Azimut Modena Volley: Piazza lascia, tocca a Tubertini

Pubblicato il autore: Andrea Malavolti Segui

“E adesso fate voi se siete capaci”. Potrebbe essere questo il tra le righe contenuto nello scarno comunicato diramato nella tarda serata di ieri dalla società Modena Volley, nel quale è stata annunciata la rescissione consensuale del rapporto con l’allenatore Roberto Piazza (nella foto). Un rapporto nel quale, almeno in apparenza, non è mai venuta a mancare la fiducia reciproca, nemmeno nel momento dell’addio. “Questa è una giornata difficile – ha dichiarato non certo a caso la presidente Catia Pedrini – dove ci siamo trovati a dover prendere decisioni sofferte. Stimo e ammiro il lavoro svolto da Roberto Piazza, la dedizione e i sacrifici fatti fino ad oggi con e per il Modena Volley”. Nella riga successiva si cela forse il messaggio nascosto, perché non si fa menzione di altri nomi per la panchina e si lascia la squadra a Lorenzo Tubertini. Forse non sarà così fino alla fine dell’anno (Andrea Giani è già stato contattato e avrebbe dato la sua disponibilità) ma sicuramente lo sarà per qualche giornata di campionato. Anche per fare in modo che una squadra che non è mai riuscita a diventare tale inizi a prendersi le proprie responsabilità.

Leggi anche:  Champions league pallavolo femminile: bolla di Nantes per Conegliano, ecco il programma

Quando è crollato il castello

Il castello è crollato prima della sconfitta contro la Calzedonia Verona, nella partita di Coppa Italia persa contro Trento, un ko ingigantito forse oltre le reali proporzioni: ma l’Azimut era un castello di carte ormai senza basi da diversi turni, la cui fragilità era già stata comprovata da pesanti indizi fin dalle sconfitte con Monza, Molfetta, Ravenna e altre. Alla fine paga sempre lui, l’allenatore, in questo caso Roberto Piazza: per responsabilità sicuramente sue, quali il non essere riuscito a dare un’impronta decisa e precisa a una squadra priva di amalgama dopo le partenze dei brasiliani e della panchina e per la totale assenza di uno spirito di sacrificio unitario. Ma è chiaro che dietro ei dimissioni (o esonero che dir si voglia) del tecnico parmense si cela anche uno spogliatoio mai diviso come oggi e nel quale vari elementi, evidentemente, hanno se non auspicato se non altro non osteggiato l’allontanamento del coach. Incapacità di Piazza di riuscire a invertire la rotta, senza dubbio, e non riuscire a convincere gli scettici che ascoltavano i suoi discorsi e le sue direttive nello spogliatoio. Ma è responsabilità della squadra, adesso, dimostrare di essere in grado di compattarsi, ossia chiarire se il problema fosse davvero Roberto Piazza. Tubertini conosce benissimo i suoi ragazzi ma è alla prima esperienza su una panchina così importante, e avrà bisogno dell’aiuto di tutti per riuscire nell’impresa di riportare in alto una formazione che sta rendendo ben al di sotto delle aspettative anche alla luce dei soldi spesi in estate. Una scelta, quella della Pedrini e di Sartoretti che, comunque la si voglia leggere, mette sulle spalle dei campioni dell’Azimut il peso di quanto accadrà da qui in avanti, se non di ciò che è accaduto finora. Rimarrà Tubertini? Arriverà Giani? Modena tenterà l’assalto a Stoytchev? Per ora l’ipotesi più probabile sembra la prima, proprio per fare in modo che e compagni siano pienamente consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità.

  •   
  •  
  •  
  •