Rio 2016, volley donne: Brasile e Russia fuori ai quarti, Guidetti nella storia

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

brasile
Si sono chiusi con due grandi sorprese i quarti di finale del torneo olimpico di volley femminile. A uscire clamorosamente di scena sono il Brasile padrone di casa e la Russia, rispettivamente per mano di Cina e Serbia.
La nazionale verdeoro ha ceduto al tie-break contro la Cina chiudendo di fatto un ciclo straordinario, dopo i due ori consecutivi vinti a Pechino e Londra. Finisce quindi in maniera quantomai amara la corsa alla tripletta a cinque cerchi, davanti ai propri tifosi nell’edizione di casa tanto attesa.
Delude nuovamente la Russia, travolta in soli tre set da un’ottima Serbia. Goncharova e compagne chiudono al quinto posto esattamente come quattro anni fa a Londra.
A giocarsi una medaglia saranno anche Stati Uniti e Olanda, vincitrici contro Giappone e Sud Corea.
Giovanni Guidetti riscrive la storia trascinando la sua Olanda per la prima volta in assoluto a una semifinale olimpica. Ma non solo. Infatti, il tecnico modenese è il primo allenatore italiano nel volley femminile ad arrivare tra le prime quattro in una rassegna a cinque cerchi.
Le semifinali, in programma oggi, vedranno di fronte Serbia e Stati Uniti, e a seguire Cina contro Olanda.

Olanda – Sud Corea 3-1 (25-19, 25-14, 23-25, 25-20)
Le “orange” partono subito forte dominando i primi due set con Slöetjes e Buijs sugli scudi, ben smarcate da una Dijkema abile a variare il gioco grazie alle buone percentuali in ricezione. Dall’altra parte della rete Kim Yeon-Koung predica nel deserto.
La reazione asiatica arriva nel terzo parziale con la onnipresente Kim e con un contrattacco pungente supportato da una difesa tornata finalmente su buoni livelli. Guidetti inserisce la capitana Grothues, al rientro dall’infortunio alla caviglia, ma la sostanza non cambia: le coreane riaprono la sfida.
Nella quarta frazione le vicecampionesse d’Europa tornano a spingere con gli attacchi di Slöetjes e i muri di Belien. Kim si spegne e la sua squadra crolla. Il punto della prima storica semifinale olimpica lo firma de Kruijf.

Stati Uniti – Giappone 3-0 (25-16, 25-23, 25-22)
Pronostico rispettato nella sfida tra le americane di Kiraly e le nipponiche di Manabe. Dopo un primo set dominato in tutti i fondamentali dalle campionesse del mondo, nei successivi due Kimura e compagne reggono alla grande il confronto contro lo squadrone a stelle strisce, cedendo solamente nella volata finale. Il sestetto statunitense continua a pagare la scarsa vena realizzativa di Murphy, con Kiraly che inspiegabilmente continua a preferirla alla giovane e talentuosa Lowe.

Russia – Serbia 0-3 (9-25, 22-25, 21-25)
Coach Marichev torna a schierare Kosianenko in cabina di regia, ma la sua squadra rimane con la testa e con le gambe negli spogliatoi. Bošković e Mihajlović fanno quello che vogliono e il set si chiude in appena 16 minuti con le campionesse d’Europa che si fermano incredibilmente a quota 9.
La ricezione russa continua a ballare anche nel secondo parziale. La formazione di Terzić prima scappa e poi tiene a distanza le avversarie fino alla fine del set quando uno scatto d’orgoglio di Kosheleva e compagne prova a riaprire i giochi, ma ormai è troppo tardi.
Nella terza frazione la manovra serba si fa più scontata con una Ognjenović poco lucida al palleggio. Il sestetto russo ringrazia e passa a condurre, ma è solo un fuoco di paglia. La Serbia si sveglia e torna a martellare da metà set in poi. La reazione russa non arriva e un errore in battuta di Malygina chiude le danze.

Brasile – Cina 2-3 (25-15, 23-25, 22-25, 25-22, 13-15)
Al Maracanazinho si consuma il dramma sportivo del Brasile, giunto ai quarti senza aver perso nemmeno un set, contro una Cina fin qui alquanto sottotono.
L’avvio delle vicecampionesse del mondo è da incubo, con una ricezione e un attacco imbarazzanti. Le padrone di casa scappano e amministrano agevolmente il vantaggio. Lang Ping cambia la diagonale inserendo Qiuyue Wei e Zhang Changning, ma la musica non cambia. Thaisa firma il 25-15.
L’allenatrice cinese ripropone la nuova diagonale anche nel secondo set, ma le bicampionesse olimpiche partono subito forte. Entra anche Yan Ni per al posto di un’impalpabile Yuan Xinyue e l’inerzia del match cambia. Le asiatiche impattano (11 pari). Si gioca punto a punto, ma un break verdeoro sembra chiudere il set (21-18). Il Maracanazinho è una bolgia. Entra Liu Xiaotong e la Cina rimonta. Il muro di Zhu Ting su Sheilla riporta la sfida in parità.
Nel terzo parziale a regnare è l’equilibrio. Sul 17 pari Zhu Ting e Yan Ni firmano l’allungo decisivo (18-21). Una scatenata Zhu Ting chiude il set e gela il Maracanazinho.
Nella quarta frazione la Cina è sempre avanti. Dagli spalti aleggia lo spettro dell’eliminazione, ma Natalia e Fé Garay tengono a galla il Brasile. Zé Roberto getta nella mischia Juciely al posto di Thaisa e le brasiliane rientrano in partita. La volata finale viene chiusa da Sheilla. Si va al tie-break.
Nel set decisivo le due squadre rispondono colpo su colpo. Al cambio campo la Cina è avanti 7-8. Fé Garay è l’ultima ad arrendersi (10-10), ma il break di Zhu Ting sa di condanna (10-12). Il braccio del sestetto di casa trema, Juciely e Sheilla sparano fuori il servizio. Zhu Ting non si fa pregare e con una pipe spedisce in frantumi il sogno brasiliano.

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