Eleonora Lo Bianco, una leggenda della pallavolo

Pubblicato il autore: Morgana Corti Segui

Volley donne
Chi di voi, amanti e non della pallavolo, a 37 anni non vorrebbe giocare ancora ad alti livelli? Nella Lega Pallavolo Serie A Femminile come in quella maschile ci sono giocatori che hanno vinto quasi tutto eppure sono ancora in forma e spesso occupano ancora il ruolo di titolari nella propria squadra.
Pochi giorni fa abbiamo parlato del fenomeno Samuele Papi, ora perché non omaggiare una grande giocatrice della storia pallavolistica italiana? Stiamo parlando di una pallavolista che conoscono quasi tutti, anche i meno esperti, proprio lei Eleonora Lo Bianco.

Una vita passata a giocare a pallavolo, ma soprattutto una vita nella Foppapedretti Bergamo.
Eleonora ha iniziato a giocare nella Pallavolo Omegna nel 1994 debuttando in serie C a soli 15 anni e ottenendo negli anni successivi due promozioni in B. Dal 1998 inizia a giocare con il Club Italia e ha esordito in nazionale. In una recente intervista ha ricordato come sia cambiato il modo di lavorare del Club ItaliaÈ stata una parte fondamentale del mio passato, ma allora era gestito diversamente rispetto ad oggi. Era una nazionale permanente che non disputava nessun campionato. È un percorso sicuramente importante, ma dovranno confrontarsi con le responsabilità del club; sono comunque il futuro della nostra Nazionale.
Nel 1999-2000 ha debuttato in serie A2 con il FV Busto Arsizio, mentre l’anno dopo è arrivato il debutto in serie A1 con la maglia del Teodora Ravenna. Poi il passaggio a Jesi nel 2002-2003, qui vi rimane fino al 2005 quando  verrà ingaggiata dalla Foppapedretti Bergamo. Dal 2005-2006 alla stagione 2010-2011 rimane tra le file rossoblú e vince un sacco di trofei: 2 Campionati Italiani, 3 Coppa Italia ( l’ultima nella scorsa stagione), 3 Champions League.

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Eleonora lo Bianco ha dovuto affrontare anche una malattia, nella stagione 2010-11 le era stato diagnosticato un tumore al seno, viene subito operata e per fortuna l’intervento riesce, pochi mesi dopo l’operazione è tornata subito ad allenarsi. Queste le sue parole a riguardo “Quando uno mi chiede qual’è la vittoria più bella della mia vita, la risposta è sempre questa : il modo con il quale ho affrontato la malattia. ” Dopo la malattia decide che è ora di un’esperienza all’estero e viene ingaggiata dal Galatasaray, dove gioca per tre anni e poi passa al Fenerbahçe dove conquista il Campionato Turco e la Coppa di Turchia.
In seguito ecco il ritorno in Italia proprio nella sua Bergamo con la quale ha conquistato tutti i trofei. Il tecnico Lavarini l’ha voluta fortemente e spesso Leo è titolare in molte partite, dimostrando ancora oggi quanto si diverta ad alzare i palloni alle proprie compagne, dimostrando con i fatti che l’età conta fino ad un certo punto ma soprattutto quanto per lei sia ancora bello giocare a pallavolo.
Ma Leo Lo Bianco ha anche una grande carriera in Nazionale Maggiore. Nel 2016 a Rio ha disputato la sua quinta Olimpiade. Ben 544 presenze con la maglia azzurra, un piccolo record perché al momento è la giocatrice con più presenze in qualsiasi squadra della Nazionale, sia maschile che femminile.
Questo il suo Palmarès: 2 argento agli europei, 1 oro Mondiali, 2 argenti World Grand Prix, 4 bronzi alla World Grand Prix, 2 ori ai Campionati Europei, 2 ori nella Coppa del Mondo e numerosi premi individuali.  Le eredi ci sono, la Nazionale per il mio fisico è troppo impegnativa. Il futuro è nelle mani di Orro e Malinov” queste le parole alla fine della sua esperienza a Rio, l’unica medaglia che le manca è proprio quella olimpica.

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Eleonora Lo Bianco è un’esempio per molte ragazzine. Di solito il ruolo del palleggiatore è quello più odiato da tutti. La domanda è perchè? “Perchè non attacchi” ti rispondono quasi tutti gli atleti nelle giovanili, ma solo con il passare degli anni capiscono che alla fine gira tutto attorno al palleggiatore, lui sceglie a chi dare la palla, corre per il campo, alza, tocca ad ogni azione almeno una volta il pallone ed alla fine anche se non fa punto una parte del merito va anche a lui, un ruolo come dice Lo Bianco in cui ” c’è bisogno di testa, consapevolezza e lucidità“.

Chi vi scrive ha iniziato a giocare a pallavolo quando la Leo era nel Ravenna. Come lei sono una palleggiatrice, ognuno di noi nel proprio sport ha un mito e lei è tutt’ora il mio mito. Grazie ad alcune persone sono riuscita a conoscerla, come la vedete in campo è anche fuori, una persona molto riservata che non ama far parlare di sè, gentile, umile ma soprattutto vederla giocare è ogni volta un’emozione unica, la passione che ci mette quando gioca è incredibile. E allora cari e care futuri pallavolisti, perché non prendere esempio da una campionessa indiscussa come lei ? Magari un giorno saremo qui a parlare di voi, come ora stiamo parlando di una grande giocatrice che è il simbolo della Pallavolo Italiana.

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