Verona: la rinascita targata Grbic

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Era il 14 dicembre dell’anno scorso quando, a seguito della batosta casalinga in coppa Italia contro Sora, la Calzedonia Verona lasciava la competizione e Andrea Giani la guida tecnica della squadra. Dimissioni accettate il giorno dopo dalla società che sapeva di attraversare un momento nerissimo della stagione e consapevole che doveva dare allora la svolta. Una stagione che non era cominciata male(con 6 vittorie e 18 punti conquistati nelle prime sette giornate di superlega), ma che stava prendendo una china decisamente sfavorevole: perché nelle successive cinque partite erano arrivate altrettante sconfitte con un solo punto conquistato(portando Vibo al tie-break). E inoltre la squadra era sfiduciata e non giocava secondo quelle che erano le sue potenzialità: Djuric era irriconoscibile e Baranowicz riceveva critiche, giustificate e non, a profusione, alcune anche pesanti. Così il presidente Magrini decise di affidarsi a un uomo di grande carattere: Nikola Grbic, passato da giocatore (in gran parte in Italia) e un presente da allenatore già di successo. Tecnico con un passato a Perugia nella Sir, Grbic accettava entusiasta la proposta, ben consapevole del grande lavoro che lo avrebbe atteso. Un lavoro del quale i risultati si sono visti in fretta. Verona ha cominciato a inanellare vittorie su vittorie, corredate da prestazioni in continuo crescendo. Dall’insediamento del tecnico serbo il 20 dicembre, Verona non ha infatti più sbagliato un colpo. Cominciando dalla terza giornata di ritorno nel giorno di santo Stefano in cui a Verona la LPR Piacenza veniva schiantata per 3-0 grazie alla museruola messa a Hernandez mai così tanto in difficoltà in stagione come in quella partita(che chiuse con soli 10 punti, peggior risultato finora per lui). E i gialloblu non si sono più fermati mettendo in fila in ordine cronologico Monza, Ravenna, Sora e Milano. Un percorso netto con 15 set vinti e solamente 2 lasciati agli avversari(a Milano e Sora). In tutto ciò un giocatore fondamentale è risultato subito quel Luigi Randazzo arrivato in prestito dalla Lube e subito titolare a fianco di Kovacevic. Il suo arrivo era passato un po’ inosservato, ma il giovane(classe ’94) martello italiano si è subito imposto scalando le gerarchie per la sua determinazione e la sua completezza in tutti i fondamentali. E di pari passo sono schizzate in alto le prestazioni anche di Kovacevic, Djuric(non sempre precisissimo, ma sopra i 15 punti a partita ogni volta), Baranowicz e Anzani. E al primo grande banco di prova, Verona dà prova della sua ritrovata unità. Di fronte i campioni d’Italia di Modena. Che vengono spazzati via da una prova mostruosa degli uomini di Grbic. Tre set a zero rendono meglio l’idea di qualsiasi altro commento. La squadra che aveva fatto cominciare la crisi della Blu Volley, ora ne suggella il ritorno in grande stile. Giocano tutti bene e il Palaolimpia applaude convinta ogni intervento dei propri beniamini. Nel terzo set gli ospiti hanno un ultimo scatto d’orgoglio, arrivando a pareggiare il conto. Ma Djuric soffoca le ambizione avversarie di riaprire il match. E ora Verona ha solamente due punti di ritardo da Modena quarta e cinque da Perugia terza: squadre che fino a inizio gennaio sembravano una spanna avanti. Ora però le parole di tutti, dal tecnico ai giocatori, vanno in un’unica direzione: puntare ai playoff e giocarsi tutte le carte. Verona è in rinascita. E il bello arriva ora.

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