Volley. Così è iniziata la nuova vita di Tifanny ex Rodrigo: con il Golem Volley Palmi l’orgoglio di essere donna!

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Foto da Il Quotidiano

Data importantissima quella del 19 febbraio 2017 per la brasiliana Tifanny Pereira de Abreu: è la data della sua prima partita di volley disputata da “donna”!
Sì, proprio così! Perché fino ad allora Tifanny era stata Rodrigo ed era stata protagonista, e con buoni risultati, di partite di volley maschili.
Il Golem Volley Palmi della Serie A – 2, l’ha accolta tra i ranghi consapevole del clamore che avrebbe suscitato la sua presenza sul parquet.
Sulle pagine della “Gazzetta dello Sport”, Tifanny si confessa a cuore aperto, non tralasciando di raccontare aspetti intimi della sua particolare esperienza di vita perché ora è felice, vive la sua femminilità senza doversi nascondere, è fidanzata con un nazionale belga di judo ed ha lo scopo di portare il Palmi in Serie A – 1.
E la popolarità che le sta regalando la sua vicenda personale non la turba più di tanto: “Ogni sportivo vuole diventare famoso, a me è capitato tutto in una volta. Non so cosa pensare , sono stata sempre timida”, queste le sue prime parole dette ridendo.
L’intervista è continuata con la rivelazione da parte di Tifanny di non aver mai tentato di nascondere la sua femminilità, neanche quando era ancora uomo: “Un po’ lo facevo per scherzo, un po’ per provocare. Mi capitava di truccarmi, di mettere accessori o vestiti da donna. Sono stata sempre femminile, tutti lo vedevano”.
Non nasconde, Tifanny, neanche i problemi legati alla sua indole che ha dovuto affrontare: “Mi voleva il Pinheiros, ma quando mi hanno vista mi hanno scartata subito. Forse c’entrava il mio aspetto. Così sono andata all’Americana”.

Tifanny: la nuova vita inizia a Palmi

Tifanny prosegue il racconto della sua vita rivelando di avere più volte pensato di ritirarsi dallo sport attivo fin quando non è approdata con il Foz de Iguacu in Superliga, il massimo campionato brasiliano: “L’allenatore non mi voleva, aveva paura che creassi problemi. Eppure ho giocato, e alla prima partita di Superliga nel 2007 contro il Maringà, ho fatto 28 punti, proprio come domenica qui col Palmi. A Foz ho affrontato anche Bruninho e Lucao col Florianopolis. Alla fine l’allenatore si è innamorato di me. Come pallavolista intendo”.
Mai contenta di sé e inquieta più che mai, Tifanny ha cominciato a vagare per il mondo, approdando in Portogallo nell’Esmoriz, in Spagna nel Caravaca de la Cruz, in Francia nell’Asnieres, di nuovo in Spagna nel Siviglia, fino ad arrivare in Belgio nell’Herk-de-Stad. “E lì ho detto basta. Basta far finta di essere uomo. Il che ovviamente significava anche smettere di essere professionista”. Ma l’amore per il volley era troppo forte e per questo è andata all’Us Amsterdam nella terza serie olandese. “Ragazzi io sono Tifanny, sono donna, ma devo giocare con gli uomini”, avrebbe detto agli olandesi, che avrebbero risposto: “A noi va bene così”.
Quello per Tifanny è stato uno dei giorni più belli della sua vita, perché il più bello in assoluto rivela: “E’ stato quando mia mamma mi ha detto: ‘Per me non cambia niente, ti amo perché sei tu’. In quello stesso anno, nel 2013, ho cominciato con gli ormoni e per la prima volta ho chiesto di fare la doccia sola. Poi a fine 2014, l’intervento”.
L’approdo a Palmi ha coinciso con l’arrivo del passaporto nuovo con il nome Tifanny. Questo le ha permesso, assieme alla certificazione della Fivb, di poter gareggiare nel campionato femminile e di ricominciare a vivere la sua nuova vita, quella vera da donna.
Ma non mancano le polemiche, con qualcuno che parla di campionato falsato: “Chi non capisce critica”, replica Tifanny: “Ma io sono questa, non faccio nulla di sbagliato. E vorrei essere rispettata”.
E a Palmi la rispettano, come è giusto che sia, anche per il coraggio che ha avuto nel coronare il sogno che la natura voleva negarle!

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