Bovolenta nel cuore, il Processo continua

Pubblicato il autore: Monia Taglienti Segui

processo bovolenta

Vidi per la prima volta Vigor Bovolenta, in arte “Bovo” per noi che amiamo la Pallavolo, nel 1995; la nostra Nazionale era quella “generazione di fenomeni” di Velasco che ha incantato il mondo vincendo quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo, due Europei, l’argento ad Atlanta all’Europeo della Repubblica Ceca era un sogno che i mezzi di comunicazione non regalavano tanto spesso come oggi.
Bovo è denominato il “Gigante delle Polesine” ed è venuto a mancare proprio sul suo campo il 24 Marzo 2012, durante una partita della sua Volley Forlì contro la Lube, accasciato al suolo dopo una battuta. Trasportato d’urgenza, per un malore cardiaco,  nell’Ospedale più vicino, lascia questa Terra per andare a schiacciare tra le nuvole due ore più tardi. Vigor lascia una moglie, Federica Lisi, e cinque figli. La Lisi si è fatta carico di non far spegnere il ricordo del marito con il “Bovo Day”, un grande evento per chi ama la Pallavolo che unisce passione per lo Sport e beneficenza, basti ricordare che grazie all’ultimo giocato il 28 settembre tra la Nazionale Cantanti contro gli Amici di Bovo, si sono riusciti ad acquistare 10 defibrillatori per gli impianti sportivi. La famiglia Bovolenta ha deciso di non costituirsi parte civile al processo, risarcita dalle assicurazioni dei medici indagati per omicidio colposo che avevano rilasciato i certificati per l’idoneità sportiva al campione veneto, andrà verso le date delle prossime udienze del 10 Febbraio e 3 marzo 2015.

Federica Lisi Bovolenta ha scritto con l’aiuto di Anna Cherubini un meraviglioso libro sull’amore per il marito e sulla vita “Noi non ci lasceremo mai” edito da Arnoldo Mondadori. Mi sono appassionata ad un passo in particolare che fa “E’ proprio come una scritta incisa nella mia anima, e sta lì, anche quando il vento cambia, quando si ferma, quando fa paura. Il vento che a volte arriva e si porta via tutto quello che abbiamo, la parte più importante di noi, senza la quale ci sembra di non ricevere più vita, di non poter più crescere. Ma poi non è così. Qualcosa resta sempre e si cresce ugualmente, come alberi le cui fronde si piegano verso il fiume anziché andare verso il cielo, come commedianti che accolgono l’improvviso colpo di scena. Si continua a giocare, a recitare; anche dal basso il cielo si vede lo stesso”.

Siamo certi che da lassù le schiacciate saranno sicuramente punto sulla riga dei tre metri. Per acquistare il libro clicca qui

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