Volley: Vicenza, siamo già ai titoli di coda?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

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La crisi non molla la sua presa sul volley femminile. Dopo che negli ultimi anni a farne le spese sono state diverse società, tra cui alcune che hanno fatto la storia recente del campionato italiano e non solo, vedi Perugia, Villa Cortese, Pesaro e Novara (da non confondere con l’attuale Igor Gorgonzola), l’ultima vittima in ordine di tempo sembra essere l’Obiettivo Risarcimento Vicenza. La società del presidente Flavio Grison, nata nel 2011 sulle ceneri della Joy Volley, dopo la grande cavalcata dello scorso anno culminata con la promozione in A1, rischia ora di sparire dopo un solo anno nella massima serie, chiuso con la salvezza conquistata sul campo e con largo anticipo.
Le difficoltà finanziarie della società erano note già da qualche tempo, ma poi nelle ultime settimane si era aperto uno spiraglio con un ipotetico ingresso nella società da parte di una cordata di cinque imprenditori della provincia vicentina. Una speranza purtroppo solamente illusoria perché nel frattempo la trattativa sembra essersi definitivanente arenata.
Dalle colonne de “Il Giornale di Vicenza” il presidente Grison ha lanciato l’allarme confermando senza troppi giri di parole come la partecipazione al prossimo campionato è a forte rischio: “Ad oggi non ci sono le condizioni per proseguire questa avventura. Il main sponsor Obiettivo Risarcimento, che finora ha sorretto da solo l’intero progetto, è andato ben oltre le proprie possibilità. In A1 dovevano approdare altre risorse economiche, ma il tessuto imprenditoriale della provincia non ha mai aderito al piano”.
Eppure fino allo scorso anno gli scenari sembravano ben diversi, come ammette lo stesso patron: “Questa categoria non ci intressa – ci dicevano – ma se salirete nel massimo campionato parteciperemo al progetto. Peccato che non ci siano più categorie da conquistare”.
In realtà una categoria da conquistare c’è eccome ed è quella più importante, quella della sopravvivenza: “Se entro le prossime settimane non ci saranno una o più aziende intente a sorreggere economicamente il progetto chiuderemo questa avventura. Ma la macchina c’è, funziona ed è collaudata, basta che qualche solido industriale, magari della provincia, metta mano al portafoglio”.
Dispiace in particolare per tutte quelle persone, dalle giocatrici ai tifosi, dallo staff tecnico ai dirigenti, che fin dal primo giorno hanno creduto in questa avventura portando in breve tempo Vicenza ai vertici nazionali: “Mi dispiace per le persone che hanno condiviso con noi sane emozioni sportive e non. Siamo partiti nel 2011 con tanta buona volontà, una discreta organizzazione e tanti sogni da realizzare. Di certo non avrei mai immaginato di raggiungere e di giocare in A1 ed è per questo che voglio ringraziare la società che ci ha dato la possibilità di costruire e ottenere tante vittorie e due promozioni”.
Insomma, c’è poco da girarci intorno: o qualcuno tira fuori i soldi o baracca e burattini chiudono e tanti saluti. La Serie A1 richiede un progetto serio che poggi necessariamente su basi solide perché tanta passione, volontà e sacrificio da sole non bastano. Ed è un vero peccato raccontare per l’ennesima volta la triste vicenda di una realtà pallavolistica sull’orlo del fallimento. E pensare che proprio in queste ore le “cugine” dell’Imoco Conegliano sono a un passo dal portare in Veneto il primo storico scudetto a livello femminile.
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