Speciale pallavolo maschile

Pubblicato il autore: matteo platania Segui

Prima di parlare della nazionale italiana di pallavolo maschile, che ha ottenuto l’argento in questa Olimpiade Rio 2016, facciamo un passo indietro.
Prima di questa medaglia ottenuta con fatica e sudore, la nazionale di pallavolo aveva ottenuto il bronzo alle Olimpiadi di Londra del 2012. Arrivata in semifinale, allenata da Mauro Berruto,la nazionale lottava per il terzo o il quarto posto: la posto in gioco era la medaglia di bronzo. Il mister aveva convocato Luigi Mastrangelo, Simone Parodi, Samuele Papi , Michał Łasko, Ivan Zaytsev, Dante Boninfante, Cristian Savani, Dragan Travica, Alessandro Fei, Emanuele Birarelli, Andrea Bari Andrea Giovi. Alcuni di questi nomi suonano familiari in quanto riconvocati in questa edizione.
Gli azzurri riuscirono nell’ impresa: vinsero contro la Bulgaria aggiudicandosi il primo set per 25-19, sconfitti nel secondo per 23-25, e, infine, riuscendo ad aggiudicarsi il terzo e il quarto set, abbattendo il muro bulgaro vincendo per 25-21 e 25-22.

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Per vedere l’ Italia, che arriva in finale, questa volta bisogna compiere un ulteriore passo indietro. Bisogna impostare l’ora della macchina del tempo al 2004 e come rotta Atene.
Se dovessimo compiere questo viaggio, noteremo subito delle somiglianze e differenze rispetto a Rio 2016: Protagonisti stavolta
Luigi Mastrangelo, Valerio Vermiglio, Samuele Papi, Andrea Sartoretti, Damiano Pippi, Andrea Giani, Alessandro Fei.
Era la nazionale guidata da Gianpaolo Montali.
Come a Rio, anche ad Atene incontrammo la nazionale Brasiliana, e come sempre fummo sconfitti in finale, ma non senza combattere
Gli avversari schierarono Andree Heller, Gilberto Godoy Filho, Andre Nascimento, Sergio Dutra Santos, Gustavo Endres,  Ricardo Garcia, Dante Guimaraes Amaral.
I brasiliani partirono in quinta, aggiundicandosi il primo punto in assoluto.
Gli azzurri non si scoraggiarono e cercarono di imporre il loro gioco.
Sul 5-5 la nazionale giallo-blu decise che era tempo di accelerare e iniziò pian piano a lasciare dietro di se gli avversari: cominciarono a seminare l’ Italia, incrementando il loro vantaggio prima di 3 punti, poi si portarono a 6 punti di differenza (12-18), successivamente a 9 punti ( 13-22).
Il primo set si concluse con un parziale di 25-15 per la nazionale allenata da Bernardo Rezende, soprannominato Bernardinho.
Il secondo set vede l’Italia in vantaggio ai primi punti, ma l’emozione azzurra dura poco: gli azzurri vengono rimontati dai brasiliani, cercano in tutti i modi di non farsi seminare.
Con grande difficoltà gli azzurri riescono a vincere il set per  26-24.
Il sogno azzurro si spegne al terzo set:  La squadra in maglia giallo-blu entra in campo con grande cattiveria e voglia di stupire, vuole vincere a tutti i costi e si vede. I brasiliani si aggiudicano il terzo set vincendo per 25-20.
Montali cerca in tutti i modi di incoraggiare i suoi e li incita alla rimonta.
Le sue parole sembrano aver avuto effetto sugli azzurri, ma, purtroppo è solo una sensazione tale resta.
Il quarto set è uno dei più bei set giocati: le squadre si sfidano a viso aperto. Si gioca un punto per parte.
Sul parziale di 24-22 per il Brasile finisce il sogno azzurro.
Dopo aver attaccato, non trovando il punto che avrebbe potuto riaprire la partita, l’ Italia si difende dalle schiacciate di Gilberto Godoy Filho: la prima viene neutralizzata dal muro, la seconda viene colpita male dal libero e Sartoretti, provano a correggere la direzione, commette invasione.
E’ oro per il Brasile.
Il detto vuole che, nello sport, ” la storia si ripete”, e per la nostra nazionale è stato così, sia a Rio sia ad Atene.
Speriamo che la storia, la prossima volta, prenda una strada diversa.

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