Italvolley, il pagellone dell’Europeo degli azzurri

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Si è chiusa ai quarti di finale l’avventura dei nostri azzurri dell’Italvolley agli Europei di Polonia. Si è chiusa nel modo peggiore: contro una sconfitta per 3-0 contro un Belgio solido e compatto che già ci aveva fatto male nelle qualificazioni della World League a giugno. Ma oltre alla brutta prova contro i belgi ci sono state altre gare in cui i ragazzi di Blengini hanno mostrato grinta e qualità individuali. Ecco di seguito i voti e i giudizi, in ordine decrescente, su ogni singolo giocatore che ha partecipato alla kermesse.

Italvolley, il pagellone degli azzurri

Simone Giannelli 7: il golden boy azzurro non ha tradito le attese. Tra i tanti volti nuovi, soprattutto nel sestetto titolare rispetto a Rio, lui è ormai da diverso tempo una certezza per compagni e tifosi. Una World League giocata ben al di sotto delle proprie possibilità, inoltre, gli imponeva di riscattarsi. E così ha preso in mano la squadra con la consueta classe che lo contraddistingue. Sempre lucido nelle scelte, è cresciuto nel corso del torneo: se Lanza è stato lo schiacciatore preferito, per ovvi motivi, Giannelli ha saputo dare grande continuità agli attacchi da centro, anche in situazioni di contrattacco; ha coinvolto sempre di più Vettori nel gioco, migliorando notevolmente l’intesa con lui; e infine non si è tirato indietro quando ha avuto a disposizione palloni ghiotti da schiacciare a terra. E poi una grande prestazione dai nove metri: per lui ben 9 aces, di cui 5 con la Repubblica Ceca.
Matteo Piano 7: uno dei migliori muri dell’Europeo. Il suo apporto è stato fondamentale al centro. Sia in attacco sia, appunto, a muro. Titolare inamovibile, ha scalzato nelle gerarchie tutti gli altri centrali. Servito spesso e bene da Giannelli ha tolto le castagne dal fuoco in più di una circostanza con le sue schiacciate alte e ben indirizzate(con un 65% di efficacia che parla per lui). E poi ben 14 muri messi a segno: 7 di questi nei soli 3 set con la Turchia.
Filippo Lanza 6,5: doveva essere il leader tecnico e caratteriale del gruppo e ha superato a metà la prova. Senza Juantorena e Zaytsev era lui nei piani di Blengini il principale braccio armato della truppa azzurra. E i suoi numeri, a ben guardare, non sono neanche male: 71 punti complessivi, 14 a partita, con il 49% in attacco(e punte del 71& e del 63% nella seconda e nella terza partita rispettivamente) e ben 11 aces messi a referto(il migliore per distacco fino ai quarti di finale). In diversi momenti i suoi turni in battuta o la sua abilità nel trovare le dita del muro avversario, hanno risolto situazioni piuttosto complesse. Ma anche lui è mancato nel momento del salto di qualità: la disastrosa prova contro il Belgio è lì a dimostrarlo impietosamente. Sovraccaricato da Giannelli è andato sotto pressione e si è fatto murare ben 6 volte.
Luca Vettori 6,5: bella risposta del nostro opposto a chi lo criticava dopo una stagione sotto le attese a Modena e dopo una World League da dimenticare. Anche lui è cresciuto durante il torneo. Lo score finale è di 67 punti complessivi con un buon 50% di efficacia. Se Lorenzetti si può fregare le mani per le buone azioni concertate con Giannelli(i due si ritroveranno a Trento), Blengini può comunque sorridere per aver trovato un Vettori finalmente attivo e propositivo. Infatti buone le sue prove anche in fase difensiva dove si è sacrificato per la squadra in più di un’occasione. Ma il punto più importante del suo Europeo è stato sicuramente l’ace al terzo set di Italia-Turchia: sul 23-24 in favore dei turchi, ha scagliato una battuta potente e coraggiosa e ha fatto centro.
Daniele Mazzone 6,5: senza dubbio la sorpresa più positiva di quest’Italvolley agli Europei. Non convocato per la World League, è stato preferito a Candellaro per la sua intesa con Giannelli, Un’intesa che ha avuto modo di svilupparsi nel corso del torneo. Sempre presente in tutte e 5 le partite degli azzurri, il suo è stato un torneo veramente povero di errori e ricco di situazioni in cui ha fatto bene. Con la Slovacchia, forse, la sua miglior partita; ma nel complesso è stato sempre costante e propositivo anche nelle giornate più nere per il gruppo. Inoltre per lui anche 4 aces: la sua battuta flottante è risultata più di una volta insidiosa.
Gianlorenzo Blengini (c.t.) 6,5: voto positivo anche al mister che ha saputo tenere unito il gruppo nonostante le scosse estive per il caso Zaytsev. Si è preso la responsabilità di mettere la parola fine alla vicenda non convocando il martello di Perugia e ha difeso tutti gli altri. Ha scelto a sorpresa Daniele Mazzone invece di Candellaro e lo ha schierato da titolare. Ha scelto di lasciare Civitanova per continuare ad allenare la nazionale e portarla fino ai mondiali da disputare a casa. E adesso ha un anno pieno di tempo per ripartire dalle basi lanciate in questo Europeo.
Fabio Balaso 6: il giovane libero, scelto al posto di Pesaresi, non ha demeritato. Sin dall’inizio Blegini ha optato per la soluzione del doppio libero: Colaci in fase di ricezione e lui in fase di difesa. Balaso si è calato nella parte con abnegazione e determinazione. Molti break sono nati da difese o appoggi non banali: la più bella, nel primo set contro la Repubblica Ceca.
Luca Spirito 6: il giudizio su di lui è molto parziale. In primis perché ha giocato veramente poco e poi perché non lo ha mai fatto nel suo ruolo. Blengini lo ha sempre fatto alzare invece che per sostituire Giannelli, per rilevare Piano in battuta. Un ruolo che Spirito ha interpretato con diligenza: nessun errore diretto e qualche battuta che ha messo in difficoltà la ricezione avversaria. Più un ace, fortunoso, contro la Repubblica Ceca.
Simone Buti 6: capitano in panchina. La sua esperienza e il suo carisma gli hanno assicurato un posto tra i convocati. Scalzato dai giovani Piano e Mazzone in campo, ha saputo farsi sentire facendo da chioccia a un gruppo giovane e, in diverse situazioni, insicuro. Blengini lo ha anche gettato nella mischia contro il Belgio, ma la mossa purtroppo non ha ricalcato quella di Rio contro gli USA: realizza anche un muro e un punto in attacco. Ma ne sbaglia uno nel terzo set nel finale che costa l’allungo decisivo degli avversari.
Oleg Antonov 5,5: un torneo con molti alti e bassi per lui. A suo favore, sicuramente, la situazione in battuta. Un’altra freccia importante per l’arco azzurro dai nove metri: e infatti ha firmato ben 9 aces, distribuiti in tutto il corso dell’Europeo. Blengini infatti faceva partire sempre lui in battuta all’inizio di ogni set. Ha fatto anche alcune prove sopra la media, andando bene contro la Repubblica Ceca(uno dei migliori del match) e discretamente nel terzo set con la Turchia(suo il punto decisivo). Ma non sono purtroppo mancate le note dolenti. In ricezione è stato il più cercato e colpito dalla battuta avversaria, soprattutto quella in salto. In attacco, poi, spesso è stato bloccato dal muro avversario. Piuttosto in linea con le previsioni: Antonov rimane un buon giocatore dopotutto, ma non come prima scelta. E a un certo livello non basta solo la buona volontà.
Massimo Colaci 5: dispiace dover dare un giudizio negativo su un libero che ha sempre mostrato il suo valore. Ma il suo non è certo stato il miglior torneo che abbia disputato. Con la sua esperienza doveva far sentire di più il carattere in fase di ricezione deresponsabilizzando i compagni e andando a prendersi molti più palloni. Invece è apparso sotto tono: chiude con 5 errori diretti e 23 ricezioni negative. E il 27% di ricezione perfetta.
Luigi Randazzo 5: la mancata convocazione di Juantorena e Zaytsev gli aveva schiuso delle possibilità importantissime per farsi vedere anche a livello internazionale. Evidentemente la pressione è stata troppa e Randazzo ha deluso le attese. Il voto è complessivo di tutta un’estate veramente difficile. In World League era partito come titolare, ma ben presto è stato scalzato via via da Antonov e Botto. All’Europeo è arrivato da panchinaro e, le poche volte che è stato inserito, non ha mostrato quelle qualità che il c.t. si sarebbe aspettato da lui. Ora si dovrà tuffare nel campionato nuovamente, con la maglia di Padova: un ambiente tranquillo dove tornare, soprattutto mentalmente, lo schiacciatore di buon livello che si è messo più volte in luce.
Iacopo Botto, Giulio Sabbi, Fabio Ricci s.v.: trio di giocatori che ha visto il campo poco o nulla. I primi due sono entrati solo nel disastroso terzo set contro il Belgio e certo non hanno fatto nulla per evitare il disastro: Sabbi ha sbagliato banalmente una battuta pestando il nastro, Botto ha preso un ace e ha fatto solo 1 punto. Ricci, invece, ha pagato forse la sua mancanza di esperienza: in World League era stato uno dei più positivi. Ma il tempo è dalla sua: quest’anno a Perugia sarà molto importante per lui per sperare di andare ai mondiali.

  •   
  •  
  •  
  •