Filippo Lanza a SuperNews: “All’Europeo bella Italia. Un onore essere capitano di Trento”

Pubblicato il autore: Gianluca Cedolin Segui

LanzaLo scudetto, la qualificazione a Rio e un terzo posto da protagonista all’Europeo. Davvero niente male l’ultimo periodo per Filippo Lanza, 24enne schiacciatore della Trentino Volley, che tra l’altro l’ha da poco nominato come nuovo capitano per la prossima stagione. Un’investitura importante per un giocatore migliorato tantissimo e consacratosi come uno dei migliori del ruolo nel panorama internazionale.

Lanza, che a Trento ha fatto anche tutta la trafila giovanile, si sta preparando ad una nuova annata con la squadra di Stoytchev. Questo sabato Trento e Modena si sfideranno al Palapanini con in palio il primo trofeo stagionale, la Supercoppa italiana. Abbiamo intervistato Filippo Lanza, super Pippo per molti, in esclusiva per SuperNews per chiedergli le sue sensazioni dopo i Campionati europei e in vista della nuova stagione.

Inevitabile partire dall’Europeo: il bilancio è positivo o negativo? Cosa pensi che sia mancato all’Italia nella partita contro la Slovenia?
Il bilancio è molto positivo. Siamo nelle prime quattro squadre d’Europa, e prima abbiamo giocato un grande pre olimpico, mentre altre grandi Nazionali sono rimaste fuori, il che vuol dire che siamo riusciti a mantenere la testa sui nostri impegni nonostante la fatica fisica e tecnica che ci portavamo dietro dal Giappone. Era importante portare a casa una medaglia e siamo riusciti a guadagnarcela. Poi ovviamente la partita contro la Slovenia è stata una partita molto complicata dal punto di vista mentale: in tante azioni hanno giocato la loro miglior partita dell’Europeo, mentre noi eravamo in difficoltà perché vedevamo sempre più vicina una sconfitta che non volevamo, e questo ha compromesso un po’ il risultato.

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Seconda è arrivata invece la Slovenia di Andrea Giani, che ti ha allenato in nazionale giovanile. Puoi dirci un tuo pensiero su di lui?
Giani è sempre stato uno dei migliori allenatori con cui ho lavorato. È una persona splendida e un ottimo allenatore, che ha vissuto tutti i momenti di difficoltà che ha un giocatore e sa benissimo cosa voglia dire venirne fuori. Infatti penso che i suoi abbiano costruito la partita studiando i nostri punti deboli e li hanno trovati.

Passiamo adesso alla partita di sabato, la Supercoppa italiana contro Modena. Lo scorso anno, nel bilancio complessivo delle sfide, meglio Trento. Siete i favoriti?
Assolutamente no direi, perché le squadre sono molto diverse dall’anno scorso, con giocatori di punta diversi e ottimi innesti a loro favore. Sarà tutt’altra partita, e poi si giocherà in casa loro, quindi ancora più difficile. Penso che la partita sia da vedere come un’occasione per conoscerci anche per noi che abbiamo avuto poco tempo per allenarci insieme. Si vedrà come reagisce la squadra alle difficoltà, che ci saranno, perché è importante che reagisca bene in vista di un campionato lungo, di una Champions importantissima e dei tanti impegni che avremo.

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Quale potrebbe essere una delle chiavi per mettere in difficoltà Modena?
La nostra forza sarà quella di non lasciare che facciano il loro gioco, di non farli giocare al centro, di battere bene e di lavorare bene a muro, toccando parecchio e innervosendoli.

In chiusura, come hai reagito quando sei stato nominato capitano di Trento? Cosa significa per te quella fascia?
Ero veramente onorato, mi ha fatto davvero piacere che la società abbia preso questa decisione perché io ci tenevo molto. È sempre stato il mio sogno sin da quando ho messo piede a Trento la prima volta, a 14 anni. E penso che realizzare un sogno così, poi in questo momento in cui Trento rimane una delle migliori squadre d’Italia, è per me un onore e un orgoglio.

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