Pallavolo, Lorenzetti suona la carica per la sua Diatec

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Angelo Lorenzetti, allenatore della Diatec Trentino

Bisogna rimanere con i piedi ben piantati a terra, ma ma un primo importante passo è stato fatto. La Diatec Trentino, guidata da Angelo Lorenzetti, è riuscita a superare nella Semifinale di Coppa Italia il più quotato Perugia, forse uno dei team più attrezzati dell’attuale panorama pallavolistico. Con una finale nazionale da disputare, ed un secondo posto nel Campionato, la squadra di Trento sta regalando gioie forse inattese ai propri supporters. Ma, attenzione, come viene sottolineato dallo stesso coach Lorenzetti, non bisogna assolutamente montarsi la testa, anzi:”Bisogna guardare i fatti come stanno, siamo sì contenti, vincere match a -1 è positivo, ma non dobbiamo pensare di aver compiuto chissà quale impresa“.

In tal senso, si rivela molto interessante l’intervista rilasciate dal tecnico della Diatec alla Gazzetta dello Sport. Il primo punto affrontato è stato proprio lo spirito vincente del mister: “Leggendo i numeri, si può ben capire come il Perugia sia stato comunque molto vicino a poter far sua la partita. E’ necessario alzare l’asticella se vogliamo poter pensare di batterli“. Treno, però, si è dimostrata più squadra? “Sono paragoni difficile da fare. A volte basta anche una sola palla in più giocata per portarsi a casa una medaglia. La nostra preoccupazione deve rimanere di pensare solo ed esclusivamente a noi stessi“. Come viene fatto notare, il problema forse maggiore della Diatec è individuabile nella fase offensiva: “Se spostiamo l’attenzione sul cambio palla, in realtà abbiamo una percentuale abbastanza buona, anche se il Perugia ci supera di un 2 o 3%. L’unico modo per sopperire a questa mancanza, è quello di lavorare molto e migliorare sulla fase di ricezione, quindi sulle palle potenzialmente recuperabili“.

Leggi anche:  Olimpiadi pallavolo femminile, grande Italia all'esordio

Si rimane sempre sulla vittoria con la squadra umbra, in ottica della gara -2: “Devo ancora vedere e studiare bene assieme ai ragazzi il primo match. Di sicuro, abbiamo capito che è fondamentale migliorare nel cambio palla e ricercare al meglio la fase break, senza che ci si arrivi quasi per caso“. Si può dire, quindi, che l’atteggiamento sia uno dei fattori più importanti per ottenere risultati? “Ritengo che, dopo aver intuito il proprio valore e stabilito il tuo traguardo, si debba stare sempre concentrati e sul pezzo. La vera differenza la si ottiene mediante l’atteggiamento individuale, ossia non adagiarsi sugli allori per le proprie doti tecniche ma, anzi, cercare di compiere pure quello che ci viene più difficile. In conclusione, l’atteggiamento stesso dei singoli, determina poi la squadra nel suo completo“.

Leggi anche:  Olimpiadi pallavolo femminile, grande Italia all'esordio

Ormai si è capito il tipo di rapporto che c’è con la squadra, quasi come se fosse più un papà che un allenatore professionista:”Ogni gruppo fa storia a sé, cercando di non ripetermi mai. I ragazzi che seguo attualmente ci mettono sempre il massimo durante gli allenamenti, riuscendo ad ottenere importanti progressi. Quando non mostrano al meglio questi progressi in gara, è come se non riuscissero a dar valore al proprio lavoro, svolto giorno dopo giorno. Passando molto tempo assieme, penso sia normale voler che i miei ragazzi si esprimano al meglio“.

  •   
  •  
  •  
  •