Ivan Zaytsev: “Siate sempre voi stessi”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Ivan ZaytsevIvan Zaytsev è stato uno degli eroi dell’Italia Olimpica di Rio e il cosiddetto ‘effetto Zaytsev’ non è ancora terminato.

Ivan Zaytsev, campione semplice

Il pensiero del nostro campione va subito all’Olimpiade:
La semifinale contro gli Usa? Un’altalena di emozioni incredibile. L’abbiamo vissuta come in una bolla, isolati da calore, affetto, curiosità, tifo che provenivano dall’Italia. Man mano che vincevamo le partite ci raccontavano il “casino” che stava succedendo.”
Il volley l’ha appassionato, fin da quando era piccolo:
A casa, da ragazzino, si parlava di volley prima, durante, dopo gli allenamenti. Con un padre come il mio che mi diceva sempre “Palleggia, palleggia” ho iniziato da alzatore. Ho seguito i suoi consigli, poi a un tratto ho scelto di seguire il mio istinto, la passione, e diventare schiacciatore. Così sono arrivate tante soddisfazioni. Mio padre Vjačeslav con l’Urss ha vinto un’Olimpiade ed è stato eletto due volte miglior giocatore del mondo. Se da ragazzo mi fossi fermato davanti ai suoi trofei mi sarei detto: “Meglio andare a zappare la terra”. Voglio continuare a crescere e vincere con una società costruita per questo. Non sarà facile perché l’ambiente è particolare: dobbiamo solo sbloccarci, conquistare il primo trofeo con Perugia, quindi apriremo un bel ciclo.”

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Ivan Zaytsev e il futuro

Le strade di Lorenzo Bernardi e Ivan Zaytsev potrebbero incrociarsi, in futuro, e il nostro schiacciatore è felicissimo:
Nel 2009 ci incontrammo per la prima volta, ma non ci eravamo capiti. Ai tempi “Lollo” aveva un carattere intrattabile e doveva crescere come allenatore, l’ha fatto girando il mondo. Io pure ho fatto un percorso. Adesso ci siamo ritrovati nel campionato più bello di tutti. Bernardi è un vincente di natura e vuole riassaporare il sapore del successo come coach. È stato il più forte nel suo ruolo, che poi è anche il mio. Certo per me ogni giorno in allenamento è come avere una scimmia attaccata alla spalla che mi dice cosa devo fare.”

Sulla recente sconfitta Lollo ha detto che dobbiamo essere più cinici, avere più cuore e più palle per chiudere queste partite. Abbiamo mollato con la testa. Dobbiamo crescere. Da qui alla fine del campionato rivedremo Modena e ci rifaremo. La prossima di Superlega affronteremo Civitanova, al momento la squadra che gioca la miglior pallavolo. Sono in forma in vista delle Final Four di Coppa Italia: speriamo facciano bene, così magari sbragano e noi potremo approfittarne. A parte gli scherzi dovremo prepararci al meglio, e la partita difficile di Champions in Russia della prossima settimana servirà anche a questo.

Infine, un messaggio paternalistico ai giovani:
Siate sempre voi stessi con amore e passione. All’inizio soprattutto il volley è divertimento e condivisione con i compagni, fiducia reciproca, non si vince da soli in questo sport. Ho fatto tanti errori nella mia vita, dicendo sempre ciò che pensavo, ma non ne rimpiango nessuno perché anche tramite quelli sono arrivato a una maturazione sportiva, professionale e familiare.”
Insomma, Ivan Zaytsev dopo l’Olimpiade di Rio è diventato il simbolo del volley nostrano, l’uomo copertina per questo sport ancora troppo (purtroppo) di nicchia.

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