Dalla Serie A di calcio alla A1 del volley: il segreto della Igor Novara

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo

igorQuarta vittoria consecutiva da 3 punti per la Igor Novara Volley, ma il successo è anche questione di testa

Cristiano Longoni entra nello staff della Igor Novara Volley, a supporto dello staff tecnico per la preparazione psicologica.

Chi è Cristiano Longoni?

Psicologo, Psicoterapeuta e mental trainer: questo è il Dottor Longoni, grandissimo professionista che lavora da anni nel mondo dello sport ad altissimo livello. La sua carriera è iniziata nel Novara Calcio al fianco di Pasquale Sensibile; durante quel periodo il suo compito fu quello di seguire l’attaccante Josè Espinal, che non segnava da 18 partite. Dopo le prime 2 sedute fece subito doppietta.

Nello stesso periodo entra anche nel mondo del Volley, e grazie anche al suo contributo arriva la conquista della Coppa Cev per il Novara; successivamente arriva anche il passaggio con la Sampdoria, con la quale collabora sia con la prima squadra, sia con il settore giovanile, con il quale vince uno scudetto per club. Le ultime collaborazioni sono state con la Federazione italiana Rugby, e dallo scorso anno è anche docente al Master Uefa Pro di Coverciano.

Un curriculum di tutto rispetto, e i risultati per la Igor Novara Volley cominciano a farsi vedere, nonostante il suo ingresso in squadra non risalga a più di qualche settimane fa!

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«Entrare a far parte di questa splendida realtà è stata una scelta fortemente voluta, dopo aver centrato obiettivi importanti in altri sport ambisco a farlo anche nel volley, tra l’altro nella mia città. La figura che rappresento è molto particolare, poiché il mio compito è quello di entrare a far parte dello staff tecnico ma al tempo stesso rimanerne anche esterno, stabilendo un rapporto di confronto costante con l’allenatore con cui sono condivise le dimensioni di stampo relazionale e comunicativo nei confronti dello staff, della squadra o delle singole atlete e, non da ultimo, nei confronti della società. Il mio lavoro è, per certi versi, paragonabile a quello del preparatore atletico in quanto a dinamismo: quel che faccio con la squadra viene programmato di volta in volta, seguendo i bisogni del momento e la loro evoluzione».

«Fungo da supporto alle esigenze delle singole atlete, non solo legate alla dimensione della “performance” ma, come detto, dando grandissima importanza agli aspetti legati a comunicazione e relazione. Non solo, un’altra mia competenza è quella di analizzare e intervenire nelle dinamiche che si instaurano tra ambiente interno, ovvero il gruppo, e ambiente esterno. Si sottovaluta spesso il fatto che grandi problematiche nascono da influenze esterne. Mi spiego: una squadra sportiva è sempre inserita in un contesto e non si può pensare che un sistema più grande, come è la cosiddetta “piazza”, non influenzi un sistema più piccolo quale è quello composto da squadra e staff. Penso alle aspettative, ai giudizi che, negativi o positivi, a lungo andare influenzano sempre le performance. Specie in una realtà come Novara in cui, ogni volta che si ottiene un risultato negativo, si torna alla solita, deleteria, solfa del “non vinciamo mai”. Non esagero se dico che grandi responsabilità, in caso di risultati negativi, li avrebbe proprio questa mentalità».

«Credo che si debba fare un passo indietro: la squadra dello scorso anno ha perso lo Scudetto perché, a mio avviso, si è abituata a passare sopra ogni avversario come un carro armato, senza incontrare difficoltà. Difficoltà che sono arrivate, puntuali, quando più contava e che la squadra non ha saputo affrontare. Ecco, una certezza che ho è che questa squadra sia profondamente diversa: lasciando perdere la Supercoppa, giocata in condizioni tali per cui la vittoria o la sconfitta erano assolutamente non predicibili, in questa prima fase della stagione la squadra ha dimostrato di saper affrontare le difficoltà e la sofferenza, di saper reagire in maniera positiva ai momenti negativi. Credo che la rimonta dallo svantaggio di 1-7 nel quarto set con il Club Italia sia stato un momento davvero molto importante per la squadra e per capire quali doti il gruppo abbia».

«È possibile che questa squadra possa perdere partite, sicuramente capiterà di incontrare difficoltà lungo il cammino. Il carattere di questa squadra, però, la porterà a non commettere più l’errore della passata stagione e sicuramente, un passo dopo l’altro, con pazienza e fiducia sarà compiuto un percorso degno di essere vissuto. Fondamentale, in tal senso, credo sia anche l’ottimo rapporto di fiducia, facilmente intuibile stando al fianco della squadra, tra le atlete, lo staff tecnico e la società. Insomma, le basi sono ottime per costruire una stagione molto positiva, sperando che anche i fattori ambientali si rivelino alleati della squadra e non “nemici”».

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