Esclusiva SN – Eleonora Lo Bianco: “Lavoro e concentrazione armi vincenti. Su Rio nessun rimpianto”

Pubblicato il autore: Morgana Corti Segui

La Regular Season del campionato di Lega volley Femminile A1 volge al termine e lo fa nel modo più spettacolare ed emozionante: la griglia dei playoff scudetto si deciderà solo nell’ultima partita. La Foppapedretti Bergamo nonostante la sconfitta contro il Neruda Bolzano ha blindato il quarto posto e sabato al PalaNorda aspetterà la prima classificata, l’Imoco volley Conegliano. In occasione della partita e dei playoff scudetto SuperNews è stata ospite a Bergamo per intervistare Eleonora Lo Bianco e Miriam Sylla.
Della carriera di Eleonora Lo Bianco ne abbiamo già parlato in passato, questa volta invece ci ha raccontato di obiettivi stagionali, Nazionale, rapporto con i tifosi… ecco qua le parole della palleggiatrice della Foppapedretti Bergamo ai microfoni di SuperNews.

Sabato avrete l’ultima partita di Regular Season contro Conegliano, come vi state preparando alla gara?
In realtà oggi (ieri ndr.) è il primo giorno di lavoro dopo la partita di sabato contro il Neruda Bolzano. Nell’ultima giornata andremo ad affrontare una grande squadra come Conegliano,  noi dobbiamo lavorare sul nostro, cercando di migliorare gli errori che abbiamo commesso sabato, senza pensare troppo a loro. Sì bisogna preparare la gara, ma prima pensiamo a noi.

Quarto posto blindato, ora arrivano i play off. Quale sarà il vostro obiettivo??
Si può dire che i play off sono un altro campionato, non importa chi incontreremo, dovremo affrontare la gara al meglio. Al momento la quinta posizione non è ancora definita, la nostra avversaria potrà essere Scandicci o Modena, ma ripeto chiunque troveremo dall’altra parte lo dovremo affrontare al massimo, cercando di usare le nostre qualità.

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Qual è la ricetta giusta per vincere? 
Tanto tanto lavoro, tanta concentrazione, bisogna prepararsi alla gara studiando le avversarie e preparandosi mentalmente. Per vincere bisogna mettere davanti alle avversarie le proprie armi vincenti.

Com’è giocare in una piazza come Bergamo? E i tifosi come sono? 
Bhe giocare in una squadra come Bergamo dà molte soddisfazioni, la Foppapedretti mi ha dato molto durante la mia carriera. È una società con una grande professionalità e cultura pallavolistica, con una storia importantissima; forse in fatto di trofei vinti è seconda solo alla Teodora Ravenna, ma ha dato veramente tanto alla Pallavolo Italiana e spero ne possa dare anche in futuro. Per me è un onore essere in una squadra così titolata, i tifosi sono sempre dalla parte della società e spesso sono il nostro settimo giocatore in campo; sono la nostra arma in più, infatti in molte trasferte si sono rivelati fondamentali. Grazie al loro sostegno in alcune finali sembrava di essere in casa e siamo riuscite a portare a casa vittorie importanti. Posso dire che è divertente e carino ritrovarsi dopo tanti anni a lavorare insieme con grande professionalità.

Quest’anno siete un gruppo “misto”, questo può essere un fattore di vantaggio?
Ora il mix di giocatrici giovani e d’esperienza si ripropone sempre più spesso. Le giocatrici d’esperienza ti permettono di vincere partite difficili dove ci sono da gestire momenti delicati, mentre le giovani sono più spensierate e spesso sono quel fattore di vantaggio, perché hanno una forte resistenza al lavoro e hanno meno paure e timori. Questo mix può essere davvero determinante.

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Tu sei un’esempio per molte ragazzine che si affacciano al ruolo del palleggiatore ed è un ruolo che inizialmente molte non amano. Che consigli daresti a queste giovani giocatrici?

Che è un ruolo molto bello, dico la verità inizialmente nemmeno io lo amavo molto, è un ruolo molto complicato che si apprezza quando si è più grandi. Bisogna essere sempre al servizio degli altri, della propria squadra e non dà soddisfazioni individuali. La soddisfazione maggiore arriva quando le tue compagne fanno punto, ripeto è un ruolo che si apprezza realmente da grandi e quando si inizia a giocare ad alti livelli, lì capisci veramente quanto sei fondamentale. Per questo ruolo c’è bisogno di tanta esperienza e bisogna sempre lavorare molto, sulla precisione e sulla tecnica del palleggio, poi dopo bisogna insegnare a lavorare sulla tattica.

Parliamo ora di Nazionale. A Rio è stata la tua ultima Olimpiade, che sensazioni o che rimpianti hai di quest’esperienza ?
Per quanto riguarda Rio non ho nessun rimpianto. Ho fatto delle scelte, sono ed ero consapevole di ciò che andavo a fare, è logico che volevo togliermi delle soddisfazioni che non sono arrivate. Ci sono arrivata con grandi sacrifici, diciamo che mi sono inserita in corsa,  ero quasi l’ultima arrivata, anche se non ero proprio “l’ultima”. Il risultato sicuramente non è stato quello che volevamo e che ci aspettavamo, la squadra non se lo meritava. Per me è stata l’occasione per riprovarci, perché alla fine ciò che mi manca è proprio quell’ambita medaglia.

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I media e la pallavolo. Cosa si può fare per migliorare la visibilità di questo sport?
C’è molto da dire riguardo a questo argomento. Noi stiamo facendo molto e penso che abbiamo fatto il possibile per far si che si parli di noi, alla fine portiamo sempre molto pubblico nei palazzetti e le nostre finali sono seguitissime; forse l’attenzione maggiore dovrebbe arrivare proprio da voi Media. Spesso capita che ci sono partite di pallavolo in programmazione e vengono spostate o addirittura interrotte perché devono far vedere qualche altro sport, lo si può accettare solo se c’è una finale. Alla fine offriamo al nostro pubblico partite con grande spettacolo, il nostro è uno sport pulito. La pallavolo è uno sport sano, seguito da molti giovani e per noi è una soddisfazione essere un esempio per loro. Forse da parte vostra c’è troppa poca considerazione, noi diamo il massimo ora tocca a voi.

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