Beach Volley in tilt: sciopero nel campionato italiano

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

beach volleyCrisi nel mondo del beach volley che risente fortemente della crisi economica che sta attanangliando l’Italia e l’Europa, tanto da far partire uno sciopero nel campionato nazionale. Le prime 7 coppie iscritte al campionato maschile per la tappa di Casal Velino, le migliori, danno forfait perdendo per 21-0, 21-0 a tavolino, e non si preannuncia nulla di buono per le altre tappe del torneo, ovvero San Teodoro (in Sardegna) e  Cervia. Eppure il beach volley italiano a livello sportivo vive forse il suo massimo splendore, in quanto la coppia femminile Menegatti-Orsi Toth ha battuto le campionesse brasiliane Larissa-Talita nella tappa del World Tour in Croazia e la selezione maschile ha le coppie Ranghieri-Carambula e Lupo-Nicolai sulla cresta dell’onda. IL problema è purtroppo non di natura tecnica ma di natura economica, e per quanto si possa amare questo sport se lo si prende come lavoro si ha bisogno dei mezzi di sussistenza, cosa su cui non si può proprio ovviare. Per ogni tappa il montepremi è passato da 10000 euro a soli 3000, il tutto nel totale silenzio della federazione sportiva che lascia atleti e coach di questo meraviglioso sport senza risposte e senza prospettive per il futuro.

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“Il montepremi per ogni tappa si è progressivamente eroso: prima 10 mila, 6, 5, fino a 3000 delle tappe attuali. Senza considerare che non abbiamo più l’ospitalità nelle varie tappe… A fronte del fatto che l’interesse per la disciplina sportiva è in certamente in crescita”.  (Dichiarazioni di alcuni beacher italiani riportate da gazzetta.it).

In Campania lo spettacolo è stato alquanto deprimente, ma purtroppo non si è potuto trovare altro epilogo vista la mancanza delle istituzioni sportive che invece di mediare per regalare al pubblico salernitano lo spettacolo che aspettava da tempo ha lasciato tutti alla mercè degli eventi.

Beach Volley: crisi nonostante il pubblico aumenti

Nonostante ci sia stato negli ultimi 10 anni un grosso aumento di popolarità per questo sport estivo, grazie anche ai notevoli chilometri di coste che la nostra Penisola può offrire e ai comuni marittimi che hanno ben gradito gli eventi sportivi nazionali di beach volley che hanno portato entusiasmo e soprattutto soldi alle attività limitrofe ai campi di gioco. Persino la Rai si è mobilitata per trasmettere gli incontri su Rai Sport, a dimostrazione di come ormai il volley da spiaggia sia entrato di diritto tra gli sport discretamente seguiti sia in Tv che dal vivo, ma questo non è bastato per attirare i fondi necessari per far fare il salto di qualità a livello economico a questa disciplina che in alcuni paesi marittimi, come il Brasile, è molto seguita e su cui si fanno molti investimenti.

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Beach Volley: gli sponsor forse non ci credono

Il problema in Italia dei fondi al beach volley potrebbe riguardare gli sponsor, sia federali che privati che probabilmente non credono negli investimenti in questa disciplina che seppur riuscita a decollare grazie al suo pubblico rimane ferma dal punto di vista monetario, non attirando sponsor che contano o che vogliano investire una grossa fetta del proprio capitale nel volley. Nonostante le olimpiadi alle porte il beach volley italiano professionistico rischia così di sparire.

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