Paola Egonu come Mimì Ayuara: “Voglio la perfezione”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

paola egonuTalento e potenza assieme, è questo Paola Egonu, schiacciatrice diciassettenne di Club Italia e della nazionale italiana, che dopo le prestazioni purtroppo non idilliache alle Olimpiadi di Rio 2016 ha portato a suon di punto, assieme alla compagna di squadra Alessia Orro l’Italia di Lucchi agli Europei 2017, che si racconta un po in un’intervista riportata da gazzetta.it, ricordando forse la sua schiacciata più potente, degna forse della ‘goccia di ciclone’ di Mimì Ayuara, capace di conquistare anche un coach all’apparenza duro come Diego Nacchi. In quell’occasione la giovane Paola stese la polacca Izabela Belcik:

“Ho pensato “non si sarà fatta nulla”, sono cose che possono capitare, ma poi mi sono andata a scusare, non pensavo…”.

Paola Egonu: “Sono grata al ct Bonitta”

Nonostante la brutta prestazione dell’Italia a Rio Paola non può non spezzare una lancia in favore dell’ex coach Bonitta, che ha avuto fiducia in lei e l’ha lanciata alla guida dell’attacco azzurro nonostante la giovanissima età:

“Io sono utile adesso, e grata al c.t. Marco Bonitta che ha così tanta fiducia in me. Darò una mano. Mica sono all’altezza dei Giochi Olimpici”.

Si mostrava con i piedi per terra prima del torneo di Tokyo la giovane schiacciatrice, che poi ha guidato l’attacco non solo in Giappone ma anche a Rio. Ma che dire della nuova avventura appena iniziata? Quella che ha visto l’Italia a punteggio pieno nelle qualificazioni agli europei proprio grazie ai punti della Egonu?

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“Che voto mi do? Un 6: sono andata bene in attacco, ma devo imparare a forzare la battuta e migliorare la difesa. Per me, che dopo 2-3 errori vado in palla, avere vicino compagne esperte, che ti guidano, ti incoraggiano e ti fanno da “mamme” è stato molto importante”.

Paola Egonu: “Con gli allenamenti e lo studio devo organizzarmi al meglio per fare tutto”

Continua la Egonu spiegando come sia dura far combaciare vita privata, studio e pallavolo, e un po come Mimì Ayuara deve sacrificare diverse cose per lo sport che ama:

 Con gli allenamenti e lo studio devo organizzarmi al meglio per fare tutto ma riesco a ritagliarmi anche il tempo per divertirmi con le amiche. Un fidanzato? Per ora non c’è. Sono un po’ preoccupata perché cominciare con due settimane di assenza non è il massimo, ma sono fortunata perché gli insegnanti non mi fanno pesare quello che faccio e se possibile mi vengono incontro. Poi, di mio, ci tengo a fare bene: sono una secchiona, fino a che non so tutto alla perfezione non sono contenta”.
In ultimo Paola parla anche del razzismo, latente ma che però ancora si respira in Italia:
 In Italia? C’è troppa chiusura. La gente giudica con gli occhi. Gli episodi di razzismo ci sono, ma non ci faccio caso e non ci penso: non vivi più altrimenti…”

Parole non di certo piacevoli da sentir dire, specialmente per una ragazza ‘italiana’ che cerca come molte altre di inserirsi nella società lavorando sodo e sudando per i colori azzurri. Quel che è certo è che Paola non può che essere un vanto per l’Italia, e prima o poi il razzismo, anche latente, non ci sarà più non solo nei suoi confronti ma nei confronti di tutti coloro che hanno scelto il nostro Paese e lavorano onestamente.

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