L’Italvolley alle Olimpiadi con grandi speranze

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito

Italvolley
Domenica a Sofia è terminata l’incredibile estate azzurra. L’appuntamento è a primavera inoltrata, quando nella mente di tutti il pensiero comune sarà Rio 2016. Gli Europei hanno infuso ottimismo, regalato qualche certezza e tante speranze per l’esito dell’Olimpiade azzurra. Nelle ultime quattordici edizioni degli Europei l’Italvolley ha mancato il podio soltanto in due occasioni, una continuità di squadra ad alto livello che nessuno sport italiano sta regalando per ora più della pallavolo. Il nuovo ct Blengini, nonostante sia di fatto un esordiente e non abbia maturato nessuna esperienza internazionale, puù vantarsi con orgoglio delle due medaglie nelle due manifestazioni affrontate in maniera non sempre tranquilla. Un gruppo che era uscito scosso e affranto dal caso che ha tenuto banco in estate e che ha portato alla fine del ciclo di Mauro Berruto come tecnico della nazionale.
Quattro azzurri vennero messi da parte dopo il ritardo nel rientrare in albergo in una notte brasiliana: da questi eventi è uscita una Nazionale nuova, più matura e consapevole delle proprie qualità, e con molti ragazzi motivati e vogliosi di mettersi in mostra giunti al bivio della loro carriera professionale. Lo spirito della Nazionale, vogliosa e vincente, ha fatto sì che l’Italvolley raggiungesse la qualificazione olimpica in Giappone agguantando la medaglia d’argento in Coppa del Mondo, ed i ragazzi, che si sono dimostrati all’altezza dell’illustre tradizione italiana, non a caso sono stati definiti come una Generazione di Fenomeni. Il doppio incarico di Blengini, che allena contemporaneamente sia la Nazionale sia la Lube, non sarà una questione di cui preoccuparsi. La soddisfazione per il bronzo strappato alla Bulgaria premia il lavoro e le ambizioni di Zaytsev e compagni. Le cattive prestazioni devono essere un punto di riferimento per non sbagliare più, come avvenuto nella semifinale malamente sciupata contro la Slovenia. L’Italia ha dimostrato appieno il suo valore nelle gare disputate in Giappone contro la Polonia e a Busto Arsizio contro la Russia.
La colonna portante di questa squadra è senza dubbio la diagonale formata da Giannelli e Zyatsev, riconosciuta anche nel sestetto ideale europeo, impreziosita dalla presenza di Juantorena. Bisogna crescere nel gioco al centro e a muro e Birarelli, se in buone condizioni fisiche, ha l’età e l’esperienza adatta per puntare ad un’altra Olimpiade.
La nota negativa evidenziata dall’Europeo è la necessità di avere una panchina più lunga. In banda servono alternative di spessore ed il problema potrà essere parzialmente risolto dal ritorno ad alto livello di Parodi, che vorrà confermare quanto di buono ha dimostrato quando ha conquistato lo scudetto di Cuneo, prima che i problemi fisici ne condizionassero il rendimento nelle ultime stagioni.
Blengini si è coperto in difesa con Rossini, ma per l’Olimpiade sarà di fondamentale importanza avere dei schiacciatori ricevitori in grado di raddrizzare una partita anche in attacco. I tre vettori sono stati di dubbia utilità, con Vettori che ha giocato pochissimo e Sabbi che invece il campo non lo ha praticamente mai visto. Forse si era offuscati dallo spostamento di Zyatsev in banda come soluzione di emergenza in corso d’opera.

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