delle sue potenzialità.

Finale 100 rana uomini – Si aggiudica la medaglia del valore più prezioso sua maestà Adam Peaty che non riesce però a superare se stesso (57’13 il suo record alla finale olimpica di Rio). Il britannico che dal 2014 ha ridisegnato il mondo della rana maschile, timbra un 57’47 spaziale scavando un solco dallo statunitense Kevin Cordes (58’79). Medaglia di bronzo con sorpresa per il russo Kirill Prigoda (59’05) in un finale che vede fuori dal podio Ross Murdoch.

Semifinale 100 rana donne – Arianna Castiglioni manca l’appuntamento con la finale: l’azzurra si rende protagonista di una buona prima frazione di gara ma perde molto nelle ultime bracciate chiudendo in 1’07”19. Lancia la sfida nella prima batteria la russa Yuliya Efimova (1’04”36) a Lilly King (1’04”53) e Katue Meilutyte (1’05”06) che perde la scia della statunitense sbagliando in dirittura d’arrivo.

Finale 100 delfino donne – Ci aveva già deliziate ieri con un assaggio della sua potenza dopo lo straordinario record nei 100 sl in apertura di staffetta, oggi Sarah Sjostrom completa l’opera incoronandosi regina indiscussa dei 100 delfino e iscrive il suo nome nell’Olimpo dei grandi divenendo la prima atleta ad aggiudicarsi quattro titoli mondiali dalla medesima distanza. Imperiosa l’esecuzione di gara della Sjostrom che vira un passaggio da 25’67 e si ferma a quota 55’53, a soli 5 centesimi dal proprio record. Seguono Emma Mkeon, medaglia d’argento (56’18), e Kelsi Worrell sul gradino più basso del podio (56’37).

Semifinali 100 dorso donne – Emozioni e spettacolo già in semifinale nella gara femminile dei 100 dorso: l’atleta canadese Masse s’impone nella sua batteria con 58’18 vicino al record mondiale davanti alla Seebohm. Si preannuncia una finale tutta da vivere.

Semifinali 200 stile libero uomini – Tante sorprese e colpi di scena in vista della finale che vedrà assente Horton, in forma tutt’altro che smagliante. Segnale importante quello lanciato dallo statunitense Scott che ottiene il miglior tempo di ingresso in finale (1’45”16) beffando di pochissimo Guy (1’45’18) e Sun e relegando al ruolo di comparse Park e Has.

Finale 50 delfino uomini – Nella gara dagli esiti più incerti di giornata, s’impone il britannico Proud, al suo primo podio mondiale in una gara individuale. Performance ideale quella dell’atleta: grande frequenza di bracciata e tocco conclusivo decisamente perfetto con una chiusura a 22’75. Medaglia d’argento al 37enne Santos che riesce ad avere ragione su Govorov; continua invece la “maledizione a stelle e strisce” per la spedizione USA che non ha mai vinto al Mondiale in questa disciplina e che fallisce anche oggi l’obiettivo con un Dressler non pervenuto.

Finale 200 misti donne – Osannata come indiscussa padrona di casa dal suo pubblico, la Duna Arena è un cuore di 11.000 persone che batte solo per lei: Katinka Hosszu. La Lady di Ferro, primatista del mondo, non delude le aspettative: 59’06 imperioso dopo le prime due frazioni, la sua nuotata, oltre che efficace, è spettacolo puro per chi la guarda. La pluricampionessa ungherese si aggiudica lo scettro nei 200 misti per la terza volta di fila chiudendo in 2’07’00 dopo una nuotata solitaria davanti alla giapponese Ohashi (2’07”91) e alla statunitense Cox (2’09”71).

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