Pallavolo Orbetello: ragazzo down cacciato dalla panchina. Ma lo sport non era luogo d’integrazione?

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi

115559129-215a3cd2-19d7-45ce-a441-5b9012b21cc4


Sabato ad Orbetello durante una partita di pallavolo, Matteo, ragazzo di 20 anni e figlio del coach Andrea Bartolini, viene cacciato dalla panchina e fatto allontanare. Secondo il regolamento, il ragazzo non può affiancare il padre, allenatore della squadra di Orbetello, in panchina. Fin qui, tutto normale: i due arbitri hanno agito seguendo le regole stabilite. Unico particolare, il ragazzo è affetto dalla sindrome di Down. A questo punto è lecito porsi qualche domanda: dov’è finita la sensibilità e il buonsenso? È così incivile e non tollerabile che un ragazzo down sieda al fianco del padre allenatore durante un evento sportivo? Non credo che il ragazzo possa essere dannoso o costituire un elemento di disturbo in una semplice partita di volley. Evidentemente, i due arbitri che hanno imposto al ragazzo di lasciare la panchina e di accomodarsi fuori dal campo, la  pensano diversamente.

Leggi anche:  Mondiali di volley femminile, Italia-Belgio: dove vederla in TV e streaming

Immediate le polemiche, ovviamente. È stato proprio il padre, molto amareggiato, a rendere nota la vicenda con un post su Facebook. : “Matteo si ritiene il vero allenatore della squadra, per farlo andare in panchina abbiamo richiesto una deroga alla Federazione, ci è stato detto di tesserarlo come dirigente e con questo tesseramento gli arbitri non avrebbero fatto nessuna obiezione. È stato fatto accomodare dietro la panchina, insieme al medico e al personale addetto al pronto soccorso. Non potete immaginare lo stupore di Matteo che, comunque, da buon sportivo ha accettato la decisione a dir poco vergognosa”. Fino a sabato, infatti, Matteo non aveva mai avuto problemi, non era stato mai allontanato. Per lui, inoltre, sabato era la prima trasferta, a Sesto Fiorentino dove poi la sua squadra ha perso per 3-0. Quest’anno l’Orbetello gioca in B2.

Leggi anche:  Mondiali di volley femminile, Italia-Belgio: dove vederla in TV e streaming

Non è finita qui: il padre per aver protestato contro la decisione, molto opinabile, degli arbitri è stato squalificato per una giornata. Il coach non ha nemmeno contestato la squalifica. Così riporta La Repubblica: “Non abbiamo fatto neanche ricorso. Il problema è far capire quando può stare in campo e quando no. Avevamo chiesto alla Federazione cone risolvere il problema e non è giusto che gli arbitri decidano di volta in volta. A mio figlio ho spiegato che ci sono delle persone che applicano le regole scritte, magari a volte hanno ragione, a volte peccano di buonsenso”.

Sulla questione, che ha scatenato una pioggia di polemiche nel mondo dello sport e non, si è espresso anche il numero uno del Coni Giovanni Malagò: “Le regole sì, ma serve buonsenso e non mi fate dire altro”. Inoltre, Matteo è stato invitato dal presidente ad assistere alla prossima partita della Nazionale di pallavolo e a trascorrere, insieme al padre, una giornata in compagnia delle Nazionali azzurre. Il ragazzo, dunque, potrà avere la sua rivincita.

Leggi anche:  Mondiali di volley femminile, Italia-Belgio: dove vederla in TV e streaming

È assurdo che proprio nello sport, luogo di integrazione e aggregazione, avvengano queste situazioni così spiacevoli, che fanno male al cuore e agli occhi. Credo sia stato un momento brutto da “vedere” e spiacevole da vivere, non solo per il padre, quella del ragazzo che si allontana dalla panchina per prendere posto dietro. Dietro, lì dove Matteo, innamoratissimo della pallavolo da sempre, non può dare problemi e non può infrangere le regole. Ma non può nemmeno stare al fianco del padre.

  •   
  •  
  •  
  •