Volley, aspettando Rio: sarà l’Italia la mina vagante del torneo olimpico?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

italvolley a rio

Con il successo del Giappone al tie-break contro l’Olanda nell’ultimo match della settima e conclusiva giornata del preolimpico di Tokyo, l’Italia ha chiuso in testa il torneo con 17 punti, frutto di sei vittorie e una sconfitta, assicurandosi così la quinta partecipazione consecutiva alle Olimpiadi. Una qualificazione, a essere onesti, abbastanza scontata dato il tasso tecnico del torneo non certo elevatissimo.
E ora, come lo stesso ct Marco Bonitta (che lascerà la panchina al termine dei Giochi) ha dichiarato, si può finalmente pensare a Rio. Già, ma quale Italia vedremo in Brasile? Una cosa è certa: squadra che vince non si cambia. Anzi, squadra che conquista i Giochi olimpici non si tocca. Ecco perché il ct azzurro molto probabilmente confermerà il blocco di Ankara e di Tokyo ma, rispetto ai tornei in Turchia e Giappone, a Rio potrà contare solo su 12 atlete e quindi due tagli saranno inevitabili. Ma andiamo con ordine e proviamo a immedesimarci nel ct e nelle scelte che farà.Liberi
Qui la situazione è chiara: Monica De Gennaro. Il miglior libero dell’ultimo mondiale è ormai da anni una certezza a livello internazionale. Fortissima sia in ricezione che in difesa, “Moky” è un punto fermo della nazionale azzurra e avere in squadra uno dei liberi più forti e completi in circolazione è un vantaggio di non poco conto in ruolo chiave come quello della sceonda linea.
La sua vice sarà Imma Sirressi che ha vinto il ballottaggio con Stefania Sansonna. Massima stima e affetto per Imma, ma noi avremmo voluto vedere al suo posto Giulia Leonardi. E’ vero che lei non ha fatto parte del gruppo che ha staccato il pass per la rassegna a cinque cerchi, ma chi segue da vicino il campionato di Serie A1 sa di cosa stiamo parlando. La sua costanza di rendimento è impressionante e quello che si fa fatica a comprendere è perché non sia mai stata presa seriamente in considerazione, non solo da Bonitta ma neppure nelle precedenti gestioni Barbolini e Mencarelli. Ecco perché meriterebbe una chance…Alzatrici
Alzi la mano chi non vorrebbe vedere Eleonora Lo Bianco orchestrare il sestetto azzurro. Già, ma mettetevi pure il cuore in pace perché Leo ha detto “No grazie”. E come biasimarla? E’ vero che quella olimpica è l’unica medaglia che manca nel suo incredibile palmarès, ma le 36 primavere si fanno sentire eccome.
Non farà parte della spedizione nemmeno Francesca Ferretti, presente ad Ankara ma non a Tokyo per dei dissidi con il ct. La sua esperienza tornerebbe certamente utile alla causa azzurra però Bonitta non ha intenzione di perdonarla.
Fuori dai giochi anche Noemi Signorile, che ha rinunciato all’estate in nazionale dopo la complicata stagione vissuta a Novara.
E allora spazio alle “baby” Alessia Orro e Ofelia Malinov. Affidare le chiavi della regia in un torneo come quello olimpico a due teenager è un rischio non indifferente ma le due palleggiatrici del Club Italia, nonostante la giovanissima età, hanno già dimostrato un talento e una personalità fuori dal comune. Le sorti dell’Italia passeranno necessariamente dalle loro mani, speriamo non si brucino.Centrali
Qui i giochi sono chiusi: Martina Guiggi e Cristina Chirichella titolari, Anna Danesi in panca. Punto. Con buona pace per le speranze di Valentina Arrighetti e Raphaela Folie, che sono comunque dei signori, anzi, delle signore centrali.

Schiacciatrici
Partiamo da una certezza, dalla capitana, Antonella Del Core: classe, esperienza, qualità e quantità a servizio della squadra. Un’autentica leader capace di trascinare l’intera squadra nei momenti difficili. A Rio concluderà la sua straordinaria carriera e merita di farlo alla grande.
Francesca Piccinini: non è sicura del posto e a Tokyo non ha certamente brillato, però ricordiamoci che negli appuntamenti del genere conta soprattutto l’esperienza. Chiedete pure a Casalmaggiore come si vince la Champions League…
Alessia Gennari: attenzione perché la schiacciatrice della Foppapedretti Bergamo potrebbe essere un punto di riferimento del sestetto azzurro. In terra nipponica ha giocato col contagocce e sinceramente ci aspettavamo di vederla titolare alla luce dell’ottima seconda parte di stagione disputata in maglia rossoblù. Già perché a Bergamo Alessia è diventata una certezza in seconda linea giocando col sistema della ricezione a due accanto a Paola Cardullo. La sua esperienza e le qualità in seconda linea potrebbero fare la differenza.
Paola Egonu: personalità, sfrontatezza, talento, un braccio devastante… E poi può giocare anche in posto 2. Serve altro?
Miriam Sylla: discorso simile anche per il posto 4 della Foppa, ma più che altro è la sua grinta che serve a questa squadra. Non è sicura del posto, ma lo merita ampiamente.
Vista la concorrenza a Rio non vedremo Valentina Tirozzi. La capitana di Casalmaggiore è un’altra di quelle che meriterebbe di far parte della spedizione azzurra per come sta giocando. Purtroppo però i posti sono limitati.
La grande assente sarà invece Lucia Bosetti. Anche lei come la Ferretti è in rotta col ct per motivi non ben specificati. Certo, le alternative non mancano, ma Lucia è una giocatrice completa e la sua assenza alla fine potrebbe pesare.

Opposte
Un cantiere aperto. Serena Ortolani e Nadia Centoni non convincono fino in fondo. L’esclusione di Valentina Diouf ha fatto non poco rumore ma coach Bonitta avrà avuto le sue buone ragioni. Comunque saranno loro tre a giocarsi un posto. Sì perché la sensazione è che il ct potrebbe portarne solo una in modo da aprire un’ulteriore casella alla voce schiacciatrici, dato che all’occorrenza Egonu può tranquillamente giocare in posto 2.

Considerazioni più approfondite verranno fatte più avanti. Al momento ci siamo semplicemente limitati a giocare con i nomi di chi (non) ci sarà e di chi potrebbe (non) esserci in Brasile, nonché di vestire per un attimo i panni di ct. Le scelte, fortunatamente, non spettano a noi.
Ai Giochi di Rio mancano poco più di due mesi e ora come ora appare difficile inquadrare con accuratezza i contorni di questa Italia. Quel che è certo è che davanti alle azzurre ci sono 4/5 squadre (ed è lo stesso Bonitta ad ammetterlo) per cui sarà un’impresa giocarsi una medaglia. Tuttavia, la sensazione è che questa squadra possa farlo perché le qualità non mancano e la chiave potrebbe essere il giusto mix di giovani e delle più esperte, un mix potenzialmente devastante se amalgamato al punto giusto. Un affiatamento che avrà modo di consolidarsi ulteriormante nel corso prossimo World Grand Prix che farà da prova generale alla rassegna a cinque cerchi.

E vedrete che sarà l’Italia la vera mina vagante del torneo brasiliano.

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