Quando l’Italia viene chiamata a compiere miracoli, RISPONDE!

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

Alle 18:00 ora italiana, a Rio De Janeiro, si è svolta la semifinale di pallavolo maschile, che ha visto protagonisti Italia-Stati Uniti. Battuti già nel girone di qualificazione con il parziale di 3-1, gli statunitensi cercano la vittoria per poter accedere alla finale.
Dopo aver distrutto e annientata l’ Iran per 3-0, l’ Italia, è chiamata al miracolo: sconfiggere la madre della pallavolo, una nazione fortissima, che sta vincendo sempre più medaglie: Gli Stati Uniti.
Gli azzurri entrano in campo a muso duro e con la voglia di vincere e di stupire il proprio pubblico.
Inizia il primo set che vede subito protagonista la nostra nazionale, che dopo vari attacchi e azioni difensive riesce così ad aggiudicarsi il primo set, andando per ben 3 volte ai vantaggi, con il risultato di 30 – 28.
Il team stelle e strisce approfitta della pausa per riassestarsi e tornare all’ attacco. La pausa tra il primo e il secondo set è servita agli avversari per cambiare modulo e per provare a mettere l’ Italia in difficoltà.
Grandi risultati ottenuti: vincono il primo set per 28 a 26, ed il secondo , abbattendo tutte le barriere difensive italiane.  annientano gli attacchi degli attaccanti, umiliando la nazionale italiana per 25-9.
Quando l’ Italia viene chiamata al miracolo, risponde!.

Mister Blenghini non accetta che la squadra che allena si arrenda così e lasci il bottino in mano agli avversari e passa al contro attacco: dopo aver incoraggiato i suoi e ricordato a ogni singolo il proprio valore, decide di cambiare modulo.
Lo Zar raccoglie le forze e insieme a Simone Giannelli, Osmany Juantorena, Simone Buti, Massimo Colaci, Antonov e gli altri decidono di rimboccarsi le maniche e provare a rimanere a galla, vincendo il quarto set.
L’ impresa appare ai nostri eroi ardua, ma non impossibile.
Ivan Zaytsev, soprannominato oramai dai commentatori della RAI come Zar o braccio meccanico, gioca il set nel migliore dei modi; tanta bravura nell’ attaccare con schiacciate terribili, quanto nel difendere il proprio campo e , infine, usando la sua micidiale battuta.
Lo Zar, nella precedente partita, ha, infatti, superato il limite massimo della velocità della sfera in battuta, raggiungendo i 127 chilometri orari. La nazionale di pallavolo, sembra più che altro una nazionale di calcio. Possiede, infatti, un proprio regista, Giannelli, che come un gran fantasista , stile Pirlo, amministra gli attacchi di un esaltato Zaytsev; quest’ ultimo veste i panni di un grande attaccante, che con spirito di sacrificio, aiuta i suoi anche in copertura. A dare maggior spessore è il capitano, che riesce a piazzare la palla dove vuole e sbaglia raramente.
Nazionale italiana diversa a livello di età: troviamo Daniele Sottile, da una parte, classe 1979 e , dal polo opposto, Filippo Lanza, classe 1991. Italia diversa, ma allo stesso tempo omogenea, i ragazzi giocano in armonia, senza grandi difficoltà, e, dopo numerosi violenti attacchi e muri monumentali, riescono a portare a casa anche il terzo set, spinti anche dalla tifoseria , composta, non solo da italiani, ma anche dagli stessi brasiliani, i quali tifano la nazionale italiana e fischiano quella statunitense.
Così il cammino della nostra nazionale continua; mentre gli Stati Uniti lotteranno per la medaglia di bronzo, la squadra guidata da Blenghini gareggerà per quella d’oro, avendo già, in caso di sconfitta, quella di argento.
Non resta che augurare ai nostri un grande imbocca al lupo, mettetecela tutta, siamo fieri di voi!

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