Challenge Cup a Verona: la dedica degli atleti

Pubblicato il autore: Manuela Passarella Segui

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FAKEL NOVY URENGOY – CALZEDONIA VERONA 2-3 (20-25, 25-18, 20-25, 25-21, 6-15)

FAKEL NOVY URENGOY: Vlasov 12, Likhosherstov 1, Kolodinskiy 5, Shipotko, Iakovlev 8, Tiurin 15, Shishkin (L), Volkov 21, Bezrukov, Tokhtash, Kliuka 17. Non entrati Bogdan. All. Chutchev.

CALZEDONIA VERONA: Zingel 14, Kovacevic 17, Pesaresi (L), Gitto 1, Lecat, Spirito, Baranowicz 3, Starovic 16, Bellei, Sander 20, Anzani 10. Non entrati Bucko. All. Giani.

ARBITRI: Bagde Ali – Isajlovic Sinisa.

Calzedonia Verona entra nella storia e scrive il suo nome nell’albo d’oro della Challenge Cup. Alla sua prima partecipazione europea, la formazione scaligera mette in bacheca il primo trofeo continentale della propria storia. Il trionfo è arrivato al termine della gara esterna sul campo dei russi del Fakel Novy Urengoy, match che è terminato come all’andata, ovvero con il successo al tie break.

Da Verona mille gli spettatori, sindaco compreso, in trepidazione davanti al maxischermo del PalaOlimpia, altre migliaia a casa, davanti alle immagini di FOX Sports, ma tutti con il cuore in Siberia. Alla fine l’epilogo ha premiato tutti: la Calzedonia Verona ha annullato il fattore campo al Novi Uregoy e con la vittoria al tie break conferma il risultato dell’andata a Verona e alza la Challenge Cup al cielo. Lo fa all’esordio assoluto in una coppa europea, portando la prima coppa continentale di pallavolo all’ombra dell’Arena.
La squadra di Giani ha controllato il gioco russo, lavorando molto a muro per fermare il trio Tiurin, Volkov e Kliuka. Baranowicz ha sfruttato al meglio tutti i suoi attaccanti, mandandone 5 in doppia cifra e caricando soprattutto un ottimo Starovic. La squadra è così riuscita ad evitare il golden set di spareggio guidando fin dal primo punto il quinto parziale e chiudendolo seccamente 15-6.

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Era dal 2013, con la vittoria di Piacenza, che all’Italia mancava una vittoria nella Challenge Cup. Su nove edizioni, questo è il quinto titolo per i Club italiani, che marchiarono di tricolore la Challenge cup alla nascita, nel 2008, grazie a Modena.

“Questo è un grande momento – ha dichiarato lo schiacciatore americano, Taylor Sander, premiato anche come MVP del match – sono molto contento di aver conquistato questo obiettivo con la squadra. E’ stata una partita difficile, sono felicissimo. E’ una coppa importante per la città e per la società. E’ un giorno fantastico”.

“E’ la prima vittoria della nostra società – ha detto entusiasta al termine della finale il tecnico di Calzedonia Verona Andrea Giani – questi successi rimangono per sempre. E’ un successo importante anche per noi che lavoriamo tutti i giorni, sono partite che si giocano poche volte in carriera e bisogna cogliere tutte le occasioni. Questo è un progetto nato da tre anni e questo mi riempie di orgoglio. Da quel gruppo di giocatori abbiamo sempre inserito qualche altro che metta dentro qualità. Questa è una squadra con qualità e con un’identità sua che dopo cinque mesi di lavoro si è conquistata ogni passaggio. Sono molto contento per i soci che in questi anni sono stati pazienti. Dedico questa vittoria a loro e alla città di Verona”.

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Il presidente di Bluvolley, Stefano Magrini, ha invece affermato che la squadra si è ampiamente meritata questo titolo: “Dopo un periodo durissimo, di grande confronto e di grande dedizione a questa società ci siamo meritata questa vittoria. Dalla società alla struttura, giocatori, staff. Strameritata. Ora dobbiamo fare la grande impresa mercoledì, è quello che Verona vuole”.

Oggi pomeriggio l’arrivo degli eroi di Verona al Catullo di Villafranca. Quasi trecento i tifosi che hanno invaso l’aeroporto con i colori gialloblu della società per vedere il trofeo. A dare il bentornati ai giocatori erano presenti anche il vicepresidente Luca Bazzoni e l’Assessore allo sport del Comune di Verona, Alberto Bozza. “Il contatto con i tifosi assiepati al di fuori dell’Aeroporto è stato da brividi”, fanno sapere dalla società. Bandiere e sciarpe hanno colorato il corridoio dove sono transitati Baranowicz e compagni con i tifosi che hanno accolto i giocatori con continui cori di incitamento.

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