Italvolley, cosa aspettarsi da questi Europei

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


Partita ieri, martedì 22 agosto, la spedizione dell’Italvolley, destinazione Stettino, là dove i nostri azzurri giocheranno le tre gare della pool B dell’Europeo di pallavolo, sono giorni di attesa questi. Di attesa che comincino gli Europei in Polonia che vedranno confrontarsi le migliori squadre del panorama continentale e di attesa per vedere che cammino riuscirà a fare l’Italia. L’ultima World League, conclusa con ben 7 sconfitte e 2 vittorie in 9 partite, ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i tifosi che avevano ancora negli occhi lo straordinario argento conquistato ormai un anno fa a Rio de Janeiro. Un gruppo che, rispetto a quello dell’Olimpiade, è cambiato molto e anche in alcuni dei suoi uomini più importanti. Sono rimasti in 7 quelli che erano andati alle Olimpiadi. Non c’è più il capitano, Emanuele Birarelli, non c’è più Juantorena che ha deciso di prendersi una pausa a tempo indeterminato dalla nazionale per non sovraccaricare una spalla che in passato gli ha dato ben più di un problema, non ci sarà il libero Rossini e neanche Ivan Zaytsev la cui vicenda sulle scarpe si è conclusa nel modo peggiore possibile: ossia con l’esclusione dalla lista dei convocati di Gianlorenzo Blengini.

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Sarà quindi un’Italvolley che dovrà giocoforza trovare dei nuovi punti di riferimento e nuovi equilibri. Sarà altresì un’occasione importante per molti giocatori presenti nel gruppo di fare il salto di qualità e farsi notare ad alti livelli. In particolare le speranze azzurre sono riposte nella coppia della Diatec Trentino Lanza-Giannelli. I due sono gli uomini di maggior qualità e personalità di cui la nostra nazionale può disporre. Il palleggiatore classe ’96 nell’ultima stagione ha ulteriormente arricchito il suo bagaglio tecnico velocizzando e variando sempre di più il gioco. A lui il compito di attivare i compagni e cercare di rendere giocabili tutte le palle(anche quelle non perfette che arriveranno dalla ricezione). Filippo Lanza è invece il bombardiere principale, sul quale ricadranno gran parte delle responsabilità offensive. Sarà facile prevedere dove andranno i palloni pesanti, quelli da non sbagliare. Dovrà essere in grado di diventare il leader tecnico di questo gruppo: se ci riuscirà Giannelli avrà trovato un martello di primissimo piano sul quale fare cieco affidamento. In diagonale con lui è apertissimo il ballottaggio che coinvolge Antonov, Botto e Randazzo. I 3 in World League sono stati alternati con risultati non entusiasmanti. Chiunque giocherà dovrà garantire una buona ricezione e attacchi efficaci. Iacopo Botto era l’outsider di turno, ma ha scalato rapidamente le posizioni e chissà che non tocchi a lui esordire da titolare contro la Germania. Sarà un Europeo importante anche per Luca Vettori. Che ci fosse stato o meno Zaytsev, probabilmente a lui sarebbe cambiato poco, dato che lo zar sarebbe stato impiegato in posto 4. E quindi ha avuto una lunga estate per prepararsi a questo compito. L’arrivo in quel di Trento potrebbe dargli nuove motivazioni e farlo uscire da quella spirale negativa dove era precipitato l’ultimo anno a Modena. Ma attenzione: dietro di lui scalpita Giulio Sabbi che non vuole stare a guardare. Interessanti saranno le scelte al centro dove, più che negli altri reparti, cercano spazio le nuove leve. Sarà alla prima assoluta Ricci che potrebbe conquistarsi una maglietta da titolare, visto il suo buon impatto con l’azzurro a giugno. Daniele Mazzone è la novità rispetto alla prove di inizio estate: all’Europeo cisarà lui e non Candellaro. Al momento però parte forse come ultimo centrale, dietro anche a Matteo Piano e Simone Buti che, da capitano, potrebbe essere scelto come titolare. Per il ruolo di libero c’è Massimo Colaci, anche se non è da escludere che in qualche frangente entri Balaso. In definitiva, in attesa della prova del campo, questa nazionale ha delle prospettive interessanti. Se riuscirà a trovare unità di gioco e intenti il cammino potrebbe essere più lungo. L’obbiettivo è passare il girone, magari anche al primo posto, così da usufruire di un sorteggio più morbido per i quarti. E poi da lì, vada come deve andare.

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