Volley, Zé Roberto: “La pressione sul mio Brasile sarà enorme”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Zé Roberto
Le Olimpiadi di Rio sono oramai ai nastri di partenza, anche se non tutto sembra filare liscio come l’olio: tra virus  e rilevanti (e ampiamente preventivabili) problemi organizzativi, il rischio di un mezzo flop è sempre più concreto e tangibile. Riuscirà la Nazionale brasiliana femminile di pallavolo a risollevare l’onore e l’umore di una patria intera? Zé Roberto, il c.t. delle ragazze carioca, ce lo spiega.

Zé Roberto sente la pressione

Forse pochi sanno che in Brasile non c’è solo il calcio. Certo, il futbol è senza ombra di dubbio lo sport più popolare e praticato: Pelè e Ronaldo sono dei veri e propri miti, dei mostri sacri quasi intoccabili, ma, udite udite, al gradino sotto c’è proprio il volley. La pallavolo è, infatti, il secondo sport per importanza, come ha sottolineato Zé Roberto:
Forse sarà l’Olimpiade più difficile della nostra vita perché giochiamo in casa, le aspettative della gente sono alte e veniamo da due successi. La pressione è forte, qui il volley è il secondo sport nazionale, ma è anche stimolante. L’atmosfera è completamente diversa da quella degli altri campionati, è particolare: l’energia, il clima, la gente, gli allenamenti… Tutto questo fa delle Olimpiadi la cosa più bella del mondo.” (La Gazzetta dello Sport)
Poi, una battuta sulla tanto criticata organizzazione olimpica:
Da quel che sto sentendo, tutto si è sistemato. La realtà è migliore di ciò che si racconta e non credo che ci saranno problemi, sono fiducioso. Noi dobbiamo entrare nel Villaggio il 2 agosto e la sicurezza sarà estrema. Loro sono preoccupati per quello che sta accadendo nel mondo e stanno facendo tutto il possibile per essere a posto.” (La Gazzetta dello Sport)

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Zé Roberto, la sua squadra e gli avversari

Zé Roberto è un allenatore vincente e su questo c’è molto poco da discutere. Il tecnico – che non è più un giovincello visto che ha 62 anni – trionfò con la Nazionale maschile alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, poi, con la nazionale brasiliana femminile, ha vinto a Pechino nel 2008 e a Londra nel 2012. Adesso, come è giusto, punta al triplete. Parlando del punto di forza della sue ragazze, Zé Roberto ha detto che esso è la squadra. Non abbiamo una giocatrice che decide della nostra vita. Puntiamo sui fondamentali, sulla velocità e sulla capacità di aggiustare il sistema difensivo contro ogni avversaria. (La Gazzetta dello Sport)
Poi, come è d’obbligo, c’è stata l’analisi sulle avversarie del suo Brasile:
Il Brasile è sempre la squadra da battere, possiamo lottare con tutti, ma non siamo i favoriti. Gli Stati Uniti sono un gradino sopra, per il resto dipende da quel che succederà. Nel nostro girone ci sono Sud Corea, Giappone, Russia, Argentina e Camerun, poi i quarti di finale saranno insidiosissimi. Le partite secche sono pericolose. Ci sono tante formazioni in crescita, cito la Serbia, la Cina, la Russia che comunque dipende da Kosheleva, che è una delle più forti schiacciatrici al mondo.” (La Gazzetta dello Sport)
Dunque, grande umiltà per il tecnico Zé Roberto. Riuscirà a portare a casa uno storico triplete?

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