L’Italvolley e la maledizione olimpica: Atlanta 1996

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

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Come tutti sappiamo, l’Italia nella giornata di oggi ha centrato la qualificazione alle prossime olimpiadi di Rio, grazie al successo ottenuto contro la Polonia. La prossima estate gli azzurri avranno il duro compito di vincere l’unica competizione che manca nel Palmares dell’Italvolley: la medaglia d’oro olimpica. Infatti, nonostante per tanti anni siamo stati la nazionale più forte del mondo, in particolare negli anni ’90, questa benedetta medaglia d’oro non è mai arrivata.

Eppure nel 1996, olimpiadi di Atlanta, c’erano tutti i presupposti per vincere l’oro. l’Italia arriva all’appuntamento olimpico con tutti i favori del pronostico e da tutti additata come “Dream team” della pallavolo con chiaro riferimento a quello del basket statunitense. Questo perché da quando è arrivato l’argentino Velasco alla guida della nazionale, nel 1988, l’Italia ha vinto tutto: mondiali del ’90 e del ’94; europei del 1989, 1993, 1995. Senza dimenticare le cinque World League, vinte nel 1990,1991,1992,1994 e 1995. Inoltre, siamo campioni del mondo e di europa in carica, dato che abbiamo vinto il mondiale greco del 1994 e l’europeo del 1995, che si disputò sempre in Grecia. In entrambe le occasioni sconfiggemmo l’Olanda, che quindi a sua volta si presenta alle olimpiadi come vice campione del mondo,d’europa e olimpico in carica, dato che nel 1992 vennero sconfitti nella finale olimpica di Barcellona dal Brasile. La nostra nazionale è composta dai migliori giocatori del mondo: Lorenzo Bernardi( eletto successivamente nel 2000 miglior giocatore del XX secolo), Samuele Papi, Andrea Sartoretti, Andrea Gardini, Vigor Bovolenta, Andrea Zorzi, Luca Canatagalli, Marco Bracci, Marco Meoni, Paolo Tofoli, Andrea Giani, Andrea Gardini e Pasquale Gravina. 13 elementi che non hanno bisogno di presentazioni. La nostra avventura olimpica inizia il 21 Luglio del 1996 ed è già 3-0 alla malcapitata Corea del Sud. Chiudiamo la fase a gironi con numeri impressionanti: 5 vittorie e 0 sconfitte; 15 set vinti e 0 persi. Tra l’altro non un girone facile, considerando le presenze di Russia,Jugoslavia e Olanda che però battiamo tutte col punteggio di 3-0. Quindi, senza perdere nemmeno un set arriviamo ai quarti di finale, dove affrontiamo l’Argentina che nell’altro gruppo ha chiuso il girone al quarto posto. La gara con l’Argentina inizia male, dato che perdiamo il primo set con il punteggio di 15-12, ricordiamo che all’epoca non era in vigore il “Rally point system” quindi i set finivano a 15 e i punti validi erano solo quelli che si realizzavano durante il proprio turno di servizio. Il primo set si dimostra un semplice incidente di percorso, dato che l’Italia nei successivi tre set ritorna a fare l’Italia, vincendo il secondo per 15-9, il terzo per 15-7 e il quarto per 15-4. A questo punto arriviamo in semifinale, dove ci attende la Jugoslavia, squadra già affrontata nei gironi e battuta con un netto 3-0. Il primo set lo vince l’Italia, con il punteggio di 15-12; dopo un leggero intoppo nel secondo vinto dalla Jugoslavia per 15-8, vinciamo anche il terzo (15-6) e il quarto (15-7). Siamo in finale e indovinate chi becchiamo? Sì ancora una volta l’Olanda, la stessa che abbiamo battuto nel 1994 (finale dei mondiali), nel 1995(finale dell’Europeo) e anche nella fase a gironi di questa olimpiade, ma anche quella contro cui abbiamo perso un mese prima, nella finale di World League di Rotterdam, edizione 1996, con il punteggio di 3-2. Praticamente Italia-Olanda diventa la finale per antonomasia. L’Olanda è una buona squadra, in quel momento la seconda migliore del mondo, l’unica in grado di tener testa all’Italia, dato che negli europei del 1995, gli uomini di Velasco sono riusciti a sconfiggerla solo al tie break, mentre nel 1996 ci hanno addirittura battuti nella finale di World League, anche se nessuno dà peso a quella partita, infatti la World League per quanto prestigiosa possa essere, resta pur sempre una competizione di secondo piano. Inoltre, in pochi sanno che l’Olanda ci ha già fatto piangere a livello olimpico nel 1992, quando ci ha buttato fuori dalle olimpiadi spagnole nei quarti di finale. Vengono però definiti da tutti gli “eterni secondi”, anche perché come già in precedenza detto, sono arrivati secondi alle olimpiadi di Barcellona del 1992, ai mondiali del 1994 e agli europei del 1995. I punti di forza degli orange sono Held, Van de Goor, Posthuma, Zwerver, Gotzen, tutti giocatori che giocano nel campionato italiano.  In quella edizione hanno perso solo una partita, quella appunto contro l’Italia, mentre nella fase ad eliminazione diretta si sono sbarazzati della Bulgaria nei quarti, battuta per 3-1 e della Russia in semifinale, annichilita con un netto 3-0.

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Arriviamo quindi al fatidico 4/8/1996, giorno della finale. Nel primo set l’Italia parte male e l’Olanda lo vince con il punteggio di 15-12. Poco importa, alla fine anche Jugoslavia e Argentina ci avevano portato via un set nelle precedenti partite. Infatti, già nel secondo set l’Italia si riprende e lo porta a casa con il punteggio di 15-9. Il terzo set è abbastanza tirato. Tuttavia, l’Italia ha un guizzo nel finale e riesce a portarsi avanti sul 12-10. Qui avrebbe l’opportunità di chiuderla, ma gli olandesi hanno sette vite e con tre punti consecutivi ribaltano il risultato, portandosi sul 13-12 e vincendo poi il set ai vantaggi con il punteggio di 16-14. A questo punto l’Italia arriva al quarto set con l’acqua alla gola. Fortunatamente però le cose vanno bene e gli azzurri portano a casa il risultato con il punteggio di 15-9. Arriviamo quindi al te break. L’ultimo set è sempre a 15, solo che vige il “Rally point system” di conseguenza ogni palla a terra è punto, indipendentemente da chi batte. Il quinto set si gioca punto a punto e si arriva al cambio campo con l’Italia avanti per 8-7. Si continua punto punto, poi gli olandesi si portano avanti 14-13, usufruendo di un match point che viene però prontamente annullato.  l’Italia riesce anche a portarsi in vantaggio sul 15-14 e quindi ad un punto dalla vittoria, ma Van de Goor annulla il tutto. A questo punto siamo 15-15, con gli olandesi in battuta. In quello scambio gli olandesi difendono l’impossibile, portando poi a casa il punto del 16-15, grazie ad una invasione a rete del muro italiano. A questo punto gli orange usufruiscono di un un nuovo match point. In battuta ci va Van de Goor, la sua battuta flottante mette in difficoltà la difesa azzurra che quindi è costretta a buttare la palla dall’altra parte; l’Olanda costruisce quindi l’azione offensiva, tuttavia una grande difesa di Bovolenta permette all’Italia di restare in vita, la palla giunge al palleggiatore Tofoli che, dalla fine del campo, prova a servire Giani, la palla però è molto decentrata, il numero 13 azzurro tenta il colpo della disperazione, solo che la sua conclusione va oltre il limite dell’asticella che delimita il campo e a termini di regolamento la palla è fuori. Il punto va all’Olanda che quindi vince il quinto e decisivo set con il punteggio di 17-15. Incredibile! L’Olanda vince l’oro olimpico. Proprio loro, gli eterni secondi, che in tutta la loro storia avevano vinto solo una World League (sempre nel 1996 e sempre con l’Italia) riescono a vincere quel metallo prezioso, l’unico trofeo che all’Italia manca. Davide ha battuto Golia e per una volta i secondi siamo stati noi. Per la cronaca, la maledizione dell’Olanda proseguì l’anno dopo, quando gli Orange, nell’europeo casalingo, ci eliminarono in semifinale con il punteggio di 3-0. Noi però ci rifacemmo l’anno seguente, nei mondiali in Giappone del 1998, quando li battemmo nella seconda fase a gruppi con il punteggio di 3-0, estromettendoli dalla semifinale del mondiale, che vincemmo poi battendo in finale la Jugoslavia con il punteggio di 3-0. Nonostante ciò, la gara con l’Olanda resta ancora una ferita aperta e lo sarà fino a quando non riusciremo a vincere questo maledetto oro olimpico.

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