Julio Velasco, storia di un filosofo della pallavolo

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui


Julio Velasco
è senza ombra di dubbio uno dei migliori allenatori della pallavolo in circolazione che oltre ad avere collezionato successi, ha anche fatto di questo sport una filosofia ed uno vero e proprio stile di vita di chi ha avuto modo di condivevere con l’argentino parte del proprio percorso lavorativo. In una lunga intervista rilasciata ai colleghi del Sussidiario, il tecnico di La Plata spiega come giudica la situazione del pallavolo italiano: “Il movimento della pallavolo italiano maschile e femminile di vertice sta andando molto bene da tempo. E’ al primo livello sia a livello di nazionale che di club. Malgrado la crisi ci sono dei validi sponsor, una grande organizzazione, una Federazione e una Lega che funzionano. Dove invece ci sono problemi è per le piccole società che hanno sempre più difficoltà a trovare risorse e hanno troppe spesse. Ci sono società che chiudono o che si ridimensionano per questo motivo. In campo maschile c’è molto equilibrio tra le migliori squadre del campionato. Ci sono quattro formazioni in grado di vincere lo scudetto e sono Civitanova, Modena, Perugia, Trento. Per quanto riguarda il campionato femminile non sono così informato”

Oltre al campionato italiano, Julio Velasco dice la sua anche sul momento del volley internazionale: “Credo bisogna lavorare su due fronti contemporaneamente. Il primo è quello di continuare a migliorare i grandi eventi: la qualità, la quantità di pubblico e la diffusione televisiva. Poi, però, bisogna lavorare per rendere sempre più popolare la pallavolo, come si fa col calcio. Il calcio è sempre stato popolare perchè tutti i maschi hanno giocato a calcio. Non importa se bene o così, così, pero hanno giocato. Per questo è così popolare. Per questo dopo si crea il fenomeno della Champions League. Bisogna che ci sia una grande pratica della pallavolo a livello mondiale. La pallavolo ha in vantaggio su altri sport che è il primo praticato tra le donne. A livello giovanile è molto praticato. Bisognerebbe che continuasse a essere così anche tra le mamme, anche in età più avanzata. Bisogna che la pratica della pallavolo sia sempre più grande”

Julio Velasco e  la sua generazione dei fenomeni: “qualcosa che è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati di pallavolo. Quando si parla de “La generazione dei fenomeni”, si parla di giocatori molto forti, che io ho allenato. Bisogna fare però una precisazione questi giocatori avevano il merito di allenarsi moltissimo, di acquisire delle idee, di avere voglia di andare oltre i limiti, di imparare sempre. Parlare di fenomeni da un’idea sbagliata. Come se in realtà non ci fosse un granché d’imparare perché quello che hanno fatto è stato perché erano fenomeni”.

Julio Velasco ha avuto anche l’idea della nascita del “Club Italia”. Da lì vennero fuori alcune campionesse del Mondiale 2002. “In realtà non fui io il primo a portare avanti l’idea del “Club Italia”. Fu Marco Aurelio Motta, allenatore brasiliano della Nazionale Italiana femminile degli anni 90. Una cosa alla fine molto buona, molto positiva per tutto il movimento femminile del volley”.

 

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