Playoff Superlega volley: i top e i flop di gara 2 dei quarti di finale

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Eccoci al secondo appuntamento con i top e i flop delle partite di pallavolo disputatesi infrasettimanalmente. Si è giocata tra mercoledì e giovedì gara 2 dei quarti di finale dei playoff e ha regalato 3 qualificazioni alle semifinali(di Trento, Civitanova e Perugia) e una gara 3(quella tra Modena e Verona che si preannuncia di fuoco). E vediamo anche questa volta chi si è distinto particolarmente in positivo o in negativo.
Playoff Superlega volley: i top di gara 2 dei quarti di finale

  1. Osmani Juantoreina: top scorer della vittoria esterna di Civitanova in quel di Vibo, l’italocubano si è dimostrato un giocatore completo in tutti i fondamentali. Il titolo di miglior giocatore della stagione regolare non sembra averlo accontentato ed è partito spedito anche in questi playoff. Contro la Tonno Callipo ha viaggiato al 52% con 11 attacchi messi a terra; unico neo uno murato, l’unico per la Lube(il che fa capire la potenza di fuoco degli uomini di Blengini). Un muro che però ha restituito, facendo due punti anche in battuta, altra specialità della casa. Ma la percentuale della sua partita che balza agli occhi con più forza è il 100% di ricezioni positive, di cui il 38% perfette. Nessuna sbagliata, quindi, tutte sulle mani di Christenson. Che gioca anche lui bene; ma grazie a dei ricettori così abili.
  2. Ervin Ngapeth: quando il gioco di fa duro, i duri cominciano a giocare. Modena era a un passo da una clamorosa eliminazione ai quarti di finale e a Verona si giocava una fetta importante di futuro. E a scrollare la squadra dalla paura ci ha pensato come al solito Ervin Ngapeth. Il francese è stato eccezionale per tutto l’arco del match. Nel momento più difficile per i suoi(con Verona in fiducia e avanti nel primo set) si è caricato sulle spalle la squadra. Dragan Travica lo ha servito consapevole che, con palla a lui, si era in cassaforte: il 100% in attacco nel primo set; percentuale sporcata leggermente solo a metà secondo set. Una varietà di colpi ampia e la capacità di fare male anche con le palle più scomode(come quella alzatagli da Rossini da fuori campo). Un vero leader che chiude anche il match con un ace nel terzo set. Un dato è emblematico: Ngapeth chiude con 23 punti, più del doppio del secondo di Modena per punti(Vettori con 11). Incredibile Ngapeth.
  3. Aron Russell: che partita per il giovane americano che cresce sempre più di match in match. Al termine della regular seaosn già lo avevamo detto che era arrivato all’appuntamento playoff in palla e in fiducia. E lui non ci ha traditi. Con Piacenza ben 15 punti con un grande 64% in attacco(che fa il paio con l’ottimo 61% di gara 1). La sua freschezza oscura anche Zaytsev, mercoledì non così decisivo come al solito, e costringe Berger in panchina. Per Bernardi si sta rivelando sempre più una preziosissima risorsa. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, manca l’acuto in battuta, dove pure spesso ha fatto vedere di saperci fare. Ma anche in ricezione si è reso protagonista di una gara su buoni livelli con il 43% di ricezioni perfette.
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Playoff Superlega volley: i flop di gara 2 dei quarti di finale

  1.  Luigi Randazzo: arrivato ai playoff il martello arrivato da Civitanova si è spento. Dopo un girone di ritorno da protagonista e trascinatore, l’azzurro è andato sotto i suoi standard nelle due gare con Modena. Ma se al Palapanini era stata una festa completa, dopo la sconfitta di giovedì non si può evitare, a malincuore, di metterlo dietro alla lavagna. Solo 4 punti per lui frutto di tre attacchi vincenti(al 75% sì, ma con solo 4 attacchi tentati) e tanti problemi nel primo set. Che si acuiscono nel secondo, tanto che Gbric capisce che è entrato in una spirale negativa e lo toglie per inserire il belga Lecat. Cercato in ricezione, non ha sempre risposto a dovere, e non è riuscito ad attaccare. Solamente quando è rientrato nel terzo set ha fatto vedere qualche spunto del miglior Randazzo. E chissà che in gara 3, con la prospettiva in semifinale di incontrare la squadra che detiene ancora in suo cartellino, cioè la Lube, non sfodererà un gran match.
  2. Peter Michailovic: stecca anche l’opposto di Vibo. Contro la Lube i calabresi sono arrivati abbastanza sfiduciati, è vero, e consapevoli che sarebbe servito un miracolo per tenere in vita il confronto. Ma in particolare Michailovic è stato quello che è mancato di più. Un opposto che non raggiunge la doppia cifra è raro da vedere. Ma i numeri parlano chiaro: su 21 attacchi ne ha messi a terra soltanto 9. E il dato che fa più riflettere sono i 7 muri subiti: Michailovic non è riuscito a passare il muro che lo ha sempre letto, marcato, colpito con cinismo.
  3. Leandro Neves Vissotto: anche a Monza serviva un’impresa per portare a gara 3 la sfida. Che non è arrivata. Anche perché l’opposto Vissotto si è trovato in una sua serata storta. Completa solo il primo set, e dal secondo lascia spazio a Hirsch che va meglio di lui. Il brasiliano doveva essere la speranza dell Gi Group invece si è spento nel momento decisivo. Solo 3 punti per lui e una battuta sbagliata. Un bottino veramente misero. A Monza rimarrà l’emozione per i primi playoff della sua storia. Ma si poteva fare qualcosa in più.
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