Simona Gioli: “A 39 anni non mi fermo. A casa mia non ho i chiodi per appendere le scarpe”

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Simona-Gioli
A volte la carta d’identità ha un valore puramente simbolico, ed un esempio di questo tipo lo si ha con la pallavolista Simona Gioli che, intervistata dalla “Gazzetta dello Sport“, ha voluto esprimere tutto il suo amore per uno sport che è diventato la sua vita.
L’addio alla pallavolo? Non ho chiodi in casa per appendere le scarpe”. La giocatrice, per tre volte campione d’Italia, fra il 2002 e 2007, il prossimo settembre compirà 39 anni, ma a smettere non ci pensa proprio, anzi. “La storia piacevolmente continua visto che la speranza del prolungamento è diventata una gioia con la firma del contratto. Mi piace proseguire quel progetto che ha preso vita il primo anno, non con l’idea di diventare una corazzata bensì calcando ogni parquet lottando e togliendoci le nostre soddisfazioni. Come nell’ultima annata con una final four di Coppa Italia che abbiamo raggiunto battendo le future campionesse d’Italia di ConeglianoIn un contesto così particolare è necessario avanzare passo dopo passo senza alzare troppo l’asticella. E, nonostante il livello del torneo sia destinato ad salire ancora, penso che la società allestirà di nuovo una compagine combattiva e fastidiosa per tutti. Questa è la ragione che mi ha spinto al rinnovo”.
La giocatrice, poi, si sofferma su come lo sport, ed in questo caso la pallavolo, debbano essere vissuti: “Il volley non dev’essere vissuto solo come un lavoro, ma come una passione. Personalmente non sento l’età sul piano mentale e neppure su quello fisico, grazie indubbiamente alla genetica e agli ottimi preparatori che ho avuto, senza trascurare un pizzico di necessaria fortuna. Anche se in passato ho vinto molto a certi livelli, non devono mai mancare gli stimoli per dare il meglio seppur per raggiungere obiettivi diversi: sono fondamentali, perché timbrare il classico cartellino sarebbe la cosa peggiore”.

Non si può, poi, non soffermarsi sulle, oramai, imminenti Olimpiadi di Rio 2016, visto anche l’ottimo palmares della stessa Gioli, con anche due ori europei, nel 2007 e nel 2009, due coppe del Mondo, nel 2007 e 2011, e una Grand Champions Cup, questa volta datato 2009: “Un sogno che si realizza, soprattutto per le tante giovani che vivranno in prima persona una manifestazione così importante. A loro va un grossissimo in bocca al lupo, ci sono tante squadre attrezzate a cui però si può contrapporre un bel mix preparato dal c.t. quindi non poniamo limitiLa pallavolo si deve vivere con entusiasmo e sacrificio perché basta un attimo per passare dalle stelle alle stalle. E non c’è gioia più bella che tornare in alto dopo una delusione visto che gli alti e i bassi rientrano nella normalità, ma non bisogna considerare tutto perduto alla prima delusione. La mia erede? Non faccio nomi, ma nel mio ruolo ci sono molti elementi che nel corso degli anni saranno vincenti perché hanno caratteristiche tali da garantire il presente ma anche il futuro”. La parola fine, nella carriera di una campionessa, come Simona Gioli, pare essere ancora ben lontana dal trovare spazio. Per pensare a cosa fare da grande, quindi, c’è ancora tempo, tanto tempo.

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