Tragedia volley: la donna uccisa a Taranto era arbitro di pallavolo

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

tragedia volleyBrutta storia nel mondo della pallavolo, una vera tragedia volley quella che riguarda la donna picchiata e strangolata dal marito, Federica De Luca, era arbitro di pallavolo. Uccisa senza pietà assieme al suo bambino, il piccolo Andrea, da un uomo che a questo punto non si può neanche più considerare tale quando si arriva a una follia più che animalesca e si uccide solo per rabbia, senza motivo, e soprattutto senza alcuna pietà. Federica De Luca era arbitro dal 2011 e aveva arbitrato nell’ultima stagione il campionato di volley di serie B. Nel mondo del volley la donna era la referente della categoria arbitrale tarantino con il ruolo di fiduciario degli arbitri.

Tragedia volley: la coppia era in separazione

Da quanto emerge dalle indagini della polizia giudiziaria, la coppia era in fase di separazione, anche se non si erano presentati all’udienza in programma, cosa che ha allarmato familiari e conoscenti, nonché la polizia che ha predisposto l’entrata forzosa nel domicilio con l’ausilio dei vigili del fuoco. Da li la brutta scoperta del cadavere trivellato da colpi di pistola. Il marito ha poi ucciso anche il bambino prima di togliersi al vita anch’egli, non si è ancora capito per quali oscuri motivi.

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Tragedia volley: ennesimo femminicidio

Un altro femminicidio, periodo veramente brutto e che certamente non fa onore ne al genere umano ne tanto meno agli uomini, che spesso per futili motivi arrivano a commettere gesti bestiali come quelli che abbiamo dovuto vedere in questi ultimi giorni. Questa volta la tragedia coinvolge anche il mondo dello sport, del volley in particolare, che purtroppo rientra nella cronaca nera invece di trattare argomenti piacevoli come possono essere per l’appunto le manifestazioni sportive. Non può che essere in lutto la pallavolo italiana per questa tragedia, e non possiamo che sperare che cose di questo genere non avvengano più, perché doverle scrivere, e informare la gente, ha un peso non indifferente per chi scrive, per chi legge, ma soprattutto per chi ha perso una persona amata, che va via all’improvviso, senza ragione, e soprattutto senza alcun motivo valido, come non può essere mai valido un motivo che spinge un essere umano a ucciderne un altro. Si parla molto di evoluzione ma se i risultati sono questi forse può considerarsi più evoluto l’uomo delle caverna che quello cibernetico che ancora usa la violenza per risolvere le controversie.

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