Volley, prosegue la favola del Padova: obiettivo playoff

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui
Padova
Prosegue la favola di Padova, squadra rivelazione dell’ultimo anno che si è distinta per lungimiranza e coraggio. Prosegue una marcia iniziata diversi mesi fa che potrebbe concretizzarsi con i tanto ambiti playoff. Come se non bastasse Padova potrebbe accedere ai playoff come sesta squadra del campionato. Ma come nasce un progetto così ambizioso e così elaborato? Valerio Baldovin, tecnico con il quale la squadra ha conquistato la promozione dalla Serie A2, spiega: “Quando siamo saliti dall’A-2 abbiamo abbracciato il progetto Superlega e abbiamo deciso di sfruttare l’assenza di retrocessioni per investire su giovani di talento in un’ottica di medio lungo termine”. Grazie a questa linea il Padova è riuscito a conquistare l’undicesimo posto durante la scorsa stagione e, insistendo nel voler migliorarsi ancora, si è ritrovata a battagliare con Molfetta per il sesto posto nell’attuale stagione. A due partite dal termine della stagione quindi è possibile tracciare in anticipo un bilancio della squadra più giovane (per età media dei giocatori) del campionato.

Leggi anche:  Volley: il saluto di Jack Sintini al fratello
Non a caso metà dei componenti della prima squadra provengono dal vivaio del Padova e sono giovani del territorio. Gli stranieri, non certo nomi altisonanti sulla carta, sono anch’essi giovanissimi. La “linea verde” e la pazienza di aspettare gli effetti di una progettualità partita da lontano, sono però oggi visibili e invidiabili. Baldovin racconta: “Il budget non ci permette altro. Abbiamo un ottimo vivaio e lavoriamo sui ragazzi del territorio, non ci possiamo permettere di portarne da altre regioni. Però è il nostro orgoglio. Per fare un lavoro del genere bisogna che la società soprattutto abbia le idee chiare. È chiaro che ai giovani non puoi chiedere costanza di rendimento, quindi i risultati possono arrivare come no. Però hanno grandi margini di miglioramento. Gli stranieri? Ci vuole un grande lavoro di analisi perché di nomi consolidati non ne possiamo avere. Quest’anno per esempio abbiamo due americani del ‘92, uno con un anno di esperienza in Grecia (Cook) e uno direttamente dall’università (Averill)”.

Leggi anche:  Volley, Lanza alla GdS dopo Perugia: "Tutti possono capire quanto fosse importante per me questa partita"
Una politica societaria che ha permesso al Padova di conquistare la bellezza di 25 punti durante il girone di ritorno e che ha costretto squadre sulla carta più attrezzate come Civitanova e Trento al tie break. Senza contare la prestigiosa vittoria nello scontro diretto contro Molfetta. Baldovin prosegue spiegando quanta pazienza e quanta prudenza ci vogliano per cercare i talenti giusti e per coltivarli senza fretta e con criterio: “Ci vuole esperienza. Non è detto che le caratteristiche che vedi in un sedicenne vengano confermate. E costanza nel lavoro tecnico. Rispetto a squadre di prima fascia noi sicuramente non ci possiamo permettere di lasciare da parte il lavoro tecnico. L’obiettivo non è ancora centrato. Ci mancano due partite di cui una, con Modena, abbastanza proibitiva”.

Baldovin prosegue: “Il grosso lavoro con i giocatori giovani è rifocalizzare dopo ogni partita l’attenzione sugli obiettivi. I nostri risultati passano necessariamente dalla prestazione di squadra quindi tutto deve funzionare. E in partita è necessario sapergli dare indicazioni chiare perché dopo ogni errore sappiano cosa fare». E, infine, il tecnico si lascia andare a una considerazione: “I playoff sono il nostro scudetto. Sapevo che nel ritorno saremmo cresciuti ma era difficile prevedere così tanto”. Che dire? In bocca al lupo al Padova!
  •   
  •  
  •  
  •