Modena-Verona: top e flop della partita

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Ngapeth stoppa Baranowicz a muro(fonte foto: pagina facebook ufficiale Modena Volley)

Gara avvincente ed emozionante Modena-Verona che si è conclusa con la vittoria, e conseguente qualificazione alle semifinali dei playoff scudetto di Superlega, dei padroni di casa dell’Azimut. Andiamo perciò a vedere i migliori e i peggiori dell’incontro.
Modena-Verona: i top dell’incontro

Luca Vettori: finalmente una prestazione degna delle aspettative che ci sono intorno a questo ragazzo. Nelle due gare dei playoff precedenti, Vettori era apparso abulico e fuori dal gioco. Un’insipienza tanto più manifesta nella sconfitta, ma che avevamo sottolineato anche nella vittoria di giovedì. Era insomma mancato a Modena il suo opposto. E ieri sera l’ha ritrovato. Tre aces per lui e turni di battuta che hanno messo in crisi ma ricezione avversaria(e tutti in momenti caldi del match, come nell’allungo decisivo nel quarto set). E poi, al di là di un momento a cavallo tra il secondo e il terzo set, anche in attacco è stato determinante con i suoi 16 punti complessivi con il 35% in attacco(una media ancora bassa, ma ieri sera c’è stata molta più quantità). Splendida la sua diagonale nel secondo set in equilibrio precario, il più spettacolare di tanti suoi colpi andati a segno. Decisamente ritrovato.
Ervin Ngapeth: impossibile non citare monsieur magique anche stasera. Il francese parte male con un paio di attacchi fuori e uno murato, ma è bravissimo a ritrovarsi immediatamente e a indirizzare ancora una volta la partita verso i binari di Modena. E questa volta se abbassa le percentuali in attacco(al 50%), le sue battute sono al fulmicotone: se Modena è la squadra che maggiormente eccelle in questo fondamentale, lui è la punta di diamante della squadra. Tanta qualità, tanta quantità e carattere da leader. E quando bisogna mettere a terra palloni che scottano, sia Travica che Orduna non esitano a ricorrere alle sue mani d’amianto.
Maxwell Holt: non lo mettiamo tra i migliori del match solamente come regalo di compleanno. È uno dei giocatori che sposta realmente l’equilibrio. Trent’anni e tanta esperienza da vendere, sia a muro, sia in battuta, sia in attacco. I palleggiatori di Modena sfruttano la corsia centrale e il gigante statunitense raggiunge altezze che pochi possono eguagliare. Se la palla gli viene data coi tempi e coi modi giusti, non sbaglia(tanto che fa notizia un suo attacco out nel terzo set). Un match arricchito anche da una prestazione superba in battuta con 2 ace e altri servizi precisi e potenti. E la mano non trema neanche quando deve chiudere i conti: infatti i punti decisivi nei primi due set sono i suoi.
Modena-Verona: i flop dell’incontro:

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Luigi Randazzo: ancora una volta figura il suo nome tra i peggiori del match. Lo stimolo di ritrovare gli ex compagni della Lube in semifinale non è bastato al giovane martello italiano per fargli riscattare le precedenti prove in chiaroscuro. In difficoltà da inizio gara, Grbic lo deve togliere nel secondo set per far spazio a Lecat(che non fa meglio, soprattutto in ricezione). Il suo 32% in ricezione(e i sei aces subiti) racconta di una partita in cui spesso è stato cercato con successo dai battitori avversari. Al contrario non è mai riuscito a ribattere dai 9 metri. Un po’ meglio in attacco(soprattutto nel terzo set, quando con Kovacevic ha trascinato Verona a conquistare il set della speranza), ma in maniera non sufficiente.
Andrea Giovi: dietro la lavagna anche il libero di Verona che ha sofferto molto, troppo nell’arco di tutta la partita. Modena ha battuto benissimo, è vero, ma il confronto con l’altro libero, Salvatore Rossini, stride: 35% di ricezioni positive per Giovi, il doppio per il suo omologo modenese. E anche in difesa ha lasciato a desiderare non riuscendo a fare di più su alcuni attacchi difendibili.
Michele Baranowicz: palleggiatore in difficoltà. Nel primo set ha ancora Djuric come freccia al suo arco. Ma l’opposto ha problemi e infatti termina il primo set in anticipo e non rientra più. E lui con il neo entrato Stern comincia bene, servendogli alcune palle intelligenti che lo rendono una spina nel fianco della difesa di casa, ma poi abbassa sempre più le traiettorie. Sfrutta i centrali solo dal terzo set in poi(e soprattutto Anzani ripaga sempre la fiducia),e qualche volta combina dei pasticci non da lui(come nel terzo set quando non controlla con una mano una palla sotto rete e regala il punto agli avversari). Le quattro battute sbagliate malamente completano il quadro di una serata che poteva essere storica, ma che è stata solo storta

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