Rio 2016, volley donne: la finale è Cina-Serbia

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

serbia
Saranno la Cina di Jenny Lang Ping e la Serbia di Zoran Terzić a contendersi l’oro olimpico nella finale del torneo di volley femminile.
Nella prima semifinale la nazionale serba ha compiuto un’autentica impresa superando al ti-break gli Stati Uniti campioni del Mondo, centrando così la prima storica finale olimpica alla sua terza partecipazione.
Niente da fare dunque per lo squadrone a stelle e strisce, al quale non riesce la doppietta Mondiali-Olimpiadi, ma soprattutto dovrà attendere almeno altri quattro anni per mettere al collo il metallo più prezioso in una rassegna a cinque cerchi.
Nell’altra sfida tra Cina e Olanda è andata in scena una partita fantastica, equilibratissima e ricca di colpi di scena, degna rappresentazione di una semifinale olimpica. Nonostante la maratona dei quarti di finale in cui hanno fatto fuori il Brasile padrone di casa, le vicecampionesse del Mondo hanno sfoderato una prestazione non brillantissima ma estremamente concreta nei momenti cruciali. Di contro, le “orange” rimpiangeranno ancora a lungo gli errori gratuiti commessi nelle volate finali del primo e terzo set, persi poi ai vantaggi. Tuttavia, l’1-3 finale non scalfisce minimamente il capolavoro compiuto da Giovanni Guidetti alla guida di questo gruppo, che stasera avrà l’opportunità di giocarsi un bronzo comunque storico.

Stati Uniti – Serbia 2-3 (25-20, 17-25, 21-25, 25-16, 13-15)
Pronti via e la sfida si fa subito incandescente con due squadre che viaggiano a braccetto fino a metà del set quando è una scatenata Akinradewo a salire in cattedra. Le ottime percentuali in ricezione permettono a Glass di variare il gioco, mentre dall’altra parte della rete Ognjenović e compagne continuano a sbattere contro il granitico muro avversario (25-20).
Nel secondo set la Serbia alza il livello del proprio gioco forzando soprattutto in battuta. Le bordate dai nove metri di Mihajlović e gli ace di Rašić mettono in crisi la seconda linea statunitense, con Glass che fa una fatica tremenda a orchestrare il gioco. L’infortunio al ginocchio di Akinradewo permette alla formazione serba di pareggiare il conto dei set (17-25).
Il terzo parziale si apre con il sestetto di Kiraly incapace di riprendersi dall’infortunio occorso alla centrale hawaiana. Mihajlović e Bošković sono implacabili in attacco, mentre Rašić a muro è una saracinesca. I problemi in ricezione e gli errori al servizio delle americane firmano il sorpasso avversario (21-25).
Nella quarta frazione coach Kiraly rivoluziona il suo sestetto inserendo Lowe e Robinson al posto delle impalpabili Murphy e Hill. Le campionesse del Mondo non hanno più nulla da perdere e sfoderano sul taraflex del Maracanazinho tutto il proprio orgoglio. Harmotto e compagne non sbagliano un colpo e, complice anche un passaggio a vuoto della Serbia, trascinano il match al quinto e decisivo set (25-16).
Il momento di flessione serbo sembra trascinarsi anche nel tie-break. Adams e Larson sono implacabili, mentre il muro di Lowe su Mihajlović vale l’11-8 che sa di condanna. Sembra fatta, ma Bošković e Rašić non mollano un centimetro, mentre la pipe di Lowe finisce in rete per il 12 pari. L’errore in battuta di Adams regala il primo match-ball alla Serbia che chiude subito dopo con un contrattacco di Bošković (13-15).

TABELLINO
Stati Uniti – Serbia 2-3 (25-20, 17-25, 21-25, 25-16, 13-15)
Stati Uniti: Glass, Murphy 7, Hill 2, Larson 12, Adams 14, Akinradewo 8, Banwarth (L), Thompson, Lloyd, Lowe 13, Robinson 8, Harmotto 5. All. Karch Kiraly.
Serbia: Ognjenović 4, Bošković 20, Mihajlović 22, Malešević 1, Stevanović 6, Rašić 18, Popović (L), Živković, Brakočević, Buša, Veljković. N.e. Nikolić. All Zoran Terzić.


Cina – Olanda 3-1
(27-25, 23-25, 29-27, 25-23)
Le olandesi partono subito forte sfruttando la disastrosa ricezione avversaria. Lang Ping corre ai ripari cambiando la diagonale con l’inserimento di Yang e Ding. La mossa funziona e la Cina ricuce subito il gap grazie a una scatenata Zhu. Si gioca punto a punto fino al break asiatico che porta al 24-20. Le ragazze di Guidetti annullano quattro set-ball, ma le cinesi non sbagliano più nulla e chiudono ai vantaggi (27-25).
Nel secondo parziale Hui e compagne provano la fuga con una Zhu incontenibile, ma le “orange” non mollano e impattano a quota 13. Si viaggia a braccetto fino alla volata finale quando Guidetti getta nella mischia Plak al posto di Slöetjes. La neo schiacciatrice di Novara firma il break decisivo, mentre il muro di de Kruijf su Hui riporta la sfida in parità (23-25).
L’inerzia del match è ora di marca olandese. Gli attacchi di Buijs e le difese di Stam permettono una mini-fuga, ma le vicecampionesse del Mondo si rifanno ancora una volta sotto. Agli attacchi di Pietersen e Buijs risponde la solita Zhu. Il finale è incandescente: la Cina compie il sorpasso e conquista il primo set-ball (24-23), controsorpasso arancione con de Kruijf e Slöetjes (24-25). Si va ad oltranza fino all’errore in battuta di de Kruijf. Le asiatiche ringraziano e chiudono con la onnipresente Zhu (29-27).
La quarta frazione si apre con la formazione di Lang Ping desiderosa di chiudere la pratica. Guidetti corre ai ripari inserendo nuovamente Plak, questa volta al posto di Pietersen. L’ex posto quattro di Bergamo fa e disfa, con le cinesi che tentano la fuga decisiva. L’Olanda però non è ancora doma e prima impatta (14 pari), e poi sorpassa con Slöetjes (14-15). Il finale è al cardiopalma: la Cina piazza un break che sembra chiudere il discorso, ma le vicecampionesse d’Europa murano, difendono e colpiscono in contrattacco con Buijs (23 pari). Ma è il canto del cigno: le asiatiche arrivano al primo match-point e volano in finale con un attacco della capitana Hui (25-23).

TABELLINO
Cina – Olanda 3-1 (27-25, 23-25, 29-27, 25-23)
Cina: Wei, Zhang 6, Zhu 33, Hui 12, Yuan 8, Xu 3, Lin (L), Ding, Yang 2, Gong 8, Liu, Yan 5. All. Jenny Lang Ping.
Olanda: Dijkema 3, Slöetjes 19, Buijs 13, Pietersen 16, Belien 6, de Kruijf 13, Stam (L), Stoltenborg, Plak 13, Schoot, Grothues. N.e. Steenbergen. All. Giovanni Guidetti.

 

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