Volley, Hernandez: “L’Italia è il massimo, con Hierrezuelo e Jurquin sarà bello giocare”

Pubblicato il autore: Giuseppe Cubello Segui

Hernandez

Ha rilasciato la sua prima intervista da nuovo giocatore di Molfetta volley. Vi abbiamo parlato pochi giorni fa del suo approdo in Puglia: si tratta del bomber Hernandez Ramos, cubano e soprannominato Dinamite, che ha parlato dei suoi obiettivi per la sua nuova avventura, dell’Italia e di Molfetta in particolare, definendolo un club molto latino guidato dal terzetto composto da lui stesso, Hierrezuelo e Jurquin. Di seguito, l’intervista completa riportata da Gazzetta dello Sport.

Fernando Hernández Ramos che cosa significa per lei giocare nel campionato italiano?
“E’ come giocare in Major League nel baseball. E’ il massimo. L’Italia è una mecca della pallavolo e tutti i giocatori importanti hanno giocato in Italia a un certo punto della loro carriera”.
Qual è il suo sogno?
“Aiutare con tutte le mie forze Molfetta. E darò tutto quello che ho per fare il mio meglio possibile. Ma la mia squadra “preferita” è Trento, ci hanno giocato tutti i grandi campioni come Osmany Juantorena, Matey Kaziyski, Stokr e Djuric. Per me sarebbe un brivido giocare in quella squadra un giorno. E’ quella dei campioni d’Italia, gente che poi è andata in Turchia e ha vinto anche là. Non è solo una questione di possibilità economiche e di soldi”.
Cosa l’attrae dell’Italia e cosa non le piace?
“Dell’Italia mi piace tutto, ma soprattutto l’ambiente italiano, la gente, la musica: è un paese con un grande equilibrio. Ho giocato in Italia il Campionato del Mondo e la World League. L’Italia è come dire Cuba in Europa. La gente è molto socievole, è un paese molto bello e per le donne è un luogo romantico, come dice mia moglie, ideale per una luna di miele. Inoltre c’è un gran livello nella pallavolo”.
E il cibo italiano le piace?
“Mia moglie è una fan della pasta e del cibo italiano. Ho passato due anni felici in Giappone, perché mi piace il pesce e le verdure, ma l’italiano sarà diverso”.
Quando ha avuto il contattato con Molfetta?
“Raydel Hierrezuelo, che l’anno scorso è stato uno dei migliori registi del campionato italiano e io siamo stati insieme da giovani, sognavamo di andare a giocare in Argentina. Ho saputo che Molfetta mi cercava, io stavo trattando con la Turchia, ma quando è arrivata la proposta italiana gli ho detto “è una proposta che non può essere rifiutata”. Molfetta è una squadra che è arrivata nelle prime otto ma può avanzare ulteriormente. La prima squadra italiana che si era interessata a me era Roma quando ho realizzato 27 punti contro il Brasile nella finale del Mondiale nel 2010 in Italia”.
Cosa le piace di Molfetta?
“C’è l’atmosfera latina. E’ piccola ma è un leone. Hierrezuelo poi mi dice che con gli altri giocatori c’è un bel clima. Poi ci sono tre cubani: Rolando Jurquin, Hierrezuelo e me. Un trio che si conosce bene e ci completiamo bene a vicenda. Il nostro obiettivo è di migliorare l’ottavo posto dello scorso anno”.
Quali sono i giocatori che ti hanno ispirato?
“Osvaldo Hernandez di Cuba, che per me è uno dei cubani che hanno avuto più successo in Italia. A Cuba ho parlato spesso con lui e mi ha dato un sacco di consigli. E nel mondo Lorenzo Bernardi: è stato colui che mi ha ispirato, perché era un grande giocatore e all’inizio giocava nella mia posizione. Bernardi allena un club in Turchia e avrei voluto averlo come allenatore”.
Che obiettivo si è dato nel campionato italiano?
“Dare il mio meglio per la squadra e se posso prendere qualcosa per me, meglio, ma sempre pensando alla squadra. Quando si gioca con gli amici sulla selezione di Cuba mi sento super felice”.
Quando sarà a Molfetta?
“Forse alla fine di agosto. Io viaggerò con mia moglie, che mi dà sempre il coraggio e è importante per l’equilibrio nello sport. Mia moglie non è un’atleta, ma ha sempre sognato di essere una giornalista sportiva”.
Come si sta preparando per il debutto in Italia?
“Sto lavorando duramente con i pesi e anche con mio fratello che mi aiuta a migliorare in difesa. Quando si esce dalla squadra nazionale è difficile potersi allenare negli impianti sportivi di Cuba. Quindi quello che faccio è più fisico, mi muovo sulla sabbia o per fare salti”.
Quanto è cambiato Hernandez da quando ha giocato con la Nazionale di Cuba a oggi?
“Io non sono più Dinamite (il suo soprannome) del peso di 89 kg, ho guadagnato un sacco di massa muscolare e ora peso 102 kg, ma adesso devo perdere qualcosa. Ora sto facendo funzionare il mio organismo, mangiare molte verdure e assumere vitamine. Voglio arrivare a un peso ideale”.
Continua ad avere l’idea di giocare per Cuba?
“Con gli occhi chiusi gioco per Cuba. Io sono il primo quando i manager apriranno le porte per tornare a giocare per la Nazionale. Mi ha dato grande sensazione vedere i ragazzi recentemente che hanno perso con squadre di livello inferiore nella Città dello Sport di L’Avana. Muoio dalla voglia di tornare a infiammare la Cittadella, come ho fatto io, quando ero ancora praticamente un bambino. Molte persone a Cuba, anche in altri paesi si stanno muovendo per mari e per monti per convincere Inder o la Federazione cubana che si possa tornare a giocare qui. Ho sognato un tatuaggio con gli anelli olimpici, ma per il momento non me lo faccio. Non sono mai stato all’Olimpiade e questo è un mio obiettivo: ho 25 anni e penso di avere il tempo. Quando ero in Giappone avevano iniziato la pratica per naturalizzarmi, pensando proprio ai Giochi…”.
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