Le quattro cose che ci ha lasciato la Del Monte Coppa Italia di Volley

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


Circa sette ore di volley in due giorni: 
la Del Monte Coppa Italia ha costretto gli appassionati a una vera e propria maratona pallavolistica. Ma chi si è cimentato nell’impresa, a dire la verità molto meno impegnativa di quella compiuta dai tanti campioni presenti sul campo a Casalecchio di Reno, non è rimasto affatto deluso. Ed ecco, a bocce ferme, cosa ci ha lasciato questa due giorni di grande pallavolo.

Del Monte Coppa Italia Volley: sul filo sottile dell’equilibrio

Sette ore di pallavolo, e il calcolo è fatto per difetto. Tradotto, sono stati giocati ben 14 set in tre partite. Il segnale che c’è stato un equilibrio totale, nonostante il valore delle squadre non fosse omogeneo. Il carattere e il coraggio delle sfavorite in alcuni casi ha fatto la differenza. Ogni set è stato diverso dal precedente. E la dimostrazione l’ha data la prima semifinale sin da subito: nel primo parziale la Lube Civitanova si è imposta con uno schiacciante 25-12. Ma quella che a quel punto poteva sembrare una passeggiata per gli uomini di Blengini si è rivelata una gara ostica ongi oltre previsione. La LPR si è presa il secondo set per 23-25, e il quarto per 24-26(in mezzo un altro set stravinto da Civitanova per 25-15). Il tie break infine è stato sudato fino all’ultimo punto con un Hernandez in grado di mettere a referto 31 punti(praticamente il 50% di quelli totali). Trento invece è riuscita nell’intento di sovvertire il pronostico che lo dava leggermente indietro nei confronti di Modena. La squadra di Piazza effettivamente ha condotto la partita per ampi tratti del match. L’equilibrio è però stato qui assoluto: a parte il terzo set, tutti gli altri sono stati vinti con uno scarto minimo di 2 punti(con un incredibile 28-30 in favore della Diatec nel quarto). Nel momento più difficile Angelo Lorenzetti ha saputo compattare i suoi e spingerli a dare il meglio. E ci è riuscito. Un po meno in finale, dove dal terzo set in poi la Lube ha accelerato vincendo meritatamente.

Del Monte coppa Italia: l’importanza di essere Sokolov

Due anni di esilio volontario ad Ankara e il ritorno in Italia alla Lube Banca Marche. Cvetan Sokolov è tornato quello di prima, anzi più forte di prima. E la due giorni di coppa Italia lo ha dimostrato. Un mostruoso score: 52 punti in 2 partite; 32 nella semifinale contro Piacenza e 20 contro Trento in finale. La sua grinta ha impressionato particolarmente. La sua espressione, la faccia deformata in un ghigno quasi animalesco di chi deve guidare i suoi alla vittoria e deve incutere vero terrore negli avversari. Parallela, diagonale, tocchi morbidi per ingannare il muro: il repertorio dell’opposto bulgaro è pressoché infinito e questo disorienta gli avversari  e li stordisce. Uno spettacolo vederlo giocare. Se la coppa va nelle Marche, le sue mani ce l’hanno sospinta a forza.

Del Monte coppa Italia: Modena non si ripete

Non c’è due senza tre. O almeno così speravano in quel di Modena. L’Azimut, bicampione in carica, arrivava sulla scorta del successo contro Perugia e sembrava, dopo Civitanova, l’indiziata principale alla vittoria. Invece ha dovuto cedere già in semifinale all’ottima Diatec, guidata dall’ex Angelo Lorenzetti(lui sì per il terzo anno di fila almeno in finale della Del Monte coppa Italia). Una battaglia infinita durata 5 set e oltre due ore e mezzo. E qualche rimpianto: perché nel momento decisivo del quarto set, quando Vettori e company erano in vantaggio hanno mollato fatalmente la presa consentendo il ritorno di Trento con Giannelli in testa. La trasferta, non troppo lunga, dei gialloblu verrà quindi ricordata soprattutto per l’estrosa capigliatura di Ngapeth con due strisce colorate di giallo e di blu. Ma è servita a poco. Ma per gli uomini di Piazza è tempo di pensare al campionato dove potrebbe già nel prossimo turno approfittare dello scontro diretto tra Perugia e Civitanova.

Del Monte coppa Italia: sorride la nazionale

Gianlorenzo Blengini al termine di questo intenso weekend può sorridere doppiamente. Il primo motivo, ovviamente, è per la conquista della coppa Italia. Il secondo è un sorriso più a lungo termine perché in questi due giorni ha potuto vedere da vicino tanti italiani in campo che si sono ben distinti e che potrà convocare in nazionale. Tra i suoi impossibile non citare Juantoreina, mostruoso anche in pipe, vera arma a sorpresa di Christienson per scardinare la difesa avversaria. Come anche Kovar che, se decidesse di tornare in nazionale dopo il suo lungo infortunio, rappresenterebbe sicuramente uno dei jolly del gruppo. A Trento finalista ha giocato e incantato ancora una volta Simone Giannelli, palleggiatore dal tocco purissimo e dal talento sublime. Classe ’96, ma già può guardare in faccia tutti i più grandi del ruolo a livello europeo. Filippo Lanza, sempre nella Diatec ha tirato fuori una grandissima prestazione in semifinale con 23 punti e il 56% in attacco. Colaci ha ricevuto e difeso da par suo e Mazzone ha all’attivo un muro decisivo nel secondo set. Modena, pur fermata in semifinale ha proposto tra gli altri uno smagliante Luca Vettori che ha attaccato con continuità e precisione. Al centro è stata in crescendo la prova di Matteo Piano, mentre Rossini ha avuto il 75% di ricezione positiva. Insomma ad alti livelli gli azzurri si sono confermati. Ah, e all’appello mancava un certo Ivan Zaytsev.

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