Trento-Perugia, i top e i flop di gara 5

Pubblicato il autore: Marco Roberti

Trento-Perugia si è trascinata fino a gara 5. La semifinale è stata equilibrata e spettacolare, ma nell’ultima sfida non c’è stata veramente partita e la Diatec ha meritato la vittoria staccando così il pass per la finale. E vediamo i top e i flop di questa sfida

Trento-Perugia, i top di gara 5

Filippo Lanza: in gara 4 lo avevamo messo tra i peggiori. Sabato pomeriggio invece ha fatto una delle migliori prove stagionali. Filippo Lanza è così: gran cuore, gran carattere e si esalta nei momenti decisivi. Soprattutto quando è in casa. E così se al Palaevangelisti aveva sofferto il fatto di non trovarsi davanti il muro gialloblu dei suoi tifosi, in gara 5 ha sfoderato per loro tutti i colpi migliori. In attacco è stato superbo raggiungendo il 73%, per efficienza il miglior risultato stagionale(anche se qui ha attaccato molti più palloni di quando fece registrare il 75%). Grazie a un grande Giannellli è stato veramente immarcabile con il muro della Sir che non lo ha mai visto. Alla fine termina con 16 punti, top scorer insieme a Stokr.
Ian Stokr: altro giocatore che avevamo inserito tra i flop di gara 5. In pochi giorni cambia veramente tutto. Dal 3-0 incassato a Perugia al medesimo risultato, però a favore, a Trento. L’opposto ceco scatena le sue potenti braccia e le fa mulinare implacabilmente verso il taraflex rendendo impervio qualsiasi tentativo difensivo. Sin dall’inizio si è capito che era la sua serata. E Stokr non ha mai abbassato la concentrazione e ha continuato ad attaccare, realizzando ben 16 punti nel computo dei quali ci sono anche 2 aces.
Simone Giannelli: l’intelligenza pallavolistica di questo giovane ragazzo classe ’96 è incredibile. Fa spellare le mani al pubblico del Palatrento con alzate al limite dell’impossibile. Ancora una volta cerca e trova con costanza i suoi centrali(stupenda una fast dietro con Van De Voorde) e manda tutti i suoi attaccanti a punto con regolarità. Non stupisce neanche il suo ruggito, al pubblico e agli avversari: il ragazzo ha anche carattere da vendere. E poi, per dimostrare che non si vive di soli palleggi, sfodera la specialità della casa: il muro. Sono due per lui(quanti ne ha fatti Perugia in tutta la gara) e realizza anche due aces.

Leggi anche:  Mondiale volley femminile, l'Italia di Mazzanti rimonta e batte il Belgio per 3 a 1: il racconto del match

Trento-Perugia, i flop della partita

Ivan Zaytsev: lo Zar in questa serie playoff decisamente non è andato come ci si aspettava. Forse stanco, forse distratto dal pensiero della Champions League che si avvicina(sabato la super sfida di semifinale contro Civitanova), anche sabato fa pochi punti e non dà l’apporto che ci si aspetta alla squadra. Il 23% con cui chiude in attacco è il peggior risultato stagionale in campionato e i 4 punti sono davvero troppo pochi per uno della sua classe. Bernardi infatti nel secondo set lo cambia per far entrare Dore Della Lunga e per farlo riposare un po’ in panchina. Ma ora è il momento della verità: Zaytsev in Champions deve dare tutto, per sedersi sul trono che gli spetta.
Emanuele Birarelli: il capitano torna in casa della sua ex squadra e sembra non volergli far male. Complice un grande Giannelli è sempre difficile leggere gli attacchi di Trento e soprattutto chi andrà ad attaccare. Birarelli fa il possibile ma non mette neanche un muro a terra e spesso si fa scappare i centrali avversari. In attacco anche non è cattivo e arriva al 57% con 7 palle attaccate e solo 4 punto. Anche per lui si attenderà il riscatto in Europa.
Andrea Bari: ecco uno dei dualismi della stagione che non ha mai convinto in pieno. Tra lui e Tosi sabato non è stata una gran partita e c’è più di un sospetto che la loro alternanza non dia grande fiducia a entrambi. Anche Bari ex della partita non fa uno sgarbo agli ex tifosi(con Trento vinse l’ultimo scudetto Diatec). Male quando viene chiamato in causa in difesa, fuori posizione soprattutto sugli attacchi in parallela di Stokr. Non bene neanche in ricezione con il 40% di ricezioni positive, il peggiore fra i suoi

  •   
  •  
  •  
  •