Alessia Orro sotto accusa: la palleggiatrice non si è dimostrata all’altezza?

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

alessia orro sotto accusaFinisce sul banco degli imputati la palleggiatrice sarda per la brutta prestazione dell’Italia agli europei. Alessia Orro sotto accusa, ma è veramente soltanto sua la colpa? Vediamo insieme quali sono state le cause di una eliminazione maturata forse troppo presto. Quel che è certo è che l’intesa tra la giovane pallavolista di Oristano e le compagne di attacco non è stata delle migliori. La Orro è sembrata un pesce fuor d’acqua nella nazionale di Mazzanti, nonostante sia stata la titolare ai mondiali di Rio con il coach Bonitta. Ma dire che quella che doveva essere il futuro della regia azzurra è stata un flop ce ne corre, perché Alessia è stata letteralmente catapultata come titolare all’Europeo non per colpa sua, ma a causa dell’infortunio di Ofelia Malinov, alzatrice titolare che non ha potuto prendere parte alla spedizione in Azeirbajan. Come aveva anche evidenziato il coach della Turchia Guidetti, l’Italia al Grand Prix, sotto la regia della Malinov, aveva ben figurato, rischiando quasi di vincere la competizione estiva e stupendo le avversarie, con la Orro i risultati sono stati diversi, ma non perché Alessia sia una mediocre giocatrice, ma solo perché gli schemi offensivi erano stati costruiti sulla Malinov e non c’è stato il tempo di adattarli su di lei. La Orro è infatti apparsa stanca e fuori tempo rispetto alle compagne che non hanno trovato sintonia con la nuova alzatrice sarda. La mancanza di Sylla e Malinov sono infatti le ragioni principali dell’arresto della nazionale femminile ai quarti di finale, e non la negligenza della giovane Alessia, che rimane una risorsa importante per la pallavolo italiana ma che deve ancora crescere.

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Mancanza di tempo per nuovi schemi e per farla amalgamare con le compagne, sono queste le ragioni del fallimento azzurro, con l’aggiunta della mancanza di esperienza internazionale di diverse pallavoliste, tra cui l’opposto Egonu, devastante sotto rete ma ancora acerba e sicuramente non abituata ai palcoscenici internazionali. Il problema più grande è infatti apparso di testa, ovvero la mancanza di concentrazione determinante durante una sfida decisiva contro una grande nazionale come è l’Olanda, e l’incapacità di reagire quando le cose si mettono male. Come ha ben specificato il coach Guidetti, Egonu non è Boskovic, e la differenza sta proprio nei palcoscenici dove si sono esibite. L’italia ha pagato l’inesperienza di Orro e Egonu, troppo ancorata a Club Italia, e mai lanciate sui palcoscenici che contano al contrario delle avversarie olandesi. Tanto ancora da imparare quindi, a iniziare da quest’anno, dove la Egonu vestirà la maglia dell’Agil Volley e la Orro del Busto Arsizio, due realtà pallavolistiche importanti che faranno crescere non poco le due atlete. Il ritorno della Malinov in azzurro darà poi tutto il tempo ad Alessia di crescere con calma, e di migliorare sia in difesa (fase muro) che nel palleggio con le schiacciatrici titolari, cosa che è mancata ed è stato il punto debole dell?italia Volley. Fiducia quindi a Mazzanti, che avrà tutto il tempo per costruire una nazionale competitiva e in grado di contendere lo scettro a Olanda, Turchia, Russia e Serbia, nazionali che a oggi appaiono ancora come tra le più forti del mondo.

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