Auguri ad Andrea Lucchetta, un milione di questi palleggi

Pubblicato il autore: Marco Roberti

Andrea LucchettaBuon compleanno e un altro milione di questi palleggi ad Andrea Lucchetta. Il campione trevigiano di pallavolo spegne 54 candeline(visto che è nato il 25 novembre del 1962) riempite praticamente tutte da quello sport che gli ha dato giusta notorietà e che non vuole smettere di praticare e far praticare per trasmettere messaggi positivi a tutti i giovani sportivi. Perché Andrea Lucchetta una volta appese le scarpe(o le ginocchiere che dir si voglia) al chiodo non ha voluto abbandonare il campo rimanendo sempre in prima linea(da buon centrale) e sempre propositivo, all’attacco. Come commentatore esperto e istrionico certo, ma anche come protagonista del cartone Spike team e come promotore del progetto s3 dedicato a bambini e ragazzi. Queste due ultime attività incanalano le sue energie e le sue doti naturali di leadership e carisma nel ruolo dell’educatore. Intervenuto a Radio Sportiva ha parlato con orgoglio dei suoi incontri nelle scuole con oltre 200.000 ragazzi e oltre un milione di palleggi scambiati. Insegnare i fondamentali e crescere un passo alla volta come uomini, come squadra. Questo il messaggio di fondo anche del cartone prodotto da Rai fiction e Lucky dreams a tema pallavolo, incentrato sulla figura di Lucky, suo alter ego su piccolo schermo, ex campione di pallavolo e allenatore di una squadra di sei ragazze. Il cartone, arrivato alla seconda stagione, è stato anche insignito del premio FIABA nel 2013 dal MOIGE(movimento italiano genitori). Crescita individuale che porta a una crescita di tutta la squadra: queste basi lo hanno portato a diventare uno dei più forti pallavolisti italiani di sempre. Un percorso che lo ha portato sul tetto del mondo nel 1990 dando il via a quella serie di successi in campo mondiale della cosiddetta generazione di fenomeni. Un percorso cominciato agli inizi degli scatenati anni ottanta nella sua Treviso quando ancora non c’era nemmeno la sua caratteristica capigliatura a spazzola. Quella arrivò a Modena dove giocò dall’81. In Emilia-Romagna conobbe anche Julio Velasco, tecnico scappato dalla dittatura argentina che trovò qui il suo angolo di paradiso. Il dominio della squadra gialloblu fu inarrestabile grazie alla presenza di alcuni giocatori che costituirono l’ossatura della nazionale per il decennio successivo e oltre: Andrea Lucchetta, ma anche Luca Cantagalli, Lorenzo Bernardi e Fabio Vullo. E di qui all’azzurro il passo fu breve. Lucchetta fa il suo esordio in nazionale nel 1983 in una gara contro l’URSS; diventerà sempre più determinante come centrale e diventando anche capitano. Con quest’investitura portò la squadra a giocarsi e a vincere il primo Europeo della storia italiana nell’89 in Svezia. L’anno successivo fu però quello del trionfo mondiale in Brasile. Uno storico mondiale vinto battendo tra semifinale e finale i padroni di casa del Brasile e i favoriti cubani(che avevano sconfitto l’Italia nel girone con un secco 3-0). Nel cuore e negli occhi di tutti gli italiani però rimarrà scolpita l’ultima palla, quella decisiva, della semifinale al Maracanazinho, con una platea di spettatori avversari a tifare contro. Il palleggiatore Paolo Toffoli dovrebbe servire in banda Luca Cantagalli, ma decide invece di dare fiducia al primo tempo di Andrea Lucchetta. Quella decisione rimane nella leggenda, e dalla parte giusta, perché Lucchetta arma il suo braccio e mette a terra la palla della vittoria. Poi ci saranno 3 World League consecutive fino al 1992, lasciando la nazionale dopo ben 292 presenze. Il ritiro dalla pallavolo invece è datato 2000, ancora a Modena, suo grande trampolino di lancio. Ma solo con la pallavolo giocata appunto. Perché per il resto, Lucchetta ha ancora continuato a far sorridere e divertire con la sua presenza competente, appassionata e ricca di passione per questo sport.

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